Tra le ipotesi allo studio da inserire nel nuovo Codice della strada c’è anche la possibilità di concedere ai veicoli più piccoli la sosta non parallela alla corsia di marcia
Specie per quelli che vivono nelle realtà metropolitane più grandi, uno dei principali crucci degli automobilisti è rappresentato dai parcheggi. Perché trovare un posto dove lasciare la macchina rischia in molti casi di richiedere quasi più tempo di quello necessario per lo spostamento vero e proprio.
Ma, si sa, agli italiani l’ingegno di certo non manca. E, in questa prospettiva, a offrire le basi per una soluzione è la stessa evoluzione dell’offerta delle case automobilistiche per chi circola in città. I mezzi di lunghezza sempre più ridotta, dalle city car a minicar e quadricicli leggeri, sono in grado infatti di infilarsi di punta o di coda in uno spazio ridotto senza sporgere sulla corsia di marcia.
Ma chi effettua questo parcheggio “verticale” spesso non sa che sta violando le regole. E, dunque, è passibile di multa. L’ormai sempre più vicina revisione del Codice della strada potrebbe in ogni caso cambiare radicalmente la situazione.
Il parcheggio verticale diventerà lecito?
Proprio per l’oggettiva difficoltà di trovare un posto in alcuni contesti caratterizzati dall’intensità del traffico e dalla limitata disponibilità di spazi, nei fatti c’è una certa tolleranza nei confronti degli automobilisti che, senza ostacolare la circolazione, lasciano il proprio veicolo in una posizione non ammessa.
Ma questo non significa rendere regolare questo tipo di parcheggio. Un superamento dell’illiceità che, però, sembra vicino e sempre più probabile.
La linea che si è deciso di adottare per la revisione del Codice della strada, la cui bozza è attualmente sottoposta all’analisi delle associazioni di settore al fine di avere un testo il più possibile condiviso in vista dell’approvazione prevista per metà ottobre, è infatti quella del buonsenso. Si sta cioè prendendo in seria considerazione lo sfruttamento delle dimensioni compatte dei mezzi di ultima generazione per aiutare le Amministrazioni locali.
Un’apertura con limiti e condizioni
La modifica della norma viene dunque vista come un’ottima opportunità di utilizzare al meglio i pochi spazi urbani disponibili senza incidere negativamente sulla sicurezza stradale. E l’intervento legislativo, al tempo stesso, si tradurrebbe in una precisa regolamentazione di un fenomeno sempre più diffuso, potendo in tal modo anche mettere nero su bianco i casi in cui si può parcheggiare in tal modo, imponendo al tempo stesso dei limiti.
L’idea su cui ci si sta confrontando è allora quella del mantenimento del principio della sosta perpendicolare alla carreggiata. L’apertura interverrebbe sotto forma di eccezione, concedendo la possibilità di sosta perpendicolare nei soli centri abitati, quando gli stalli per la sosta non siano tracciati o siano larghi almeno 2,8 metri, quando il veicolo sia collocabile senza sporgere o intralciare il traffico e, soprattutto, quando la lunghezza del mezzo non superi i 2,7 metri.
Intanto, attenti alle multe
Nel frattempo, in ogni caso, si continua però ad applicare la norma prevista dall’articolo 157 del Codice della strada attualmente in vigore. Una regola che, chiaramente, dispone, senza deroghe, come, salvo diversa segnalazione, i veicoli in sosta o in fermata debbano essere collocati il più vicino possibile al margine destro della carreggiata e in posizione parallela rispetto a esso, seguendo il senso di marcia.
Una vettura, per quanto corta, parcheggiata in verticale può così essere multata. La sanzione prevista, in questi casi, è di 42 euro, che vengono ridotti a 29,40 se il pagamento avviene entro 5 giorni dall’emissione del verbale. Per la violazione non sono invece previste sanzioni aggiuntive relativamente a una decurtazioni di punti dalla patente di guida del trasgressore.
Alberto Minazzi




