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Il museo della merda esiste davvero ed è in Italia. Ma non è l'unica sorpresa

Il museo della merda esiste davvero ed è in Italia. Ma non è l'unica sorpresa

È diventata virale la mappa elaborata da James Lees arrivata a raggruppare quasi 1.500 collezioni curiose in tutto il mondo

Ci perdonerete il tocco di volgarità, ma è il nome ufficiale stesso a concederla.
Dopo la visita a quello di Castelbosco, potete tranquillamente parlare di museo di (o, più esattamente, “della”) merda.
Perché è proprio questo il nome ufficiale dell’esposizione permanente dedicata dal 2015 all’economia circolare, all’allevamento e alla trasformazione in risorsa degli scarti organici (in particolare dello sterco bovino) proposta nella località piacentina (e inserita addirittura dal Fai nei suoi itinerari) con un simbolo adeguato: lo scarabeo stercorario.
Lo “Shit Museum”, che vanta tra l’altro fior di recensioni importanti, è solo una delle curiose esposizioni italiane inserite nella “Weird Museum Map”. E, in fondo, proprio questo elenco elaborato dal fisico, divulgatore scientifico e consulente museale James Lees evidenzia come il tema dei gabinetti, insieme a quello dei cani (la mappa cita per esempio in Italia quello della campana Mondragone), sia uno dei più ricorrenti, in diversi Paesi, tra quelli a cui sono stati dedicati musei quanto meno particolari.

L’Italia nella mappa dei musei più strani

Del resto, cosa spinge a visitare un museo, se non la curiosità?
È anche per questo che il progetto personale di Lees di realizzare con gli strumenti di Google una mappa mondiale dei musei più strani e di nicchia è presto diventato virale. E i suggerimenti e le segnalazioni inviate dai visitatori dopo il grande successo seguito alla pubblicazione online della mappa hanno portato a far lievitare il numero di quelli inseriti dagli iniziali 600 all’attuale quota di quasi 1.500.
E ce ne sono davvero per tutti i gusti. Lo stesso creatore, illustrando il progetto, cita il museo della cravatta in Svezia o quello di Godzilla in Giappone. Non mancano i musei italiani: dal museo di patologia dell’Università di Padova, al museo dei cuchi (che espone oltre 12 mila fischietti in terracotta) di Roana (Vicenza) a quelli dell’olio, sul Lago di Garda, a Monte San Savino (Arezzo) e a Matera. Ancora, a Tradate (Varese) ci sono i musei della stazione di servizio e delle pompe di benzina o, a Santa Maria Maggiore (Verbania), quello degli spazzacamini.

Altri curiosi musei d’Italia e del Mondo

Nella mappa compare anche il museo delle mummie di Ferentillo (Terni). Ma, sul tema, basta fare una semplice ricerca su Google per scoprire che allo stesso tema sono dedicati musei anche a Pievepelago (Modena), Burgio (Agrigento), Palermo, Venzone (Udine), Urbania (Pesaro) o Borgo Cerreto (Perugia).
Perché di musei “strani”, siano presenti o meno nella mappa di Lees, nel nostro Paese ce ne sono davvero tanti.
A Nordest, per esempio, la “Weird Museum Map” cita il museo delle macchine da scrivere di Parcines (Bolzano), ma non il museo dei sogni e della memoria di Feltre (Belluno).
Ancora, in Emilia Romagna, nella mappa ci sono il museo del fungo porcino di Borgo val di Taro e quello del salame di Felino, entrambi in provincia di Parma, ma non quello della bilancia, a Campogalliano (Modena). Allargando invece la prospettiva fuori dai nostri confini si possono invece citare, tra i più curiosi selezionati da Lees, il museo delle relazioni interrotte di Zagabria (Croazia), quello del fallo (con esemplari di organi riproduttivi di diversi animali) di Reykjavik (Islanda), fino allo statunitense Museum of Bad Art, dedicato a oggetti artistici scelti per la loro bruttezza.

Alberto Minazzi

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Tag:  curiosità, musei

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