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I giovani rilanciano la partecipazione culturale degli italiani

I giovani rilanciano la partecipazione culturale degli italiani

A trainare il trend è soprattutto la fascia tra 14 e 24 anni, tra cinema, concerti e altre forme di intrattenimento

Chi pensa che i giovani siano disinteressati nei confronti della cultura dovrà ricredersi.
A smentire questo luogo comune è il 22° Rapporto annuale Federculture secondo il quale sono proprio loro, in particolare chi ha tra 14 e 24 anni, a trainare la ripresa del settore.
Un comparto che in ogni caso mostra un trend generale in salita. Nel 2025, il 48,2% degli italiani è andato almeno una volta al cinema, il 35,8% ha visitato musei e mostre, il 24,3% si è goduto spettacoli a teatro.
In crescita anche i concerti di musica leggera e le visite ai siti archeologici.

Cultura sì, ma non per tutti (e non in ogni luogo in uguale misura)

Se la notizia positiva è che sempre più persone abbracciano la cultura, il rapporto Federculture evidenzia per contro che la ripresa del settore non interessa allo stesso modo tutte le fasce di popolazione.
Così, da un lato, oltre il 77% di giovani tra 15 e 24 anni frequenta il cinema almeno una volta all’anno, come anche è elevata la partecipazione a concerti di musica leggera e altre forme di intrattenimento. Dati che confermano l’interesse delle nuove generazioni per la cultura, anche se con modalità di fruizione e linguaggi diversi da quelli tradizionali.

Il concerto di Jean Michel Jarre in Piazza San Marco a Venezia

Tuttavia, una parte significativa della popolazione continua a rimanere ai margini della partecipazione culturale oltre a essere presenti nel Paese notevoli differenze territoriali nel Paese. Nel 2025, oltre il 40% della popolazione del Nord-Ovest ha vistato musei e mostre, mentre nel Mezzogiorno la quota si riduce ad appena il 26%.

Cultura tra rigenerazione urbana ed economia

In particolare, il Rapporto Federculture 2026, che ha analizzato i dati raccolti nel 2025, approfondisce l’importanza della cultura come fattore trasformativo dei contesti locali urbani e dei territori, sottolineando la capacità di rigenerare spazi, rafforzare le comunità a dare slancio a nuove opportunità di sviluppo.
In quest’ambito, dall’analisi di progetti di rigenerazione urbana finanziati tramite il programma del Ministero degli Interni con fondi Pnrr, è emerso che 1 su 5 ha a che fare con la cultura.

pompei
Il parco Archeologico di Pompei

D’altra parte, proprio il turismo culturale è il motore di una parte significativa dell’economia italiana, volano economico fondamentale, e la cultura continua a costituire il maggior richiamo nel nostro Paese. Nel 2025, l’Italia ha registrato 476,4 milioni di presenze turistiche con un +2,2% sul 2024.
Inoltre, su circa 8 mila comuni, mille (tra cui anche 12 grandi città) sono quelli classificati per la loro vocazione culturale. E qui, tra il 2019 e il 2025, le presenze turistiche sono aumentate del +9.8%, a fronte di una media nazionale ferma al +5%.

Il confronto con i Paesi europei e tra regioni

Nel 2025 tutti i settori culturali, comprese le sale cinematografiche, i teatri e i concerti, hanno dimostrato di aver ormai recuperato piena vitalità dopo la pandemia di Covid. Ciò nonostante, l’Italia appare ancora indietro nel confronto con altri Paesi europei.
Basti per esempio pensare che nel 2022 solo il 36,9% degli italiani ha partecipato ad attività culturali tra cinema, spettacoli dal vivo e visite a siti culturali, a fronte di percentuali oltre il 70% in Paesi come Danimarca, Lussemburgo e Norvegia.

colosseo
Turisti al Colosseo a Roma

Il rapporto evidenzia la crescita anche della spesa delle famiglie per ricreazione, sport e cultura che ha raggiunto quota 105 euro al mese nel 2024, anche se, per effetto dell’inflazione, il potere d’acquisto rimane inferiore ai livelli del 2019.
Inoltre, anche in questo caso vi sono disparità regionali. Sopra la media con punte oltre 130 euro mensili vi sono Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia Romagna e Toscana; fanalini di coda sono invece Puglia e Calabria, dove la spesa si ferma poco sopra i 40 euro.
Anche per il Veneto la cultura è leva strategica per il rilancio dell’economia e significativo richiamo turistico. I comuni con caratteristiche paesaggistiche e culturali sono il 13% del totale, ma attraggono circa il 63% delle presenze turistiche del Paese.

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