Una revisione di studi appena pubblicata evidenzia la riduzione della mortalità e del rischio di sviluppare malattie cardiovascolari in chi sale abitualmente a piedi
Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il 31% degli adulti di tutto il mondo, circa 1,8 miliardi di persone, non effettua in una settimana il livello raccomandato di 150 minuti di attività fisica di intensità moderata. Una situazione che, aggiunge l’Oms, si traduce tra l’altro in un rischio di morte prematura tra il 20% e il 30% più elevato. Eppure, per integrare l’attività fisica nella vita quotidiana, integrando uno stile di vita sano, potrebbe bastare molto poco.
“Usare le scale è un modo pratico e spesso sottovalutato” sottolinea al riguardo Vassilios Vassiliou della Norwich Medical School dell’Università della East Anglia, uno degli autori del lavoro che, revisionando una serie di studi precedenti, ha evidenziato una associazione costante tra uso abituale delle scale e riduzione della mortalità. In particolare quella cardiovascolare, principale causa dei decessi in tutto il mondo, con numeri quasi raddoppiati dal 1990 al 2019.
Lo studio, i cui risultati erano stati già presentati al congresso Esc Preventive Cardiology del 2024, dopo la valutazione critica di esperti indipendenti è ora stato pubblicato sulla rivista American Journal of Cardiovascular Drugs. E indica, in chi già faceva di solito le scale, un’incidenza del -39% del rischio di morte cardiovascolare ma anche del -24% della mortalità per qualsiasi causa, facendo emergere anche associazioni favorevoli, e dunque meno probabilità che si verifichino, con lo sviluppo di infarti, ictus e insufficienze cardiache.
Scale e salute cardiovascolare: cosa aggiunge il nuovo studio
Quella appena pubblicata non è la prima ricerca dedicata al tema del rapporto tra la salute cardiovascolare e l’utilizzo delle scale. Pratica che, ammettono gli stessi studiosi consigliando di consultare al riguardo il proprio medico, potrebbe comunque non essere adatta per chi ha problemi di mobilità o patologie articolari. In precedenza era stato già dimostrato che bastano pochi minuti a settimana di questa pratica per migliorare forma cardiorespiratoria e altri parametri metabolici, abbassando per esempio il livello di colesterolo o incidendo positivamente sul diabete, ma anche riducendo le fibrillazioni atriali.
Non a caso, i ricercatori sono partiti dalla ricerca di studi che mettessero in relazione il salire le scale con infarti, ictus ischemici, insufficienze cardiache e mortalità. Ne sono stati individuati 1.873, dai quali sono stati estratti 9 studi ritenuti adatti per l’analisi finale. La revisione si è basata quindi su un campione di oltre 480 mila persone, sane e con precedenti cardiaci, dai 35 agli 84 anni, di cui 455 mila considerate per la mortalità cardiovascolare, con un follow-up medio di 14 anni.
Si tratta, va in ogni caso ricordato, di uno studio osservazionale, non potendo dunque stabilire con certezza che sia stato proprio il salire le scale a produrre la riduzione della mortalità. Potrebbero cioè incidere anche altri fattori, tra cui il fatto che si tratti di persone mediamente più attive, più in forma, meno sedentarie, più giovani o in condizioni di salute migliori o comunque più attente alla propria salute, per esempio non fumando e praticando una dieta sana.
Gli “exercise snacks”: quando basta un’attività breve ma intensa
Al di là di queste dovute cautele, i ricercatori lanciano comunque un messaggio: non è necessario andare in palestra, fare sport o sottoporsi a lunghi allenamenti per trasformare parte della propria giornata in attività fisica. Per ottenere buoni risultati sono altrettanto importanti le attività fisiche quotidiane, tra cui, appunto, il salire le scale. Che può dunque rientrare tra gli “exercise snacks”, ovvero i brevi episodi di attività fisica intensa distribuiti durante la giornata.
Rispetto a una camminata in piano, le scale richiedono infatti un maggior lavoro delle gambe per contrastare la gravità e un più elevato consumo di ossigeno, aumentano rapidamente la frequenza cardiaca e, di conseguenza, abbisognano di un maggior impegno cardiovascolare e di un certo lavoro di forza e resistenza muscolare. Bastano insomma pochi secondi per attivare meccanismi del tipo di quelli di un allenamento a intervalli, ma senza necessità di particolari attrezzature.
Ciò non significa che non restino valide anche altre strategie di prevenzione cardiovascolare, tra cui allenamenti brevi e intensi e il controllo del consumo di alcol. Le scale, che sono facilmente alla portata di tutti, possono piuttosto integrare l’attività fisica quotidiana per chi ha poco tempo, in maniera oltretutto facilmente graduabile. Anche se, ammettono i ricercatori, servono ulteriori indagini per individuare la dose ottimale, pur esistendo un ampio studio di coorte che suggerisce i maggiori benefici con 6 rampe di scale al giorno.
Alberto Minazzi



