Ex Umberto I: un parco urbano abitato nel cuore di Mestre

Plastico ex Ospedale Umberto I
Nella foto in alto: Dettaglio masterplan area Castelvecchio- ex Ospedale Umberto I: in primo piano il nuovo edificio direzionale

Dopo 11 anni dalla fine delle funzioni sanitarie, l’area dell’ex ospedale Umberto I si appresta a girare pagina.
L’idea di Alì, il gruppo di supermercati che ha acquisito i terreni da un anno, è già arrivata a una prima concretizzazione: il masterplan, presentato ufficialmente in Municipio a Mestre, che ripensa la zona come un grande parco urbano abitato.

Dettaglio progetto area Castelvecchio- ex Ospedale Umberto I
Dettaglio masterplan area Castelvecchio- ex Ospedale Umberto I: in primo piano il nuovo edificio direzionale

L’intervento

L’area, nel cuore di Mestre, è di ben 43.000 metri quadri. Di questi, 25.000 mq, cioè oltre la metà, saranno adibiti ad area verde.
All’interno vi sorgeranno poi 5 nuovi condomini “di lusso sostenibile” legati da terrazzamenti verdi e di diversa altezza.
Il più elevato dovrebbe essere di 12 piani, gli altri tra 4 e 6 piani. Gli edifici sono disposti considerando infatti l’ombreggiamento reciproco.
L’intero comparto residenziale occuperà circa 15.000 m2.
Al piano terreno degli edifici troveranno posto anche negozi di vicinato.
“Stiamo lavorando – ha spiegato il direttore di Urbanistica del Comune, Danilo Gerotto – per far sì che il sistema commerciale diventi elemento per lo sviluppo della città. E per fare in modo che la gente torni in centro a passeggiare”.

Dettaglio progetto area Castelvecchio- ex Ospedale Umberto I
Plastico masterplan area Castelvecchio- ex Ospedale Umberto I: i cinque nuovi edifici residenziali

Vi sarà, com’è ovvio, un supermercato, ma pensato nell’ottica della massima sostenibilità, con tetto verde e pannelli solari.
Avrà una superficie di vendita di 2.500 m2   e sarà ispirato alle “geometrie semplici dei magazzini veneziani, costruiti da navate con copertura a due falde”.
E poi un nuovo edificio direzionale, una torre che sorgerà tra il padiglione De Zottis e il palazzo Donatello e ancora un ampio parco e aree pedonali di circa 25.000 m2 interamente fruibili dalla città. I numerosi parcheggi saranno in gran parte interrati.
Nessun nuovo albergo.
“E’ un intervento – ha dichiarato il sindaco, Luigi Brugnaro – che crea valore per tutta la città, perché aumenteranno i valori immobiliari anche delle altre case”.

Tempistiche e costi

Ancora non si parla di costi dell’intervento, che saranno comunque interamente sostenuti dal privato. “Abbiamo scelto di credere nel mercato”, ha ricordato Brugnaro.
“Quando siamo intervenuti su Mestre – ha aggiunto Francesco Canella, fondatore e presidente di Alì Supermercati– abbiamo fatto un’analisi con molto entusiasmo per trovare le soluzioni migliori. E finora abbiamo trovato grande collaborazione nelle amministrazioni pubbliche. Ci metteremo tutto il nostro impegno per realizzare un intervento di qualità nel rispetto dell’ambiente e dei principi di sostenibilità ambientale, con particolare attenzione al verde”.

Plastico area Castelvecchio - ex Ospedale Umberto I Mestre
Il sindaco Luigi Brugnaro illustra il progetto presentato da Alì per l’ area Castelvecchio – ex Ospedale Umberto I Mestre. Da dx Gianni Canella, vice presidente di Alì e Alìper, Francesco Canella, fondatore di Alì, il sindaco Luigi Brugnaro

Sono invece già ipotizzabili i tempi. Dall’avvio dei cantieri, che si spera possa avvenire dopo le necessarie autorizzazioni entro il 2021, saranno necessari 2-3 anni per la realizzazione. Il masterplan, che ha per ora una valenza solo concettuale, è stato coordinato da Planum, con la collaborazione di ProAD per la parte paesaggistica.
Solo in una fase successiva si passerà al progetto vero e proprio, che correggerà le impostazioni del progetto originario, riducendone tra l’altro la cubatura.
Come ha sottolineato il primo cittadino, la convenzione in essere è infatti di fatto decaduta e va rivista. Quel che è certo è che i padiglioni storici dell’ospedale resteranno tutti, ristrutturati e recuperati.

Tra verde e Marzenego

Gli aspetti ambientali sono al centro di quello che, come ha sottolineato l’assessore comunale all’Urbanistica e all’Ambiente, Massimiliano De Martin, “sarà un grande intervento di rigenerazione urbana e di riqualificazione ambientale”. In tal senso, l’architetto Alessandro Checchin sta collaborando strettamente con Joao Nunes per la qualificazione dello spazio urbano. Perché l’intervento prevede una vera e propria riforestazione urbana.
Con una piazza “del futuro”: alberi e non pavimenti, che determineranno, in estate, una temperatura di ben 4 gradi in meno rispetto a spazi di vecchia concezione. E un collegamento con il vecchio ponte romano, per creare anche percorsi pedonali più rispettosi e separati dal traffico e riproporre il vecchio percorso di Castelvecchio, fino a Piazza Ferretto.

Dettaglio progetto area verde Castelvecchio- ex Ospedale Umberto I
Dettaglio Masterplan area Castelvecchio- ex Ospedale Umberto I: la piazza con gli alberi

Il centro della progettualità è poi il parco del Marzenego, come elemento forte di connessione urbana. L’idea è quella di arrivare a un lungo corridoio ecologico, che aumenti la biodiversità nella struttura urbana, con acque prive di inquinanti e un collegamento ciclabile da Resana al cuore di Mestre.
“Quel che ci è stato chiesto – ha sottolineato il direttore di Urbanistica del Comune, Danilo Gerotto – è di studiare come la sostenibilità ambientale può entrare all’interno della città”.
“Il disegno urbanistico – conclude Brugnaro – è quello di far diventare quest’area la più bella di Mestre, collegata un po’ alla volta con il grande boulevard che porterà fino in centro a Marghera”.

“In questa superficie, circoscritta dal ramo delle Beccherie (nord) e più lontano dal ramo della Campana (sud) del fiume Marzenego, sorgeva il più antico nucleo di Mestre, il “Castello Vecchio”, come riportato in alcune antiche rappresentazioni planimetriche della Città -ha ricordato Gianni Canella, vice presidente di Alì e Alìper – Il valore storico degli antichi insediamenti è testimoniato da alcune reminiscenze, come il ponte in pietra del 1742. Da questa analisi storica, nasce la proposta di indentificare  con il nome “Castelvecchio” il nuovo masterplan e l’intero intervento, consapevoli che anche la toponomastica può aiutare a ricreare un’identità cittadina”.

Condividi:
Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su email
Email

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe interessarti anche: