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Da Scantamburlo a Proietti: l’Italia dei cognomi perde pezzi

Da Scantamburlo a Proietti: l’Italia dei cognomi perde pezzi

Una ricerca di MyHeritage segnala 13 casate che stanno scomparendo, tra denatalità e spopolamento dei piccoli centri

Se non siete veneti, il cognome Scantamburlo vi sembrerà probabilmente insolito. Ma anche se vivete tra Venezia, Treviso e Padova, dove si concentra la maggioranza di persone che lo portano avanti, probabilmente tra qualche anno sarà più raro trovare chi si chiama così.
Perché una delle conseguenze dell’evoluzione demografica è proprio il rischio di perdere quella sorta di memoria collettiva rappresentata dai cognomi locali. Il fenomeno è evidenziato da una ricerca della piattaforma globale dedicata alla genealogia “MyHeritage”.
Uno studio, basato su dati recuperati in archivi e registri genealogici, che ha evidenziato in particolare 13 cognomi a rischio di scomparsa. E ha evidenziato come le cause principali di questo processo siano individuabili nella denatalità e nella mobilità della gente dai piccoli ai grandi centri.

I 13 cognomi a rischio scomparsa per MyHeritage

Alcuni dei 13 cognomi hanno vissuto una, sia pur settoriale, notorietà che ha trasceso i tradizionali limiti geografici per l’arrivo di alcuni esponenti delle rispettive casate ai vertici del calcio italiano. Scantamburlo, probabilmente legato a caratteristiche personali, è stato un terzino in serie B; Cantarutti (di origine friulana, dal significato di “piccolo cantante”) un attaccante arrivato fino alla Serie A; uno Zappacosta (meridionale e legato al lavoro agricolo) gioca ancora nell’Atalanta.
Il cognome a rischio scomparsa più famoso è però Proietti, portato dal famoso attore ora scomparso. È uno dei tanti modi (il più diffuso è il napoletano Esposito) per chiamare i trovatelli, nello specifico in Lazio e Umbria, così come Diotallevi (Centro Italia) e Incognito, anch’essi sempre meno diffusi. Restando al mondo dello spettacolo, c’è poi Bellagamba, cognome descrittivo originario di Toscana ed Emilia Romagna e oggi rappresentato dall’attrice e ballerina Alice.
A completare la lista, abbiamo il toscano Aguglione (probabilmente legato a mestieri artigianali o alla pesca), Legista (derivante dal latino e indicante un giurista, in particolare a Caltagirone, in Sicilia), Mangiaterra (ovvero “proprietario terriero”), Mezzasalma (misura agraria siciliana), Prencipe (variante di principe in Campania e Calabria) e Vespasiani (cognome laziale derivante dal nome dell’imperatore romano).

I cognomi veneti, tra diffusione e fragilità

In generale, i cognomi destinati a sparire per primi sono quelli legati a piccole comunità. Così, pur non esistendo una statistica ufficiale oltre a quella della diffusione, è possibile comunque stilare anche una sorta di mappa della fragilità dei cognomi. Per esempio, in Veneto, dove il numero di residenti è stabile ma in lieve calo naturale anche perché si tratta di una delle regioni più anziane del Nord Italia, il fenomeno riguarda soprattutto le aree montane, quindi il Bellunese, e le Prealpi.
Oltre a Scantamburlo, nel lungo periodo, la presenza di poche famiglie superstiti, la forte localizzazione e l’assenza di una discendenza maschile continua e la dispersione geografica possono rendere vulnerabili, i vari Pavanello, Zamborlini, Trevisiol, Gasparotto, Dalla Via, Bortoluzzi, Meneghin e Dal Farra. E, con una prospettiva temporale più lunga, sono da ritenere “fragili” anche Marangon, Zanon, Visentin, Pavan, Toso, Favero, Rizzato, Boscolo, Tiozzo e Cestaro.
Anche se il Veneto, ricorda la Treccani, è la regione più settentrionale che vede Rossi (davanti al tipico Boscolo) come cognome più diffuso, resistono comunque molte forme tipiche come Favaretto, Rampazzo, Vianello e Baldan. Inoltre, i cognomi veneti sono tra quelli che hanno subìto in misura minore il processo di italianizzazione e normalizzazione, con molti, specie legati a mestieri e soprannomi, che conservano l’uscita in consonante, specie “n”, la forma “dal” invece di “del” nei composti, il suffisso tipico “ato” e un’influenza delle minoranze di origine tedesca, soprattutto cimbra.

Alberto Minazzi

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Tag:  cognomi