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Biodiversità: in Puglia e Sardegna è arrivato Tremoctopus

Biodiversità: in Puglia e Sardegna è arrivato Tremoctopus

A vederlo, potrebbe esser scambiato per una seppia. Ma anche per un polpo, perché le sue sembianze riportano le caratteristiche di questi due cefalopodi, ovvero molluschi prettamente marini.
Il suo nome è Tremoctopus violaceus.
Un esemplare di questa rarissima specie è stato ripreso in un video in Puglia mentre altri tre, purtroppo spiaggiati, sono stati rinvenuti 4 anni fa. Uno, sempre in Puglia, a Torre Canne; gli altri due in Sardegna.
Una scoperta rara, che ha affascinato i biologi marini considerato che da parecchi anni non si vedevano questi cefalopodi nel Mediterraneo.

Uno studio sulla specie

«Abbiamo sviluppato uno studio sulla specie in collaborazione con l’Università di Cagliari e grazie alle segnalazioni dei cittadini. – spiega Pierluigi Carbonara, il ricercatore di Coispa tecnologia e ricerca – Stazione sperimentale per lo studio delle risorse del mare di Bari -. La presenza in Mediterraneo del Tremoctopus violaceus è importante perché ci dice che il Mediterraneo, nonostante sovrappesca, inquinamento e microplastiche, è un puzzle di biodiversità e dimostra capacità di resilienza. Questo cefalopode è una specie rara che vive in popolazioni molto esigue e non si vedeva da una quarantina di anni. Non è facile infatti avvistare i Tremoctopus, perché vivono in profondità nella colonna d’acqua. Tutti e tre gli esemplari sono stati ritrovati spiaggiati dopo una mareggiata».

Tremoctopus violaceus – Ph. Giuseppe Vinci

L’identikit del Tremoctopus violaceus

«Sono animali che non si pescano – continua Carbonara – e hanno una dimensione tra i 5 e i 10 centimetri. Una loro caratteristica curiosa è che 1 lembo del loro mantello si stacca nel momento in cui vengono attaccati. Questo serve a difenderli dai predatori. E sono anche una specie con un grado estremo di dimorfismo sessuale. I maschi infatti sono di gran lunga molto più piccoli delle femmine».
La minor dimensione consente loro di raggiungere più velocemente la maturità sessuale, aumentando le probabilità di essere pronti per la riproduzione nel momento in cui avvenga l’incontro con una femmina.
E’ a questo che è votata la loro esistenza ed è per questa ragione che si spostano di continuo.
Una volta incontrata, il maschio riempie uno dei suoi tentacoli con lo sperma e lo strappa dal suo corpo passandolo alla femmina che lo usa per fecondare le sue uova. La femmina dunque lascia andare il maschio, che fluttua via e muore.

Il “polpo coperta”

Per allontanare i potenziali predatori, oltre all’inchiostro, usano una grande membrana a forma di rete che srotolano, gonfiano e fanno ondeggiare come un mantello aumentando in questo modo la loro dimensione apparente.
Per questo motivo, in inglese sono chiamati “blanket octopus”, letteralmente “polpo coperta”.

Silvia Bolognini

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