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Guerra Russia/Ucraina: a Istanbul riprendono i negoziati

Guerra Russia/Ucraina: a Istanbul riprendono i negoziati

Mentre Zelensky chiede nuove armi, Mosca fa un passo indietro sulla “denazificazione” e apre a Kiev in UE

Riprende oggi, 29 marzo, in Turchia, con un nuovo round di colloqui, il negoziato di pace tra Ucraina e Russia per arrivare a un cessate il fuoco o quanto meno un accordo sul soccorso umanitario agli sfollati. A Istanbul, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha accolto le delegazioni sottolineando che «Mosca e Kiev sono amiche della Turchia e arrivare alla pace e al cessate il fuoco il prima possibile sarà beneficio per entrambe».

I negoziati di pace

Secondo la nuova bozza di accordo anticipata dal Financial Times, la Russia sarebbe pronta a fare alcune concessioni all’Ucraina.
Mosca, stando a quanto si legge nel documento discusso tra le parti, sarebbe disposta a rinunciare ad alcune condizioni poste all’inizio dei colloqui.
Vale a dire fa un passo indietro sulla “denazificazione” dell’Ucraina, la sua “smilitarizzazione” e la protezione legale della lingua Russa nel Paese. E’ inoltre pronta a lasciare che Kiev aderisca all’UE a patto che rimanga militarmente non allineata.
Da parte sua l’Ucraina starebbe valutando di accettare lo status di neutralità.
Dal documento di accordo resta fuori uno dei punti più critici per l’Ucraina: la rivendicazione delle regioni separatiste filorusse del Donbass.

La guerra in corso

Le possibili concessioni da parte della Russia arrivano mentre l’ offensiva delle forze di Mosca è in stallo in buona parte del Paese, con le truppe che non riescono a sfondare la resistenza ucraina alle porte di Kiev. L’esercito ucraino continua a combattere quello russo a nord ovest di Kiev, a Irpin. Bucha e Gostomel e i contrattacchi hanno portato al respingimento dei russi da diverse posizioni.

negoziati

A Mariupol continuano i pesanti bombardamenti, tuttavia il centro della città rimane sotto il controllo ucraina. Altrove le forze russe mantengono posizioni di blocco tentando di ripristinare e riorganizzare le loro forze. La difesa ucraina nella 34a notte di guerra ha annunciato di aver rimandato indietro di 40-60 chilometri le truppe russe dirette a varie città ad est, sudest, nordest e di aver resistito ai bombardamenti. Nelle ultime 24 ore – dicono funzionari di Kiev secondo quanto riporta il Guardian – ha respinto sette attacchi russi distruggendo 12 carri armati e 10 veicoli da combattimento di Mosca.

Guerra e pace

Mentre a Istanbul si parla di pace, la guerra, dunque, continua.
Così come continua la richiesta di più armi e di sanzioni più dure da parte dell’Europa del presidente ucraino Zelensky.
«Gli Ucraini pagano con le loro vite, migliaia di vite, le sanzioni “deboli” imposte dall’Occidente alla Russia. Se i pacchetti di sanzioni non funzionano abbastanza, se possono essere aggirati, si crea una pericolosa illusione per la leadership russa di potersi continuare a permettere quello che stanno facendo ora – ha detto il premier ucraino in un video -. Ora ci sono indicazioni e avvertimenti secondo cui sanzioni presumibilmente più severe, come un embargo sulle forniture petrolifere russe all’Europa, sarebbero messe in atto qualora la Russia utilizzasse armi chimiche. Tutto ciò che l’esercito russo ha fatto fino ad oggi non giustifica un embargo petrolifero? Le bombe al fosforo non lo giustificano? Un impianto di produzione chimica bombardato o un bombardamento sulla centrale nucleare non lo garantiscono?».

Silvia Bolognini

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