Venezia non è Disneyland: un fenomeno social

@Riccardo Roiter Rigoni

2016.Un gruppo di giovani veneziani decide di sfruttare la potenza dei social per sensibilizzare gli utenti su ripetuti episodi di inciviltà e degrado che sviliscono il centro storico di Venezia.
Oggi, 4 anni dopo, quell’idea semplice, mossa dalla voglia di difendere la propria città, è un vero e proprio fenomeno social.
Parliamo di “Venezia non è Disneyland”,  il canale Facebook, Instagram e Telegram diventato ormai un punto di riferimento per il mondo social veneziano.

I numeri parlano chiaro: la community Facebook conta ormai più di 70.000 persone, il canale Instagram ha più di 50.000 follower e il canale Telegram è seguito da oltre 7.000 iscritti.
Abbiamo contattato su Facebook gli amministratori della pagina per capire come nasce questo fenomeno. I ragazzi si sono subito mostrati disponibili a una chiacchierata, ponendoci però un’unica condizione: “L’unico nome che conta nel nostro progetto è quello di Venezia. La nostra visibilità non ci interessa, per questo ci piace rimanere anonimi e mettere al centro i nostri canali e la nostra città”.

  • Una risposta bizzarra in un mondo come quello dei social sempre più sinonimo di esibizionismo. Ma torniamo al vostro progetto: come nasce il nome della vostra idea social “Venezia non è Disneyland”? 

Siamo un gruppo di 5 giovani amici, nativi veneziani. Abbiamo avuto percorsi diversi in termini di studio, ma abbiamo deciso con determinazione di vivere e lavorare a Venezia e vogliamo rimanere qui fino alla fine dei nostri giorni. Vivere Venezia quotidianamente ci ha portato a fare i conti con alcune scene spiacevoli o con frasi assurde degne di un parco giochi come “A che ora apre Venezia? A che ora chiude Venezia?”. Da qui il nome “Venezia non è Disneyland”, dove sin dal primo post raccontiamo queste scene di degrado per chiedere e pretendere maggior rispetto per la nostra città.

  • Come scegliete i contenuti da pubblicare sui vostri canali? 

Tutto parte dalle migliaia di segnalazioni dei nostri lettori e dalla nostra conoscenza della città. I contenuti che pubblichiamo sono in formato foto e video perché rappresentano il modo migliore per denunciare gli episodi che sviliscono Venezia. Attraverso i nostri canali social cerchiamo di essere tempestivi, dando voce alla cittadinanza praticamente in tempo reale e spesso questa tempestività ci permette di risolvere i problemi legati alle segnalazioni. Negli ultimi anni le statistiche parlano di una diminuzione dei comportamenti irrispettosi nella nostra città e ci piace pensare di aver contribuito nel nostro piccolo ad un atteggiamento più rispettoso nei confronti di Venezia.

  • I vostri canali sono seguiti soltanto da Veneziani oppure avete un pubblico che va oltre i confini della città? 

Assolutamente oltre confini. L’altro giorno leggendo le statistiche dei nostri social abbiamo realizzato con un sorriso di avere lettori in ogni continente. Certo lo zoccolo duro di chi ci legge viene soprattutto da Venezia, ma i nostri contenuti sono fortunatamente letti in tutte le zone d’Italia e alcune foto e video particolarmente emblematici travalicano spesso i confini nazionali. Merito anche di un piano editoriale che non si limita all’attività di denuncia contro un turismo cafone e incontrollato. Attraverso i nostri canali social infatti sosteniamo spesso le iniziative della Venezia che ci piace, le idee e gli eventi che dimostrano che Venezia è una città viva.

  • Come si svilupperà in futuro il vostro progetto? 

Il sogno che abbiamo è quello di togliere al più presto “non è Disneyland” dal nome del nostro progetto, perché ci auguriamo di non dover più denunciare scene di degrado e maleducazione nella nostra città, limitandoci soltanto a divulgare la bellezza e la vivacità di Venezia. Negli ultimi mesi ci hanno anche contattato da altre città d’arte italiane chiedendoci consigli per creare canali social simili al nostro. Ci fa piacere, vuol dire che i social possono diventare un mezzo per veicolare messaggi positivi e di tutela della bellezza del nostro Paese.  Tornando alla nostra Venezia, nei prossimi anni abbiamo l’obiettivo di stringere un legame sempre più forte con chi amministrerà la città, per contribuire con il nostro impegno alla salvaguardia e allo sviluppo della realtà in cui viviamo.

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