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L’isola di Crevan, a Venezia, è in vendita

L’isola di Crevan, a Venezia, è in vendita

Un’ex fortificazione militare trasformata in residenza privata, giardini, approdi e una storia che attraversa Napoleone, gli austriaci, la dismissione delle fortificazioni veneziane e la famiglia Panto

Per un veneziano Crevan è una di quelle presenze lagunari che appartengono più alla geografia che alla vita quotidiana.
Non è Burano, non è Sant’Erasmo, non è Torcello.
È un piccolo lembo verde, privato, appartato, che si incontra navigando nella laguna nord, all’estremità sudorientale della palude di Burano, dove il canale di Crevan incontra quello di Burano.
Da Venezia sono circa 7,5 chilometri verso nord-est.
La scheda del Sistema Informativo della Laguna di Venezia la descrive come un’isola di circa mezzo ettaro, con forma irregolare, circondata dalle barene e collocata fra Sant’Erasmo e Burano.
Attraverso un annuncio di Lionard Luxury Real Estate, viene proposta sul mercato per 5,5 milioni di euro, secondo quanto riportato da Adnkronos e dalle notizie pubblicate in queste ore.
Il compratore non compra semplicemente una casa sull’acqua.
Compra un’ intera isola. Facendo propria anche una storia particolare.

Prima di essere una casa, era una batteria

Crevan non compare nelle antiche carte della laguna.
E questo perché la sua nascita risale all’Ottocento, con Napoleone.
Nel 1806, dopo il passaggio dei territori veneti sotto il controllo francese, fu elaborato un piano per rafforzare la difesa della laguna settentrionale. Il progetto prevedeva anche una nuova batteria, il ridotto di Crevan, destinata a proteggere il litorale nord e l’accesso verso Treporti.
Ma il fortino che racchiude non è “napoleonico” in senso stretto.
La documentazione del Sistema Informativo della Laguna spiega che l’isola assunse la sua conformazione attuale attraverso il consolidamento di alcune barene. Ma fu poi durante la dominazione austriaca, fra il 1832 e il 1849, che all’interno del ridotto venne costruito un piccolo fortino destinato a ospitare una guarnigione.

L’Austria, il Regno d’Italia e la fine della guerra

Per alcuni decenni Crevan fu un pezzo del sistema difensivo della laguna. Che nel 1865 una commissione militare inserì tra le opere da abbandonare.
L’anno dopo, con il passaggio del Veneto al Regno d’Italia, anche il ridotto entra nel patrimonio del nuovo Stato italiano.
È l’inizio della seconda vita dell’isola.
La dismissione delle fortificazioni lagunari fu un processo lungo.
Treccani ricorda che tra gli anni Cinquanta e Sessanta del Novecento alcune delle piccole isole fortificate vennero cedute a privati.
Fra queste cita espressamente proprio il ridotto di Crevan, diventato una proprietà privata immersa nel verde.
I proprietari intervennero sull’edificio e sul terreno, trasformando il vecchio forte in un villino circondato da orti e giardini. L’impianto dell’isola venne mantenuto attraverso il rifacimento delle arginature e dei contrafforti perimetrali e il rialzo del terreno con materiale di riporto.

Con i Polo, Crevan diventò una casa

Nella seconda metà del Novecento, Crevan entrò nella vita privata di una famiglia veneziana, i Polo.
Una fonte specialistica dedicata alla storia del trabaccolo Marin Faliero racconta che, nei primi anni Ottanta, la famiglia acquistò la storica imbarcazione e la ormeggiò nella cavana dell’isola, che era di sua proprietà.
È la stessa fonte ad attribuire ai Polo la prima grande trasformazione di Crevan da fortificazione a residenza privata: il vecchio complesso militare venne progressivamente adattato alla nuova funzione, mentre l’isola prendeva l’aspetto di un luogo abitabile, con spazi verdi e approdi.
Nel 1992, secondo questa ricostruzione, Crevan e il Marin Faliero passarono alla famiglia Panto, imprenditori trevigiani. Il trabaccolo sarebbe poi stato trasferito sul Sile e intestato alla società Teodolinda S.r.l.; Crevan rimase invece il luogo privato che Panto aveva scelto nella laguna.

Il risultato della trasformazione è quello che oggi propone l’annuncio immobiliare: un fortino ottocentesco restaurato di 215 metri quadrati, inserito in un’isola privata di circa 5.700 metri quadrati. All’interno ci sono quattro camere da letto e tre bagni, oltre agli ambienti della residenza ricavati nel vecchio edificio militare.

crevan

Intorno, Crevan è diventata un piccolo giardino lagunare: alberi da frutto e ornamentali, aree verdi, orti, una darsena privata e due approdi per le barche.
L’annuncio segnala inoltre un eliporto e un accesso diretto all’acqua.

Poi arrivò Panto, e Crevan diventò anche una pista per il cielo

Con Giorgio Panto, imprenditore trevigiano, editore e grande appassionato di volo, Crevan assunse un carattere ancora più personale. L’isola divenne il suo rifugio nella laguna, il luogo dove riuniva amici e familiari, pranzava e da cui si spostava anche in elicottero.
Le fonti dell’epoca lo descrivono come un pilota abituale, appassionato sia di elicotteri sia di piccoli aerei.
Ma il 26 novembre 2006, dopo aver trascorso la domenica a Crevan con parenti e amici, Panto decollò proprio dall’isola con il suo Robinson 44. Poco dopo, il velivolo precipitò nella laguna, poco distante dalla proprietà.
Fu un epilogo tragico: Panto morì a poche decine di metri dalla sua isola, sotto gli occhi del figlio Tomas e degli amici che erano rimasti in barca dopo il pranzo. Le testimonianze riferirono di una virata molto bassa e del possibile contatto delle pale con l’acqua; Panto fu recuperato ancora vivo, ma morì poco dopo.

Un’isola privata, ma con una storia pubblica

Oggi l’annuncio racconta l’isola di Crevan attraverso le parole tipiche del mercato del lusso: 5.700 metri quadrati, 215 metri quadrati abitabili, quattro camere, tre bagni, giardini, darsena, accesso all’acqua, approdi privati, eliporto.
Ma sotto questa descrizione patinata c’è un pezzo di storia veneziana.
Il fortino è una struttura nata dentro una stagione in cui francesi e austriaci si contendevano il controllo militare della laguna. Le arginature che oggi fanno da cornice al giardino raccontano ancora la natura artificiale del sito.
Le barene intorno ricordano che, prima di diventare un’isola privata, Crevan era soprattutto una posizione strategica nel sistema acqueo veneziano.

Quanto costa un’isola?

L’annuncio non comunica il costo dell’isola. La formula è quella classica delle vendite importanti: trattativa riservata.
Secondo Adnkronos, però, l’isola sarebbe stata messa in vendita a 5,5 milioni di euro.
La Stampa riferisce che l’isola ha già attirato l’interesse di potenziali acquirenti stranieri, fra americani, belgi e francesi.
“L’isola è un’incantevole oasi di pace e bellezza, con giardini ben curati e abbondanti alberature verdi. Il parco include alberi da frutto e ornamentali, mentre il canale interno con approdo privato aggiunge un tocco di esclusività. Un trabaccolo del 1898 ormeggiato nel porticciolo – conclude l’annuncio – è un pezzo di storia navale ancora in splendida forma. L’isola è circondata da zone di barena che costeggiano il canale in direzione di Sant’Erasmo. La sua posizione strategica offre una vista panoramica su Burano, Murano e Torcello e un’esperienza di vita unica nella laguna veneta”.
Curiosi i “servizi extra”: oltre al Giardino, “Pieds dans l’eau”,Interni, Darsena, Camino e “accesso al mare”.

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