Sono 15 le tipologie di apparecchio che saranno subito omologate con la firma del Ministero sul provvedimento che definisce le procedure
Secondo Assoutenti, a oggi il 71% degli autovelox installati in Italia risulta fuorilegge sul fronte dell’omologazione.
Perché bisogna ricordare che, in Italia, non è sufficiente l’approvazione, ovvero la verifica della conformità del modello alle caratteristiche previste dal Codice della strada. Serve infatti anche una rigorosa certificazione tecnica aggiuntiva, appunto l’omologazione, che attesti la precisione e l’affidabilità del prototipo.
Di qui il lungo e acceso scontro giuridico, e la conseguente valanga di ricorsi, legato in particolare al fatto che la Corte di Cassazione ha ritenuto che le relative procedure siano distinte, con conseguente nullità delle multe comminate attraverso l’uso di autovelox approvati ma non omologati.
Ma l’attesa svolta adesso è arrivata grazie all’apposito decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In tal modo, ha subito commentato la stessa Assoutenti, una serie di apparecchi, seguendo la procedura prevista, potrà tornare a funzionare nella piena legalità.

Il decreto: 15 autovelox omologati automaticamente
Per il ministro Matteo Salvini, “l’obiettivo primario resta quello di garantire la massima sicurezza sulle strade senza però che il controllo si trasformi in pretesto per fare cassa a spese dei cittadini”. Gli strumenti elettronici, cioè, devono essere utilizzati solo al fine di proteggere la vita degli automobilisti. Per questo, sottolinea il Ministero, il decreto autovelox “definisce le procedure di omologazione, di verifica e di taratura iniziali e periodiche dei dispositivi, delle apparecchiature e dei mezzi tecnici per l’accertamento delle violazioni dei limiti massimi di velocità”.
“In questo modo – prosegue il Ministero – si assicura un quadro regolatorio certo e omogeneo, idoneo a superare le criticità applicative emerse nel tempo e a garantire l’affidabilità di misura degli strumenti, la tracciabilità delle operazioni tecniche e la solidità giuridico-amministrativa degli accertamenti conseguenti al loro impiego”. Intanto, dopo la pubblicazione del testo normativo in Gazzetta Ufficiale, per 15 modelli già approvati a giugno 2017 (compresi i diffusi modelli Tutor 3.0 e Autoveloz 106) scatterà in automatico la certificazione necessaria all’omologazione.
Autovelox: cosa succede adesso
Anche se, come ha espressamente sottolineato il ministro, “fare cassa” non è l’obiettivo dell’impiego degli apparecchi per la rilevazione elettronica degli eccessi di velocità, sbloccando questo tipo di controlli laddove fossero stati sospesi in maniera preventiva per evitare contestazioni, ne deriverà necessariamente un beneficio economico per gli enti locali. Nel lungo periodo di confusione e polemiche, infatti, le entrate pubbliche legate alla voce autovelox sono calate in media di circa il 9% sul territorio nazionale. Resta però aperta la questione della retroattività dell’omologazione automatica.
Tra le previsioni del decreto, le regole per gli apparecchi approvati prima del 2017 prevedono una serie di test tecnici, tarature e verifiche di funzionalità obbligatori ai fini della validità degli apparecchi. Al riguardo, è prevista una procedura semplificata per enti locali e produttori che siano già in possesso della documentazione richiesta. Sarà cioè sufficiente inviare i documenti integrativi al Ministero, che dovrà esprimere il proprio parere nella prospettiva del via libera all’omologazione, entro 60 giorni dalla richiesta.
Alberto Minazzi












