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Omicron: il Mondo si organizza contro la nuova variante

Omicron: il Mondo si organizza contro la nuova variante

L’Italia si prepara nelle prossime ore a ufficializzare le decisioni prese dal Governo per far fronte alla nuova ondata di Covid-19. Molto dipenderà dall’esito della nuova flash survey sulla diffusione della variante Omicron dell’Istituto Superiore di Sanità, attesa per domani mattina.
Qualche anticipazione è comunque attesa già per la mattinata di oggi, mercoledì 22 dicembre, in occasione della tradizionale conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio Mario Draghi.

Le ipotesi in campo

Quasi scontata l’estensione dell’obbligo delle mascherine all’aperto in tutto il Paese: si va da misure più restrittive, fino al coprifuoco, per i non vaccinati, all’anticipo a 4 mesi della terza dose, dalla riduzione a 5 o 6 mesi della durata del Green Pass (che potrebbe essere allargato nella versione “Super” anche ad altre attività, come ristoranti e cinema) al tampone anche per i vaccinati in occasione dei grandi eventi.
Si parla anche di un obbligo vaccinale esteso ai lavoratori della Pubblica amministrazione e a quelli a contatto col pubblico, così come della cancellazione di tutte le feste pubbliche di capodanno.

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Un nuovo decreto dopo Natale

È in ogni caso per la giornata di domani, giovedì 23, che sono in programma la riunione della Cabina di regia e, a seguire, il Consiglio dei Ministri da cui uscirà il nuovo decreto, pensato in considerazione della stagione invernale e di un bollettino sul coronavirus ormai arrivato a superare i 30 mila nuovi contagi giornalieri e diverse regioni, come il Veneto, che rischiano di passare a inizio 2022 addirittura in arancione. Il decreto, ormai è certo, entrerà in vigore in Italia dopo Natale e Santo Stefano. Ma è tutto il mondo a interrogarsi sull’impatto pandemico della variante Omicron. E a organizzare le contromisure.

L’ Oms: “Stiamo assistendo a una tempesta in arrivo”

Che la situazione, in particolare in Europa, dove Omicron ha già ufficialmente raggiunto 38 Paesi su 53, sia problematica, lo ha ammesso la stessa Organizzazione Mondiale della Sanità.
“Possiamo assistere – ha dichiarato il direttore dell’Ufficio regionale dell’Oms per l’Europa, Hans Kluge – a un aumento significativo di casi e vedere un’altra tempesta in arrivo. La variante Omicron sta diventando dominante, o lo è già, in diversi Paesi tra cui Danimarca, Portogallo e Regno Unito, dove i suoi numeri raddoppiano ogni giorno e mezzo, con tassi di trasmissione mai visti prima. E sta spingendo ulteriormente sull’orlo i sistemi sanitari già sotto pressione“.

L’Ema: “Non c’è ancora una risposta ma non dovremo ricominciare da zero”

Anche il direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco Ema, Emer Cooke, ha parlato di Omicron nell’ultimo incontro dell’anno con la stampa. “La variante Omicron – ha ammesso – è in cima ai pensieri di tutti noi. Ma lasciatemi sottolineare che non c’è ancora una risposta” alla domanda se avremo bisogno di un vaccino adattato con una composizione diversa. La comunità scientifica ha bisogno di vedere più dati riguardo all’impatto della variante sull’efficacia dei vaccini approvati”. In ogni caso, ha aggiunto Cooke, “non dovremo ricominciare da zero con una composizione del vaccino aggiornata perché ciò di cui potremmo aver bisogno non sarà necessariamente molto diverso dai vaccini anti-Covid esistenti”.

Omicron e i vaccini

Marco Cavaleri, responsabile dei vaccini di Ema, ha però precisaro che “stiamo cominciando a ricevere dati molto importanti rispetto alla capacità dei sieri di persone vaccinate o precedentemente infette di neutralizzare la variante Omicron. Questi dati stanno mostrando una caduta della capacità dei vaccini di esercitare una neutralizzazione su Omicron. Ma, allo stesso tempo, stanno emergendo evidenze che una dose booster è in grado di restaurare livelli abbastanza alti di protezione dalla malattia sintomatica. Ci mancano ancora dati sulla malattia grave e sarà importante raccoglierli per avere un quadro completo”.

Le misure in Europa

Intanto, dunque, si stanno muovendo i singoli Stati.
La Danimarca, uno dei Paesi dove Omicron si è diffusa maggiormente, ha introdotto da alcuni giorni alcune restrizioni, che dovrebbero durare almeno 4 settimane. Già da domenica scorsa sono ad esempio chiusi cinema, teatri e sale da concerto e sono stati limitati gli orari di apertura dei ristoranti.
La vicina Svezia invece ha invitato al massimo ricorso allo smart working, con norme più restrittive per bar e ristoranti.

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Restrizioni nella penisola Iberica

Lo smart working sarà la regola in Portogallo dal 26 dicembre e almeno fino al 9 gennaio.
Nel Paese lusitano è stata anche disposta la chiusura di locali e bar, la necessità di un tampone negativo per entrare in albergo.
Per capodanno, ammesse riunioni con un massimo di 10 persone. Restando nella penisola Iberica, la Spagna ha intanto raggiunto il record di nuovi contagi da inizio pandemia e il Governo valuterà con le Regioni le possibili misure. Al momento, si va verso coprifuoco e chiusura dei locali notturni in Catalogna.

Cosa succede in Germania

Il nuovo cancelliere tedesco, Olaf Scholz, ha invece annunciato una serie di misure, in vigore in Germania dal 28 dicembre, che in buona parte varranno anche per vaccinati e i guariti dal Covid.
Si parla di restrizioni per eventi sportivi, spettacoli culturali, concerti ed altri grandi eventi pubblici a porte chiuse, di tetto massimo di 10 persone per le feste, di chiusura delle discoteche e di accesso ai ristoranti limitato ai vaccinati e ai guariti.

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Gran Bretagna e Israele: scelte diverse

Pur avendo il Regno Unito registrato un elevato numero di contagi da Omicron, il premier inglese Boris Johnson ha annunciato in un messaggio video che non sono previste nuove restrizioni o un lockdown prima di Natale.
“Non possiamo escludere – ha spiegato – altre misure dopo Natale: terremo sotto controllo i dati e faremo tutto ciò che serve per proteggere la salute pubblica. Ma, alla luce dell’incertezza che caratterizza una serie di elementi, non pensiamo ci siano sufficienti elementi per giustificare altre misure più restrittive prima”.
Il premier israeliano Naftali Bennett ha invece dato il via libera alla quarta dose di vaccino per gli over 60, il personale medico e gli immunodepressi, a 4 mesi dalla seconda dose . L’obiettivo di Israele, che era stato anche il primo Stato a dare il via alle terze somministrazioni, è quello di contenere la diffusione della variante Omicron.

Il resto del mondo

Omicron è però una minaccia globale. Così, dal resto del mondo, arrivano notizie come l’obbligo, imposto a partire dal 3 gennaio dal sindaco di Chicago, negli Usa, di vaccinazione per poter accedere a ristoranti, bar, palestre e altri luoghi al chiuso.
Il Giappone, dal canto suo, ha confermato il divieto di ingresso per gli stranieri. Chi si trova in quarantena per contatti con persone positive sarà invitato inoltre a trascorrere i 14 giorni non a casa, ma in strutture ad hoc.
Il ministro della Salute peruviano, Hernando Cevallos, ha comunicato che, per la dose booster, non si sarà utilizzato il vaccino cinese Sinopharm, fin qui impiegato nella campagna vaccinale del Perù, ma quelli di Pfizer e Moderna, che hanno mostrato una maggior efficacia verso Omicron. La Tunisia, infine, ha introdotto da oggi l’obbligo di esibizione di un Green Pass per accedere a uffici pubblici e privati ed altri esercizi al coperto.

Alberto Minazzi

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