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Idrogeno verde a Porto Marghera: si parte!

Idrogeno verde a Porto Marghera: si parte!

Il nuovo impianto Sapio arriverà a produrne oltre 500 tonnellate l’anno, utilizzando energia proveniente da fonti rinnovabili

Passo dopo passo, l’obiettivo di realizzare a Porto Marghera la più grande Hydrogen Valley d’Italia nell’area dell’ex Petrolchimico si sta sempre più avvicinando.
Giovedì 16 luglio 2026 è  stato infatti inaugurato il nuovo impianto di Sapio che permetterà la produzione di idrogeno verde. Un’attività per la quale sarà utilizzata energia proveniente da fonti rinnovabili.
È proprio per questi motivi che l’idrogeno verde rappresenta l’energia del futuro: perché si ottiene dall’acqua con una macchina speciale, l’elettrolizzatore, usando solo energia del sole o del vento, non inquina ed è utilizzabile per far muovere grandi mezzi come camion e aerei, autobus e per riscaldare le case.

La svolta green del Veneto parte da Sapio

Il cronoprogramma per la realizzazione di un vero e proprio hub d’innovazione e sostenibilità nell’area dismessa, che sta procedendo nel rispetto delle scadenze previste, ha dunque aggiunto un significativo tassello. Il via al nuovo impianto fa infatti parte di un ampio piano per realizzare un’area dedicata alla produzione, allo stoccaggio, alla distribuzione e all’utilizzo dell’idrogeno e di energie pulite. Questo mantenendo una destinazione prevalentemente industriale e finalizzata anche alla realizzazione e riconversione di impianti produttivi secondo modelli di sviluppo innovativi e sostenibili.


Qui non mancheranno infrastrutture dedicate alla ricerca, alla formazione e allo sviluppo di nuove soluzioni ecologiche. Un obiettivo significativo tanto per la trasformazione della zona quanto per il futuro energetico, con un nuovo equilibrio che sarà raggiunto attraverso la collaborazione tra imprese, università e centri di ricerca, contribuendo ad attrarre competenze, investimenti e nuove opportunità economiche e occupazionali.

Venezia verso lo sviluppo sostenibile

“La nostra città – sottolinea il sindaco di Venezia, Simone Venturini – punta con convinzione su uno sviluppo sostenibile, capace di coniugare tutela ambientale, innovazione e crescita industriale. La transizione ecologica non passa dalla rinuncia all’industria, ma dalla capacità di sviluppare un modello produttivo che investa in innovazione, ricerca e lavoro qualificato, riducendo al tempo stesso il proprio impatto ambientale. L’idrogeno può offrire una risposta concreta sia per la mobilità, sia per l’accumulo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili”.

Il sindaco di Venezia, Simone Venturini, all’inaugurazione dell’impianto di Sapio

“Il Comune di Venezia – ricorda quindi il primo cittadino – ha già acquistato una flotta di auto di rappresentanza e 90 autobus pubblici alimentati a idrogeno, una scelta che pone Venezia all’avanguardia sul fronte della mobilità”. L’intervento che rientra nel più ampio programma di decarbonizzazione del trasporto pubblico locale, contribuendo al miglioramento della qualità dell’aria e della sostenibilità della mobilità urbana.
Il progetto relativo alla stazione di rifornimento e all’impianto di produzione nell’area ex Petrolchimico è in fase di realizzazione ed entrerà in esercizio nell’autunno 2026.

L’energia del futuro

Porto Marghera inoltre possiede infrastrutture, competenze, percorsi di formazione e una cultura produttiva costruita in oltre un secolo di storia. L’impianto Sapio, realizzato nell’ambito di un piano di investimenti da 20 milioni di euro, di cui 17 finanziati dal Pnrr, si incentra su un elettrolizzatore da 5 megawatt, attraverso cui, sfruttando il processo di elettrolisi dell’acqua, verrà prodotto l’idrogeno.


A contribuire al processo, fornendo l’energia rinnovabile necessaria, sarà un impianto fotovoltaico dedicato da circa 2 megawatt, costruito dalla società del Gruppo Veritas Eco+Eco. Infine è previsto un hub logistico dedicato alla distribuzione dell’idrogeno compresso a 500 bar. Grazie alla maggior pressione sarà possibile infatti trasportare una maggior quantità di prodotto in ogni viaggio, con conseguente diminuzione del numero degli spostamenti, dei costi logistici e delle emissioni associate.

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