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Cerberus sfugge a monoclonali e tamponi. Ecco cosa ne dice Bassetti

Cerberus sfugge a monoclonali e tamponi. Ecco cosa ne dice Bassetti
Il direttore della Clinica Malattie Infettive dell'Ospedale Policlinico San Martino Matteo Bassetti @Fb Matteo Bassetti

In arrivo la nuova ondata. “Over 65 e fragili è bene che facciano il nuovo richiamo. Ma niente allarmismi”

L’Ema, l’agenzia europea del farmaco, ha lanciato un monito: con l’arrivo di Cerberus, la variante del virus Sars-CoV-2 della famiglia di Omicron che si sta rapidamente diffondendo in tutta Europa, non possiamo dire che la pandemia sia finita, ma dobbiamo prepararci a una nuova ondata di Covid. E, riguardo a Bq.1, la sigla che identifica questa variante, ci sono soprattutto due considerazioni da fare.
L’ultima versione del virus ha sviluppato la capacità di sfuggire alle rilevazioni fatte con tamponi rapidi.
Ma, soprattutto, sottolinea Matteo Bassetti, direttore della clinica Malattie infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova, alla protezione garantita non solo dall’immunità acquisita, ma anche dagli anticorpi monoclonali.

“Gli anticorpi monoclonali, a contatto con Bq.1, muoiono tutti”

La variante Bq.1 – spiega Bassetti – si sta dimostrando particolarmente evasiva. In primo luogo sembra in grado di eludere l’immunità naturale che sviluppa chi è guarito dalla malattia. Poi, almeno in parte, a quella derivante dalla vaccinazione. Soprattutto per chi ha ricevuto l’ultima somministrazione da più tempo. Il messaggio che deve passare è quindi quello che over 65 e fragili è bene che facciano il nuovo richiamo”.

cerberus variante
Il problema vero, spiega il medico genovese, è che la quarta dose, in Italia, l’ha fatta meno del 40% della popolazione a rischio, lasciando quindi scoperto un 60% di persone appartenenti alle fasce più delicate. “Il messaggio dell’Ema – riprende Bassetti – va letto proprio come un invito a vaccinarsi. Anche perché, purtroppo, Cerberus evade totalmente tutti i monoclonali fin qui utilizzati. Viene insomma meno uno degli strumenti-caposaldo nella cura del Covid fino a questo momento, per chi non si è vaccinato ma non solo. Perché gli anticorpi monoclonali, a contatto con Bq.1, muoiono tutti”.

Bassetti: “Nessun allarmismo”

Ciò nonostante, l’infettivologo del San Martino invita a evitare inutili allarmismi.
“Sicuramente – premette – la diffusione della variante Cerberus aumenterà la probabilità di casi simil-influenzali nel prossimo inverno. Ma penso che non ne deriveranno particolari problemi dal punto di vista sanitario. Per cui vale sempre il concetto di evitare gli allarmismi legati al “terrorismo della nuova variante”.
Il tutto, infatti, si riconduce sempre al tipo di aggressività e pericolosità che questa può avere.

cerberus variante
Anche se si comincia solo ora a conoscere più a fondo le caratteristiche di Bq.1, Matteo Bassetti spiega infatti: “Ho la sensazione che ci troviamo di fronte alla stessa situazione che si verificò, nel 2021, quando Omicron cominciò ad affacciarsi in Sudafrica. Ma va ricordato che, in ogni suo successivo sviluppo, questa variante non ha fatto registrare passi indietro riguardo all’aggressività del virus”.

I tamponi rapidi non individuano Cerberus

Un altro aspetto che, invece, il Sars-CoV-2 ha sviluppato, e che caratterizza in particolare Cerberus, è la capacità di sfuggire anche alla rilevabilità tramite tampone rapido antigenico.
“Confermo questo aspetto – riprende il medico – e ne traggo forza per ribadire un concetto: bisogna finire di fare tamponi a chi ha un semplice raffreddore, perché basta che rimanga a casa. In ospedale devono venire solo coloro che hanno sintomi importanti, per sottoporsi agli accertamenti di laboratorio”.

“È questa – conclude Bassetti – la vera convivenza a cui dobbiamo puntare: meno tamponi, meno regole, meno isolamenti, meno gestione “stile 2020/21”. E purtroppo lo facciamo ancora una volta tra gli ultimi, visto quasi tutti Paesi di quell’Europa di cui facciamo parte sono usciti dal “tamponificio”. Non dimentichiamo mai che questo è un mondo aperto, in cui basta andare in un aeroporto per incontrare persone diverse. Così o si fa come la Cina, che chiude le porte a tutti, o si vive il virus con una strategia fatta di vaccini e di tamponi solo quando ce n’è veramente bisogno”.

Alberto Minazzi

3 commenti su “Cerberus sfugge a monoclonali e tamponi. Ecco cosa ne dice Bassetti

  1. Non dovete piu parlare de covid l’oramai e un influenza stagionali punto…….‍♂️


  2. Ciao, la parte finale dopo le virgolette non credo sia in commento di Bassetti. C’è bisogno di vaccini e tamponi! C’è di nuovo fila per i tamponi e purtroppo racconto la mia esperienza , ho fatto la fila per più di un’ora eravamo quasi tutti positivi, tutti con sintomi o in fase di guarigione. Dovrebbe tornare l’obbligo delle mascherine al chiuso, nei luoghi di lavoro ecc . perché la gente non si regola, non solo non rimane a casa con tosse e raffreddore ma continua a non indossarla ed è ovvio che faccia il tampone chi ha sintomi perché capisca come deve curarsi come DEVE evitare di contagiare gli altri. È il virus che anche se per ora meno cattivo sta’ ancora lì e sta colpendo e ricordiamoci sempre il rischio delle varianti che è proporzionale all’aumento dei contagi .


  3. Non cominciamo con falsi allarmismi è ora di curare e non parlare x spaventare ne hanno le scatole piene SMETTETELA!!!!!


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