Tra vent’anni saremo ancora qui, ma saremo di meno. Avremo più anni, più persone sole e case più vuote. Una fotografia dal futuro
Il futuro è già nei numeri.
Non arriverà tutto insieme, probabilmente neanche ci sconvolgerà.
Ci stiamo già proiettando verso una nuova idea di Paese, di comunità, di famiglia.
Non ci sarà un giorno in cui ci sveglieremo più vecchi, più soli e con meno figli.
Sta già accadendo.
Fotogramma per fotogramma, ci si parano davanti i 7,5 milioni di coppie con figli che scenderanno a 5,8 milioni, i 5,4 milioni di coppie senza figli che saliranno a 5.9 e i 10 milioni di persone che oggi vivono sole, che diventeranno 1,6 milioni nel 2050.
Un film che abbiamo già iniziato a vedere.
E che già tra vent’anni ci farà vivere in modo diverso.
Ci saranno ancora le città, le famiglie, le case, anche i pranzi della domenica forse.
Ma sempre meno affollati e vissuti con nuove modalità.
Le previsioni Istat si possono leggere in tanti modi.
Ma il dato emergente resta quello: l’Italia sta cambiando rapidamente.
Il sorpasso che dice più di una statistica
Siamo sempre meno. Lo si sa già.
Nel 2025 gli italiani erano 58,9 milioni. Nel 2050 saranno circa 55 milioni.
I giovani se ne vanno all’estero, alimentando una fuga di corpi e di cervelli senza fine.
Non da oggi.
Ma tutte le migliori politiche del mondo non potranno riuscire a convincere a restare chi non c’è.
E di giovani in Italia ce ne saranno sempre meno: tra 21 anni, nel 2047, ci dice oggi l’Istat, le coppie con figli, attualmente 7,5 milioni, non saranno le più numerose. Saranno superate da quelle senza figli che oggi sono già 5,4 milioni.
Non occorrerà neanche arrivare a metà del secolo: il giro di volta s’imporrà prima: quando una famiglia vorrà dire due persone o una soltanto.
Le famiglie saranno più numerose (oggi risultano 26,7 mln, nel 2050 saranno 27,6 mln), ma saranno più piccole. “La dimensione media – sintetizza Istat – passerà da 2,20 componenti a meno di due: 1,98”.
Storia di una rivoluzione demografica al contrario.
La famiglia scomponibile
La famiglia contemporanea può essere una coppia sposata, una coppia che convive, una madre con un figlio, un padre con un figlio, una coppia che ha avuto figli da precedenti relazioni, due persone che decidono di vivere insieme senza avere bambini. Oppure una persona sola.
E a quanto pare è quest’ultima formula che sembra destinata a primeggiare.
Nel 2025 in Italia già vivevano sole circa 10 milioni di persone. Nel 2050 potrebbero essere 11,6 milioni. E le persone sole con almeno 65 anni, anticipano le previsioni, potrebbero arrivare a 6,6 milioni.
Cambieranno così le città (alcune si svuoteranno, altre saranno sovraffollate) le case (più piccole), l’assistenza, la sanità, i trasporti, i servizi di quartiere.
“Tra il 2025 e il 2050 – acclarano le stime – la popolazione tra 15 e 64 anni è prevista in calo di circa 3,4 milioni di persone.”
Ciò significa che aumenteranno le persone che avranno bisogno di assistenza e diminuiranno le persone in età lavorativa.
Le solite due velocità
Secondo le previsioni Istat, tutto questo accadrà prima al Nord e poco dopo al Centro.
“Nel Mezzogiorno il modello della coppia con figli resisterà più a lungo”, ma proprio il Sud sarà l’area più colpita dal calo della popolazione.
“Il Mezzogiorno passerà dai 19,7 milioni di residenti del 2025 ai 16,7 milioni del 2050”, si legge e le aree in cui il calo sarà più importante saranno quelle dei comuni periferici.
Le ultime previsioni Istat arrivano fino al 2080: l’anno in cui le stime contano 45,8 milioni di italiani nella penisola: oltre 13 milioni in meno rispetto a oggi.
Il 2047 però è dietro l’angolo: chi ora ha 20 anni ne avrà 41, chi ne ha 40 avrà da poco oltrepassatola soglia dei 60. E i bambini di oggi saranno dei giovani adulti alle prese con un mondo diverso.



