Vallì Zillio racconta 46 anni di battaglie, successi e ostacoli ancora da abbattere
Vallì Zillio è una professionista che ha vissuto sulla propria pelle le evoluzioni e le resistenze del mondo del lavoro.
Veneziana, commercialista da 46 anni, ha appena concluso il suo mandato come presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Venezia Rovigo e da due anni ricopre il ruolo di presidente della Sezione regionale del Veneto dell’Albo dei Gestori Ambientali, unica donna in Italia insieme a un’altra del Molise.
E’ stata consigliera alle Pari Opportunità nell’Ordine dei Commercialisti di Venezia, ha fatto della certificazione di genere uno dei suoi cavalli di battaglia e ancor oggi gira per le scuole per far capire alle ragazze che esiste anche la violenza economica, “che è perfino peggiore di quella fisica”, e che è importante rendersi autonome e autosufficienti.
Tanti anni passati a farsi portavoce di istanze e idee che riguardano l’imprenditoria femminile nel territorio, a promuovere indagini conoscitive sui problemi che ostacolano l’accesso delle donne al mondo del lavoro e dell’impresa.
E una consapevolezza: “Bisogna far vedere che sempre più donne fanno impresa, – dice- che c’è una crescita delle donne in ruoli decisionali. Nel veneziano -spiega- la componente femminile nel ruolo di amministratore delegato è balzata del 52,9%, a fronte di un calo della componente maschile nello stesso ruolo”.

I segnali di rottura con il passato ci sono. Ma c’è ancora strada da fare.
Per quanto riguarda chi ricopre cariche all’interno delle imprese, per esempio, ” nelle posizioni di vigilanza e revisione, le donne sono ancora una netta minoranza (circa il 25%) – precisa -.Con punte minime per il ruolo di Presidente del Collegio Sindacale (solo il 16,1% a Venezia). Spesso quello che manca alle donne – conclude- è l’opportunità di trovare momenti di confronto, crescita e conoscenza reciproca, per creare sinergie e fornire ispirazione per nuovi servizi, processi e prodotti”.
Ma volontà e fantasia non mancano. E le donne, sia pur ancora tra molti ostacoli, si reinventano.
Imprese femminili: crescono fatturato e competenze. Ma restano micro
Lo scenario delle imprese femminili nei territori di Venezia e Rovigo ne è un esempio.
Complessivamente sono 18.861, pari al 21,4% del sistema imprenditoriale totale delle due province. E occupano 58.217 addetti: il 13,9% del totale.
Rovigo, che pure ha subito un calo del 13,6% di imprese femminili rispetto al periodo pre-pandemico, mantiene una densità (23,3%) superiore alla media nazionale (22,7%) e regionale (20,8%).
Venezia, per contro, rispetto al periodo pre-pandemico ha registrato una, sia pur timida, crescita dello 0,7%.
Le società di capitali guidate da donne sono aumentate dell’11,7% a Rovigo e di un significativo 24,5% a Venezia. E il fatturato medio delle imprese “rosa” è cresciuto del 35% a Rovigo e del 20,2% a Venezia rispetto al 2019, superando in entrambi i casi il tasso di crescita delle imprese maschili.
Tuttavia, le imprese femminili restano prevalentemente “micro”: il 95,8% a Rovigo e il 94,5% a Venezia hanno meno di 10 addetti.

Il valore del tempo e la certificazione di genere
I dati emersi dalle analisi statistiche “ci forniscono uno spunto per ragionare non tanto e non solo delle competenze delle donne – commenta Vallì Zillio –, visto che più fonti e ricerche dimostrano oggettivamente che raggiungono livelli di preparazione e competenza indiscutibili; ci mettono però nella condizione di ragionare sul tema più ampio del valore sociale ed economico rappresentato dall’imprenditoria femminile. Il valore del lavoro delle donne è infatti strettamente connesso al valore e alla quantificazione del tempo che le donne possono liberamente dedicare al lavoro, visto che ancora oggi proprio sulle donne gravano tutta una serie di oneri sociali connessi alle attività di cura non solo dei figli, ma ad esempio anche degli anziani”.
L’ostacolo del Welfare
Il primo ostacolo è rappresentato da un sistema che non aiuta le madri lavoratrici.
“E’ sempre stato difficile conciliare casa e impresa, oggi la situazione non è molto diversa – afferma Zillio-. Il problema del nostro Paese resta il welfare: non abbiamo strutture che aiutino davvero. O hai i nonni e gli zii, o soccombi ai costi degli asili nido. Da lavoratrice autonoma, mi rendo conto che si lavora ore e ore, senza staccare mai il pensiero dai fornitori o dalle fatture. Nei Paesi nordici il welfare è sentito, da noi no”.

La resilienza delle donne
Nonostante questo, le donne lavorano, si ingegnano, cercano di far quadrare i tempi.
Molte hanno trovato nell’artigianato e nei lavori tecnici una vita di riscatto.
“Vedo donne che si reinventano: chi rimette a nuovo pellicce, chi lavora il vetro, persino chi guida camion o gestisce officine meccaniche. Tecnologie e nuovi lavori come l’idraulica o l’elettricista possono permettere a una donna di essere autonoma. Non c’è solo l’intelligenza artificiale. Dobbiamo dare stimoli partendo dalle scuole”.
Come Vallì Zillio farà anche nel suo altro ruolo di presidente della Sezione regionale del Veneto dell’Albo dei Gestori Ambientali.
“Siamo solo due donne presidenti in tutta Italia, io e la collega del Molise. A fine marzo organizzeremo eventi sulla legalità con le scuole superiori per spiegare la gestione dei rifiuti e il problema delle mafie”.
Donne a 360°: il successo del “Salone in Rosa”
Vallì Zillio conclude il suo mandato di presidente del Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Venezia Rovigo portando con sé il successo del primo “Salone in Rosa” al Salone Nautico di Venezia 2025, dedicato alle donne che vanno per mare e non solo.
“Ho contattato associazioni di canottieri, veliste e appassionate di nautica a motore. Per la regata Microclass sono arrivate barche a vela con equipaggi femminili persino dal Nord Europa e dalla Norvegia. Grazie all’appoggio del Segretario generale Emanuela Fattorel e all’organizzazione della Segreteria del Comitato abbiamo inserito nel programma eventi, un angolo dedicato all’imprenditoria in collaborazione con il network de “Il Cantiere delle Donne” dove, oltre alle donne di mare, intervenivano anche ricercatrici sui temi del lavoro al femminile e imprenditrici del vetro di Murano, per mostrare come nascono i modelli, unendo artigianato, impresa e cultura. Ha chiuso la giornata lo spettacolo dell’attrice veneziana Chiarastella Serravalle, dedicato a Marietta Barovier, artista, designer e vetraia, una donna di spicco nella Venezia del XV secolo, oltre a esser stata la prima ad aprire una fornace per la lavorazione del vetro.
Filomena Spolaor











