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Slot Machines: lontane dagli occhi, lontane del cuore

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Dalla Suprema Corte di Cassazione la conferma: distanziometro valido per nuove aperture e

per trasferimenti di vecchie licenze

 

Rischiavano di nascere come funghi. Ovunque. E di diventare punti di riferimento quotidiane per tutti: uomini e donne, giovani e anziani. Soprattutto per le persone fragili.
Quelle che alla fine non sanno più resistere all’impulso di gettare una moneta dopo l’altra nella macchinetta, fino a lasciarle all’interno interi stipendi, a indebitarsi o, addirittura, a perderci la casa.
La piaga si chiama ludopatia ed è sempre più presente nel nostro territorio.
Ma le sale slot negli anni si sono ritrovate a occupare spazi sempre meno vicini ai cosiddetti “luoghi sensibili”: scuole, uffici, biblioteche, parrocchie.
L’allontanamento (almeno 500 metri ) è avvenuto inizialmente con un provvedimento inserito ad aprile 2015 nel regolamento edilizio,  recepito l’anno successivo nel regolamento sui Giochi e quest’anno nel nuovo regolamento comunale di Venezia.  Ora è stato anche  avvallato dalla Suprema Corte di Cassazione.

Il “distanziometro”: un aiuto per chi non resiste alle tentazioni

Destinato a far giurisprudenza, il “distanziometro” veneziano non potrà più essere impugnato. A farlo, tre anni fa, era stata la Nordest Gaming s.r.l.
Con regolare licenza, aveva deciso di trasferire la propria sede in una zona ritenuta più idonea, a Marghera.
Ma era stata diffidata dal Comune perché si trovava a una distanza di 95 mt dal Municipio e a 295 mt dagli edifici scolastici.

A nulla è valso richiedere l’annullamento del provvedimento al Tar, passare attraverso il Consiglio di Stato e concludere l’iter alla Cassazione sostenendo che, essendo la propria un’autorizzazione precedente alla norma introdotta nel 2015, il trasferimento era legittimo.

La decisione della Corte di Cassazione

Così non ha ritenuto la Suprema Corte di Cassazione che, confermando la sentenza del Consiglio di Stato, ribadisce l’illogicità di ammettere il superamento delle distanze stabilite dal regolamento anche nel caso del trasferimento di una precedente sala da gioco “se la distanza dai luoghi sensibili costituisce una misura ragionevole e utile per mettere un freno alla ludopatia”.

Ludopatia: una patologia da combattere

Patologia vera e propria, la dipendenza da gioco determina abitudini e comportamenti portati all’eccesso.
L’ossessione agisce sulle terminazioni nervose e le conseguenze non riguardano solo la perdita del controllo delle proprie azioni nel momento in cui ci si ritrova all’interno di un locale che mette a disposizione delle slot machines ma anche lo stato psicologico, perché può generare depressione.
Per combattere la ludopatia a Venezia è in corso proprio in questi giorni anche una campagna di sensibilizzazione per  far sì che gli stessi gestori di locali che potrebbero prevedere l’introduzione di slot machines decidano autonomamente di rinunciare a eventuali lauti incassi a favore della collettività.

Finora hanno aderito già una decina di locali, ai quali l’amministrazione ha prontamente consegnato una targa “Locale no slot” ringraziando per la collaborazione alla lotta contro la ludopatia.

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