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Due cammini, due storie: il Veneto che si scopre a piedi

Due cammini, due storie: il Veneto che si scopre a piedi

Uno attraversa le montagne sulle tracce di una lingua che arriva dal Medioevo e che, in qualche paese, ancora resiste. L’altro sale verso Asiago e ripercorre la via della memoria. Due modi molto diversi di entrare in un territorio e lasciarsi raccontare la sua storia

Le montagne non sono immobili come le percepiamo.
Sono state attraversate, abitate, coltivate. Sono state frontiera e rifugio, hanno cambiato lingua, culture, ospitato generazioni.
Ecco perché camminare in montagna non significa solo aprirsi a un diverso paesaggio ma anche al racconto della sua storia.
I due nuovi cammini riconosciuti dalla Regione Veneto nel 2026 rappresentano tutto questo. E sono due viaggi completamente diversi.
Il primo, il Cammino Cimbro di Santa Margherita, attraversa le Prealpi da Giazza a Luserna: 124 chilometri, nove tappe, dalla Lessinia fino al Trentino.
Il secondo, il Cammino Rigoni Stern, parte da Vicenza e arriva ad Asiago in quattro tappe, per 73 chilometri, che diventano 76 scegliendo la variante di Monte Berico.

Il Cammino Cimbro di Santa Margherita

A Giazza, in Lessinia, può sembrare di essere lontani dal Veneto.
Alcuni cartelli sono in una lingua sconosciuta ai più e alcune persone del luogo ancora la parlano.
E’ la traccia dei Cimbri, che arrivarono nel Medioevo dalle aree bavaresi e tirolesi per lavorare la terra.
Tagliarono foreste, costruirono case e contrade, portarono con sé una lingua e un modo particolare di organizzare la vita comunitaria. Ma rimasero abbastanza isolati e questo non solo ha portato alla conservazione di lingua, usi e costumi; consente oggi di attraversare quel bosco con la consapevolezza che non si sta solo camminando ma si sta entrando in una storia. La prima tappa del cammino comprende 12,8 km tra Giazza e Durlo di Crespadoro.

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A Giazza il Museo dei Cimbri racconta la storia della comunità, la lingua, le attività tradizionali. Poco lontano, la memoria del lavoro nel bosco sopravvive anche attraverso la tradizione delle carbonaie, dove il legno veniva trasformato lentamente in carbone.
Verso Castelvecchio di Valdagno e Recoaro Mille, la geografia inizia a cambiare. Le contrade si alternano ai pascoli, il bosco lascia spazio alle aperture e le strade diventano sentieri.

Si arriva così a Santa Margherita, il filo simbolico che dà il nome all’intero percorso.
La devozione alla Santa collega diverse comunità dell’area e si intreccia con antichi percorsi di pellegrinaggio mettendo insieme il percorso naturalistico alla storia religiosa, sociale e culturale.
Si prosegue poi verso Recoaro Terme, si continua verso Sant’Antonio di Valli del Pasubio, poi Posina e Arsiero.

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Le distanze restano alla portata di un camminatore allenato: le tappe ufficiali variano indicativamente fra dieci e venti chilometri.
Il cammino è stato costruito utilizzando strade secondarie e sentieri escursionistici e arriva progressivamente verso l’Altopiano dei Sette Comuni.

Rotzo, dove si torna indietro di duemila anni

Prima ancora dei Cimbri medievali, queste montagne erano già abitate.
A Rotzo, il sito archeologico del Bòstel racconta un insediamento dell’Età del Ferro.
È una storia precedente di molti secoli all’arrivo delle popolazioni germaniche.
Da Rotzo restano poco meno di venti chilometri per arrivare a Luserna. Qui il cimbro è una lingua tutelata, studiata e promossa.

Il Cammino Rigoni Stern

Il secondo cammino parte da Vicenza e, dalla pianura, porta in montagna.
Segue il Bacchiglione e il paesaggio rurale vicentino, attraversa Bolzano Vicentino e prosegue verso Breganze, la Pedemontana e Cogollo del Cengio.
La quota sale, finché comincia ad apparire la montagna di Mario Rigoni Stern.
L’Altopiano era il suo mondo. E anche se la guerra lo aveva portato lontano, lì sarebbe sempre tornato, nella vita come nelle sue opere.
La ritirata di Russia, per esempio, è diventata materia de Il sergente nella neve, uno dei grandi libri italiani del Novecento.
Una deviazione del percorso principale (73 km) porta al Monte Berico non a caso: proprio lì, tornato dalla guerra, lo scrittore si recò al santuario per mantenere un voto.
L’ultima tappa è ovviamente Asiago.

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Due cammini da scegliere in base a ciò che si vuole cercare

Il cammino Cimbro è più lungo e più articolato. Nove tappe, 124 chilometri:è il cammino giusto per chi vuole entrare lentamente in un territorio e comprenderne la storia.
Il Rigoni Stern è più breve: quattro tappe e 73 chilometri, 76 con Monte Berico.
È più facile da trasformare in un lungo weekend o in quattro giorni di cammino.
Ma chiede una cosa diversa: di arrivare preparati alla montagna con una storia già in testa.
Anche solo qualche pagina di Rigoni Stern può cambiare il modo in cui si guarda un bosco.

Entrambi i percorsi non richiedono di essere grandi escursionisti.
Il Cammino Cimbro mette a disposizione tracce GPS e informazioni sulle tappe attraverso il sito ufficiale; il percorso è organizzato in giornate comprese indicativamente fra 10 e 20 chilometri.
Il Rigoni Stern è anch’esso georeferenziato e segnalato, con strutture ricettive e servizi lungo il percorso.
Prima di partire, però, vale la pena controllare sempre le condizioni aggiornate dei sentieri, l’apertura delle strutture e le eventuali variazioni del tracciato, soprattutto perché il Cammino Cimbro è una delle novità più recenti della rete regionale.

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