La scuola veneta è pronta al primo anno scolastico Covid

Maestra e alunno con mascherina

Tra le alternative valutate, convitti e alberghi.

Manca un mese, poco più, al 14 settembre. Cioè alla data ufficiale in cui, con l’avvio dell’anno scolastico 2020/21, il mondo della scuola ripartirà dopo la difficile esperienza “a distanza” legata all’emergenza coronavirus.
Una ripartenza in cui si cercherà di trovare il più possibile la precedente normalità. Pur sapendo che, almeno per ora, nulla sarà come prima.

Pronti per le nuove necessità

L’unico modo possibile per fronteggiare al meglio quelle che saranno le nuove necessità si chiama programmazione. Il Veneto, soprattutto per quanto riguarda i nuovi spazi per le aule, non è stato certo a guardare. Al vaglio, nel caso estremo, anche la possibilità di utilizzare degli spazi negli alberghi.
“I tanti soggetti che lavorano nel nostro sistema scolastico regionale – ricorda Carmela Palumbo, direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto – si sono mossi per tempo per cercare le soluzioni al problema. E fin dagli inizi di luglio abbiamo potuto quindi dare alle scuole indicazioni molto chiare, una sorta di manuale operativo su come organizzare gli spazi d’aula e tutti gli altri aspetti salienti. Mi riferisco, ad esempio, a mense, laboratori, palestre, spazi per la ricreazione, ingressi ed uscite da scuola”.

interior of a sports hall without anyone before playing

 

 

Indicazioni, tiene a precisare il direttore, che non sono vincolanti, ma semplicemente orientative. Di modo che, in concreto, ogni scuola possa tradurle all’interno del proprio regolamento e nel piano di contrasto al Covid.
“Tutto questo ci ha molto avvantaggiato. Perché, grazie alla conferenza di servizi territoriali con enti locali e scuole, già a metà luglio tutti hanno potuto essere operativi per trovare le soluzioni ai problemi di capienza”.

La situazione delle aule nel Veneziano

A differenza di altre zone d’Italia, sottolinea Carmela Palumbo, allo stato attuale “sul tema degli spazi non c’è una situazione critica generalizzata, ma solo situazioni circoscritte”.
A Venezia, ad esempio, qualche problemino da risolvere resta al compendio Morosini, così come all’Algarotti.
Il Barbarigo, invece, deve trovare la soluzione per i laboratori di cucina. “Ma è una vicenda che penso si possa risolvere abbastanza facilmente, utilizzando anche la creatività”.

Insomma: non ci sono ragioni per essere particolarmente preoccupati.
“Onestamente – ammette il direttore dell’Ufficio scolastico – pensando alla logistica della città mi aspettavo che a Venezia le cose potessero andare molto peggio. Invece ci aiuta un rapporto alunni-classi abbastanza contenuto. E anche il fatto che, pur non presentando possibilità di grandi interventi di adattamento, gli edifici storici possono contare su spazi sufficientemente grandi per trovare soluzioni agevoli che consentano il rispetto delle misure anti-contagio”.

Un nuovo anno scolastico tra convitti e alberghi?

Logicamente, non per tutte le scuole è possibile trovare così facilmente gli spazi necessari per le nuove esigenze. Anche in questo caso, però, la macchina organizzativa è già ampiamente in movimento. “Da tempo – ricorda Palumbo – stiamo valutando l’eventualità di utilizzare a fini scolastici strutture convittuali, come ad esempio il convitto Foscarini di Venezia. Ma non è l’unica soluzione che stiamo prendendo in considerazione insieme agli enti locali”.

La strada principale che potrebbe essere percorsa in caso di necessità (“ma è comunque l’extrema ratio”, precisa il direttore) è quella di richiedere moduli scolastici provvisori, come quelli utilizzati ad esempio in occasione dei terremoti. “Questa possibilità, com’è ovvio, non è praticabile in alcune situazioni, come ad esempio il centro storico di Venezia. Per questo, ci stiamo orientando anche su altre soluzioni, come la richiesta di spazi negli alberghi che non sono pieni di clienti”.

Si tratta di possibilità espressamente contemplate dal recentissimo cosiddetto “Decreto Scostamento”. Con il provvedimento di agosto, il Governo ha infatti stanziato proprio per l’affitto di strutture anche alberghiere e per l’acquisto o l’affitto di strutture provvisorie risorse specifiche pari a 32 milioni per il 2020 e 48 milioni per il 2021.

Palestre e trasporti pubblici

Tra le questioni che restano in piedi, la prima è quella legata alle palestre.
Proprio oggi, 11 agosto, l’Ufficio Scolastico Regionale si riunisce in conferenza dei servizi con Uppi e Anci (in rappresentanza di Province e Comuni) per sciogliere gli ultimi nodi. In particolare, c’è da risolvere la questione dell’utilizzo delle palestre da parte delle associazioni sportive, con il tema delle pulizie e delle sanificazioni.

Più complessa la questione dei trasporti pubblici. “Poter contare su una capienza piena o ridotta nei mezzi – ammette Carmela Palumbo – può avere ripercussioni molto forti, sul mondo della scuola. Soprattutto per quanto riguarda le scuole superiori, con i molti studenti che utilizzano le linee pubbliche, c’è il rischio di non avere la possibilità di far arrivare negli istituti tutti gli studenti. E l’unica soluzione, in tal caso, è quella del ricorso alla didattica a distanza. Un pericolo generalizzato che ci auguriamo di poter scongiurare prima dell’inizio delle lezioni”.

Anno scolastico 2020/21: una nuova avventura

I dati (provvisori) del Ministero relativi alle iscrizioni alle prime classi per l’anno scolastico 2020/21 parlano di un “esercito” di 125.885 ragazzi tra scuole primarie (38.981) e secondarie (45.312 di primo grado, 41.592 di secondo grado). Il calo, rispetto ai dati definitivi del 2019/20, è di 3.112 iscritti, ovvero del 2,4%, con la punta del -3,8% per le scuole primarie.

Degli iscritti, 19.698 sono della provincia di Venezia. 5.851 sono i bambini veneziani iscritti alle scuole primarie statali, a cui si aggiungono 188 iscritti alle paritarie, per un totale di 6.039 (con un saldo negativo di 459 iscritti, -7,1% rispetto al precedente anno scolastico).
Gli iscritti alle classe prime delle secondarie di primo grado di Venezia e provincia sono invece, per il 2020/21, 7312 (7065 dei quali alle scuole statali), con un calo di 232 unità (-3,1%). Per quanto riguarda le iscrizioni alle secondarie di secondo grado, si parla di 6.347 alunni veneziani (6.245 alle statali e 102 alle paritarie), con una flessione minima (-0,9%, pari a 60 iscritti) nel confronto tra lo scorso e il nuovo anno scolastico

Scuole dell’infanzia: 2 milioni per giardini e aree gioco

A essersi rimesso in moto in vista del nuovo anno scolastico è comunque tutto il mondo legato alla scuola, di ogni ordine e grado. Anche il Comune di Venezia, nelle scuole dell’infanzia di sua competenza, sta installando una serie di nuovi giochi per i bambini. Con un investimento complessivo di 2 milioni di euro, i plessi scolastici di terraferma (42 istituti), centro storico e isole (32) potranno contare su giostrine dotate di pavimentazione antitrauma.

Gli interventi sono già conclusi nei giardini interni di molte scuole: Colibrì, La Sorgente e Cappucetto Rosso di Marghera; Gori e Mary Poppins di Chirignago-Zelarino; Giulio Cesare, Chiocciola, Pineta, Il Germoglio, Margotti, Piccolo Principe e Pitagorico di Mestre; Sant’Elena di Venezia; Ca’ Bianca e Parmeggiani del Lido; Maria Letizia di Murano. A fine agosto, le nuove aree gioco saranno anche circondate con nuove zolle d’erba.
All’edilizia scolastica è stata dedicata anche la Giunta straordinaria dell’11 agosto: segno che giungeranno presto novità in merito.

 

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