Con oltre 9 milioni di spettatori, “Buen Camino” non è solo un record al botteghino: è il simbolo di un’Italia che riscopre il piacere del viaggio a passo lento. Dalla legge appena approvata agli itinerari più iconici del Paese, l’Italia valorizza il turismo lento e accessibile a tutti
L’Italia si alza e cammina. Il trend del turismo lento non solo ha conquistato il Paese ma è anche diventato legge.
Dopo il record al botteghino di Checco Zalone con Buen Camino, non è più solo cinema: ora i cammini sono itinerari ufficiali che non rappresentano solo un modo “slow” e ambientalmente sostenibile di vivere il turismo, ma sono anche lo specchio dell’emergere nella società moderna della necessità di una ricerca di se stessi attraverso la disconnessione dai ritmi frenetici della quotidianità.
La Via Francigena, il Sentiero Italia e gli altri cammini citati dalla “legge quadro” approvata anche dal Senato trasformano ogni passo in un piccolo pellegrinaggio laico tra borghi, storia e panorami mozzafiato.
L’Italia ha la sua “Legge sui cammini”
“L’approvazione definitiva della legge sui cammini raggiunta oggi grazie al consenso unanime tra maggioranza e opposizione – ha commentato il ministro del Turismo, Daniela Santanchè – rappresenta una svolta storica per l’Italia. I cammini ottengono finalmente il riconoscimento che meritano, diventando un pilastro strategico per il turismo nazionale”.
Per gli obiettivi perseguiti attraverso la nuova legge, ha quindi ricordato il ministro, è stato previsto, in aggiunta agli oltre 30 milioni già investiti, uno stanziamento di 5 milioni di euro per il periodo dal 2026 al 2028 e di 1 milione l’anno a partire dal 2029.
“Il Ministero del Turismo – riprende Santanchè – assumerà un ruolo centrale nella promozione e valorizzazione degli itinerari italiani, supportato da strumenti innovativi quali la cabina di regia, la banca dati, il tavolo permanente e il programma di sviluppo, che garantiranno un confronto costante tra tutti gli attori del settore”.
La “rete” dei cammini italiani
Si tratta sostanzialmente di un cambio di passo, perché la rete dei cammini italiani è già forte di oltre un centinaio di proposte estremamente variegate: dagli itinerari religiosi a quelli naturalistici, fluviali, marini, lagunari e lacustri, ma anche archeologici o industriali; dai tratti inseriti all’interno di grandi direttrici, anche sovranazionali (la Via Francigena in Italia va dalla Valle d’Aosta a Roma), lunghe migliaia di km (il cammino più lungo del nostro Paese, con i suoi oltre 7 mila km è il Sentiero Italia), ai percorsi “ad anello”, generalmente tra i 70 e i 150 km e che quindi richiedono pochi giorni per essere completati.
Di tutti questi, una buona parte è già inserita nell‘Atlante dei cammini e dal Catalogo dei cammini religiosi realizzato dal Ministero del Turismo.
I restanti sono legati per lo più a iniziative locali avviate più di recente, sull’onda di una crescita costante del numero dei turisti.
Insieme a strumenti specifici di governance, la legge introdurrà in ogni caso anche una nuova banca dati nazionale in cui saranno raccolte informazioni su tracciati, lunghezze, servizi, stato della segnaletica e accessibilità.
L’evoluzione della strategia italiana sui cammini
“Si tratta anche – sottolinea ancora Daniela Santanchè – di un’opportunità per riscoprire territori meno noti, veri custodi di tradizioni autentiche e motori di destagionalizzazione, rafforzando la strategia del Governo per rendere il turismo sempre più efficiente, virtuoso e inclusivo”.
Gli obiettivi posti dalla legge includono infatti sicurezza, accoglienza, turismo lento, diffusione, tradizioni locali, siti storici, minoranze linguistiche, approfondimenti tematici, dialogo interculturale e tutela ambientale.
La nuova strategia di promozione dei percorsi e itinerari si baserà dunque su aspetti quali il rendere più semplici, sicuri e accessibili i percorsi, anche per persone con disabilità o difficoltà motorie, permettendo ai visitatori di conoscere in modo approfondito patrimoni naturalistici, storici, culturali e religiosi, oltre a prodotti enogastronomici e artigianali locali.
Gli effetti attesi con la nuova legge
La tutela e la promozione dei cammini significherà insomma offrire ai viaggiatori un’alternativa ai circuiti turistici tradizionali, contribuendo in tal modo a distribuire i flussi turistici su tutto il territorio nazionale.
“La legge – rileva il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio – consente di migliorare la qualità dei servizi, favorire la destagionalizzazione e valorizzare mete meno conosciute. Sono questi alcuni degli obiettivi principali per sostenere il turismo italiano e continueremo a lavorare in questa direzione”.
Il turismo dei cammini in Italia ha visto una crescita significativa negli ultimi anni.
Nel 2024 sono stati registrati oltre 1,4 milioni di pernottamenti lungo i cammini italiani, con circa 122 mila camminatori certificati tramite le “Credenziali” – il passaporto del pellegrino moderno – e una stima complessiva di quasi 191 500 persone che hanno affrontato almeno un itinerario a piedi, segnando un aumento di quasi il 29 % rispetto all’anno precedente.
Non sono solo numeri: sono persone che scelgono di riscoprire il piacere di un viaggio lento, con una mappa in mano e la meraviglia negli occhi.
Con l’approvazione della nuova legge sui cammini, questo movimento culturale e turistico diventata ufficiale: non più solo itinerari di nicchia, ma parte integrante dell’offerta turistica italiana garantita per legge.
In un Paese che ride con Buen Camino al cinema e cammina con gioia nella realtà, il pellegrinaggio laico dei nostri tempi dimostra che camminare non è solo spostarsi da un punto A a un punto B ma un modo contemporaneo di cercare significato, comunità e bellezza. Passo dopo passo.






















