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Stipendi più alti per chi ha competenze di intelligenza artificiale

Stipendi più alti per chi ha competenze di intelligenza artificiale

L’Ai Jobs Barometer 2026 evidenzia come la grande innovazione informatica stia cambiando professioni, salari, competenze richieste e produttività delle aziende

Due dati su tutti ben fotografano bene la situazione.
Lo scorso anno, gli annunci di lavoro che richiedevano competenze di Ai hanno registrato un balzo in avanti del +69%: una percentuale raddoppiata se confrontata col dato relativo al 2024.
Sono infatti sempre di più le aziende che richiedono un adeguamento con i tempi, cercando figure specializzate.
Per le quali, è il secondo dato interessante, sono disposte a elargire stipendi in media del 42% più alti rispetto ad altre professioni.

Intelligenza artificiale e lavoro: cosa sta cambiando

L’Ai Jobs Barometer 2026 pubblicato da PwC (network di imprese presente in 136 Paesi con oltre 364 mila professionisti impegnati a fornire la qualità dei servizi nel settore della revisione, della consulenza e fiscale) ha analizzato oltre un miliardo di annunci di lavoro in 27 Paesi, mettendo insieme dati su larga scala relativi a mercato del lavoro, informazioni finanziarie aziendali e analisi delle attività professionali.
Dallo studio sono emersi elementi fondamentali per comprendere il ruolo che sta avendo al giorno d’oggi l’Ai nel mondo del lavoro. Innanzitutto il 20% delle imprese più avanzate nell’adozione dell’intelligenza artificiale registra un aumento della produttività del +163%. Poi, le professioni che richiedono specifiche competenze in questo ambito dal 2019 crescono a un ritmo di quasi 8 volte superiore (+69%) rispetto al +9% del mercato del lavoro complessivo. Infine, per quanto riguarda il salario, è salito del +62%.

Le competenze in Ai sempre più richieste e lautamente retribuite

Secondo il Report, l’Ai sta imponendosi sempre più nel mercato del lavoro, in particolare nei settori tecnologia, media e telecomunicazioni, che si posizionano in vetta alla classifica per numero di posizioni aperte alle competenze Ai con un +11%.
Tuttavia, analizzando gli annunci, è emerso come l’intelligenza artificiale stia avanzando anche nei servizi professionali e finanziari, con incrementi rispettivamente del +6% e del +5% rispetto al 2024.
E le aziende che operano nei settori a maggiore esposizione dell’Ai hanno registrato nel 2025 una crescita della produttività del +34% rispetto al 2018, contro il +24% delle aziende meno esposte.

In questo quadro di aumento di produttività delle aziende legato all’adozione dell’Ai, cresce di pari passo anche il premio salariale per i lavoratori in possesso di queste specifiche competenze.
Nel 2025 infatti ha raggiunto il +62%, in crescita rispetto al +57% dell’anno precedente.
Il compenso varia a seconda del settore: può arrivare fino al +118% in ambiti come i beni di consumo, mentre si attesta al +16% nel settore pubblico e governativo.
Le professioni che richiedono competenze in AI come prompt engineering o machine learning continuano a crescere rapidamente soprattutto nelle professioni It (Information Technology), nel marketing e nella comunicazione, nella ricerca scientifica e nelle attività creative legate a design e produzione di contenuti.

L’intelligenza artificiale in Italia, oltre 500 nuove competenze

Ma, all’interno di questo contesto generale, come sta evolvendo il mercato del lavoro nel nostro Paese? Anche in Italia la domanda di competenze Ai nel 2025 ha registrato un notevole incremento. Gli annunci di lavoro che richiedono competenze specifiche in materia sono cresciuti di circa 24 mila unità in un solo anno, portando la quota di posizioni Ai all’1,7% del totale degli annunci pubblicati.
Nel confronto internazionale, il nostro Paese si colloca su livelli analoghi alle principali economie europee, anche se ancora al di sotto dei Paesi che guidano la diffusione delle competenze Ai come il Regno Unito con 2,2%, Stati Uniti 2,8% mentre nei principali mercati asiatici raggiunge il 6,4% in Cina e l’8,1% in India.

Anche in Italia, i settori dove l’impiego dell’Ai è maggiormente richiesto sono tecnologia, media e telecomunicazioni e servizi professionali. Per contro, comparti come sanità e pubblica amministrazione, pur mostrando una crescita progressiva, hanno ancora livelli contenuti di adozione dell’Ai.
Le occupazioni più esposte all’utilizzo di intelligenza artificiale sono quelle che evidenziano il maggiore dinamismo sul fronte delle competenze. Tra il 2019 e il 2025 hanno registrato un’evoluzione delle competenze (skill) richieste quasi doppia rispetto alle professioni meno esposte, introducendo in media oltre 500 nuove competenze.

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