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Covid: dati Eurispes, aumentato nell'ultimo anno il consumo di psicofarmaci

Covid: dati Eurispes, aumentato nell'ultimo anno il consumo di psicofarmaci

Eurispes ha reso noti i risultati del Rapporto Italia 2021, il rapporto annuale che l’istituto di ricerca pubblica tastando il polso agli italiani.
Uno dei dati emersi è che la pandemia ha avuto effetti importanti sulla salute mentale dei cittadini.
E’ infatti cresciuto notevolmente il consumo di psicofarmaci: una persona su 5 ha assunto nell’ultimo anno  ansiolitici, antidepressivi, stabilizzatori dell’umore o antipsicotici.
A ricorrervi sono state per la maggior parte le persone mature e le donne. Sicuramente questo dato è dettato dal difficile anno che abbiamo affrontato e che ha visto, sempre secondo i dati Eurispes, pervenire all’Inail 147.875 denunce di contagio professionale da Covid-19 alla data del 31 gennaio del 2021.
Di queste, 102.942 provengono da donne, il che corrisponde a circa 70 contagi professionali ogni 100.
Un intervistato su quattro ha dichiarato di essersi rivolto a uno psicologo il che corrisponde ad una percentuale del 27,2%. Allo psichiatra si è invece rivolto il 5,6% degli intervistati, che ha poi seguito una precisa terapia farmacologica.
Il 19% ha dichiarato di aver assunto psicofarmaci, e sono più le donne che ne hanno fatto uso, il 21,2% contro 16,7% degli uomini.
Il lavoro è stata la vera piaga della pandemia. Secondo i dati Istat, infatti, nell’anno 2020 si è registrata la perdita di 440 mila posti di lavoro. Se l’assunzione di psicofarmaci ha riguardato per lo più persone adulte, tra i più giovani sono stati segnalati problemi di sonno, ansia e irritabilita’ che in alcuni casi si è trasformata in aggressivita’ verso i genitori o verso se stessi.

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Tag:  covid-19