Dopo decenni di degrado, l’ex Umberto I diventa un quartiere vivo e verde, con il Marzenego protagonista del nuovo cuore di Mestre
La Mestre che ci sarà riparte dalla Mestre che c’era.
Ovvero dal primo insediamento urbano nella zona della terraferma veneziana documentato nelle rappresentazioni storiche. Parliamo del “Castello Vecchio”, nucleo originario della prima Mestre, allora posizionato in un contesto rurale attraversato dal fiume Marzenego.
Ma le città sono per loro natura in continua evoluzione. Così, nel corso dei secoli, il castello lasciò posto all’ospedale “Umberto I”, inserito all’interno di una realtà urbana cresciuta troppo rapidamente e con poca attenzione al rispetto degli spazi verdi. Poi, siamo nel 2008, anche la struttura sanitaria fu dismessa, con la realizzazione del più moderno ospedale “dell’Angelo” fuori dal centro cittadino. E l’area da cui la storia di Mestre era partita, da allora, è diventata una sorta di “buco nero” del degrado proprio nel cuore della città.

Mestre: una trasformazione che parte da storia e natura
Non è che, da allora, siano mancati i progetti di recupero. Semplicemente, questi non sono mai riusciti a decollare veramente. Almeno fino a oggi. Perché il Consiglio comunale ha appena approvato la variante al piano di recupero dell’ex Umberto I, aggiornando il progetto di riqualificazione dell’area al fine di migliorarne sostenibilità urbanistica, qualità degli spazi e funzionalità complessiva. Un masterplan, promosso da Alì Spa e curato dalla società Planum, per il quale è stato scelto proprio il nome di “Castelvecchio”. E, a testimoniare la linea del collegamento con la storia, ci sarà anche il rilancio del vecchio ponte romano all’interno dei percorsi pedonali del nuovo complesso. Ma, accanto alla storia, c’è anche un’altra “stella polare” a guidare il ripensamento del cuore di Mestre: la natura. Perché 25 mila metri quadri, oltre la metà dei 43 mila interessati dall’intervento, saranno adibiti ad area verde. Si creerà così un naturale collegamento con un altro progetto di riqualificazione ambientale che si spinge ben oltre il centro di Mestre: la realizzazione del Parco del Marzenego. Che, a sua volta, proprio nel giorno del via libera alla variante ha registrato un passaggio fondamentale con il passaggio di proprietà al Comune di Venezia di circa 24 ettari di terreni lungo l’asta del fiume, che saranno destinati all’infrastruttura verde.

Rinasce una nuova Castelvecchio
Nell’idea-Castelvecchio, i quasi 5 ettari (metà dei quali destinati a spazio pubblico) interessati dal progetto sono destinati a fungere da baricentro della complessiva rigenerazione urbana. La Mestre di domani, disegnata in collaborazione con l’architetto paesaggista di fama internazionale Joao Nunes dal gruppo di progettisti coordinati da Alessandro Checchin, graviterà attorno a questo nuovo parco urbano. Spazi verdi con tanti alberi ed essenze, con la piantumazione di 250 nuove piante in aggiunta alle 70 attuali. Percorsi ciclo-pedonali con aree attrezzate per far giocare i bambini e altre protette per ospitare i cani. Un polmone verde cui sarà affidata anche la funzione di connessione e messa a sistema delle attuali aree verdi (parco di via Einaudi, parco Manin e parco di villa Querini), presenti sul territorio ma percepite come elementi separati e frammentati. La filosofia di fondo improntata alla minimizzazione dell’impatto ambientale orienterà anche la parte edificata di Castelvecchio. Il progetto prevede infatti una riduzione del -32% delle cubature già ammesse e una riduzione dell’altezza massima dei 4 edifici residenziali, che non supereranno i 90 metri. Ci saranno elementi di continuità, come la chiesetta e la casa delle suore, che conserveranno il vincolo religioso, e i padiglioni che saranno recuperati. Ma non mancheranno le novità. Tra queste, il nuovo supermercato da 2500 metri quadri del gruppo Alì, spazi destinati a funzioni direzionali e commerciali (a partire dalla torre alta 50 metri) e 850 parcheggi, di cui 500 interrati.

Castelvecchio nel contesto cittadino
La riorganizzazione funzionale e paesaggistica dell’area, senza nuovo consumo di suolo e con un rafforzamento di servizi, funzioni e spazi pubblici, si inserisce anche nel più ampio contesto cittadino generale. Dal punto di vista dell’accesso viario, sarà realizzata per esempio una nuova rotatoria su via Circonvallazione. Ma è soprattutto sull’asse tra piazza Ferretto e il Marzenego che si registrerà la variazione più impattante dal punto di vista visivo. Con l’abbattimento del padiglione De Zottis, la cui area sarà in parte poi destinata a parcheggio pubblico, si ricreerà infatti la continuità dell’antica via di Castelvecchio, che si traduce in un collegamento visivo tra le sponde del corso d’acqua.
“Riportiamo finalmente a nuova vita – ha commentato il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro – un’area strategica nel cuore della città, rimasta per troppo tempo abbandonata e inutilizzata. Non stiamo solo riqualificando uno spazio urbano: stiamo creando un nuovo quartiere, moderno, sostenibile e pensato per le persone. Castelvecchio è un progetto che porterà a Mestre nuove abitazioni di qualità, spazi commerciali, servizi e soprattutto un grande polmone verde. Abbiamo voluto puntare su sostenibilità, qualità urbana e integrazione con il territorio. È così che immaginiamo la città: concreta e attrattiva”.

Un percorso lungo, visto che il gruppo Alì ha acquistato l’area quasi 7 anni fa, ma che adesso vede arrivare a compimento un progetto che supera i 150 milioni di euro di investimento, con opere di urbanizzazione per oltre 5,1 milioni. Il presidente di Alì Supermercati, Gianni Canella, ha infatti dichiarato la volontà di iniziare quanto prima i lavori, spiegando che si partirà “con la realizzazione delle opere pubbliche che verranno cedute, affinché la fruizione dell’area riprenda, allontanando il degrado”.
Da Castelvecchio al parco del Marzenego
L’area di Castelvecchio può essere considerata il tratto conclusivo, la “testata in centro città” del parco fluviale del Marzenego, il fiume un cui ramo la lambisce a Nord. È per questo che la riqualificazione dell’ex ospedale è parte integrante dell’intervento di rinaturalizzazione del corso d’acqua. In questa prospettiva, la fresca acquisizione dei terreni da parte del Comune, che consente all’Amministrazione di entrarne direttamente nella disponibilità è più di una semplice acquisizione formale, come ha sottolineato ancora Brugnaro: “È una scelta precisa di visione urbana. Restituiamo ai cittadini un’area che potrà diventare sempre più un luogo di natura, sport, mobilità dolce, didattica e incontro. Un altro passo concreto per una città più vivibile, più verde e più sicura, anche dal punto di vista idraulico”.

Proprio in tale prospettiva, proprio nella variante per Castelvecchio sono previste opere di mitigazione idraulica, con oltre 469 mila euro destinati al bacino del Marzenego. L’infrastruttura verde del parco è pensata per coniugare tutela ambientale e qualità della vita, attraverso una valorizzazione del corridoio fluviale, il miglioramento della biodiversità, il rafforzamento degli ecosistemi e la creazione di percorsi ciclopedonali e spazi aperti accessibili. “Il Marzenego – conclude il sindaco di Venezia – è un elemento identitario del nostro territorio, che vogliamo valorizzare con intelligenza e rispetto, mettendolo al centro di una visione di lungo periodo.
Alberto Minazzi











