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Cammini d'Italia: le strade dei Briganti

Cammini d'Italia: le strade dei Briganti
Cammino dei Briganti -Lago di Duchessa

Incrociano la storia dell’Unità d’Italia e la natura incontaminata il Grande Cammino dei Briganti e il Cammino dei Briganti.
Trekking tra Abruzzo e Lucania

A piedi o in bicicletta seguendo le orme del generale filo borbonico Josè Borjes e dei suoi famigerati briganti, lungo un percorso ad anello, immerso nella natura incontaminata e nella cultura meridionali, tra mulattiere e borghi genuini non ancora toccati dal turismo di massa.
Un cammino inusuale e affascinante, che collega le principali tappe storiche del brigantaggio attraverso Abruzzo, Lazio, Molise, Campania e Basilicata, per rievocare un momento storico poco conosciuto, che prende spunto dalla celebre frase di Massimo d’Azeglio, primo ministro del Regno di Sardegna: “Fatta l’Italia, si sono dovuti fare gli italiani”.

Il fenomeno del brigantaggio

Non tutti gli “italiani” dell’epoca accolsero con gioia l’avvenuta Unità.
Quando, il 17 marzo 1861, fu proclamato il Regno d’Italia, si assistette infatti nelle province meridionali all’entusiastica adesione al movimento risorgimentale ma, parallelamente, anche all’esplosione di un ampio e ben radicato movimento di rivolta che si protrasse fino al 1865.
Noto come “Grande brigantaggio“, tenne in pugno e mise all’angolo per lungo tempo le truppe piemontesi con bande di briganti composte soprattutto da contadini disperati, renitenti alla leva, ma anche da soldati del disciolto esercito borbonico che si rifiutarono di prestare giuramento al nuovo re.
Tra i tanti capi dell’insorgenza risorgimentale anti-sabauda si annovera lo spagnolo Josè Borjes, che guidò una spedizione di filo-borbonici con l’obiettivo di riconquistare il perduto Regno delle Due Sicilie.

il generale spagnolo Josè Borjes

Il Grande Cammino dei Briganti

E’ dedicato proprio a Josè Borjes e ai briganti che perirono fucilati insieme al loro condottiero, il Grande Cammino dei Briganti.
500 chilometri da percorrere a piedi in 28 giorni e che collega Sante Maria e Tagliacozzo con Potenza.

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Tipico borgo abruzzese, Sante Marie è adagiato su un colle al confine tra Lazio e Abruzzo, immerso in un paesaggio aspro e selvaggio.
Qui, prima di iniziare il percorso ad anello, si potrà visitare la mostra-museo sul brigantaggio inaugurata nel 2008 a Palazzo Colelli.
In esposizione, cimeli, documenti, armi, foto e lettere d’epoca dell’Italia del periodo pre e post unitario.
La mostra è ispirata alla storia del generale Borjes, catturato proprio a Tagliacozzo alle porte del paese l’8 dicembre 1861.

Un po’ di storia

Il Grande Cammino dei Briganti, nasce da un’idea di Luca Gianotti, coordinatore della Compagnia dei Cammini che aveva già progettato il primo Cammino dei Briganti.
Con l’aiuto dei volontari e di alcuni Comuni dei territori attraversati, è nato infatti un nuovo itinerario, più lungo e completo.
Un percorso sulle tracce del generale Borjes, che vi si avventurò nel tentativo di mettersi in salvo nello Stato Pontificio.
E il racconto di una storia di povertà e oppressione che rievoca i tempi difficili e controversi dell’Unificazione d’Italia, quando i briganti viaggiavano a piedi clandestinamente in opposizione al potere sabaudo, dandosi alla macchia e alla guerriglia.
I Sabaudi, nuovi padroni arrivati dal Nord, avevano decuplicato le tasse e imposto la leva obbligatoria a chi non poteva sottrarsi all’obbligo di custodire la terra.

Ogni tappa ricorda uno dei briganti

I briganti non volevano assoggettarsi ai nuovi padroni, e per questo erano entrati in clandestinità.

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Foto storica di Briganti 1862

“I territori attraversati furono vissuti da tante bande di briganti.
Un censimento ci dice che nel 1861 agivano 39 bande in Abruzzo, 42 al confine con lo Stato Pontificio, 15 nel Molise, 47 nell’entroterra irpino e lucano – spiega Luca Gianotti -. I briganti furono migliaia, come migliaia purtroppo furono i morti di questa guerra civile, così dimenticata dalla storia. Durante il percorso, ogni giorno si raggiungono luoghi importanti per la storia del brigantaggio ed è per questo che ogni tappa porta il nome di un brigante diverso per conoscerli e capire chi erano”.

Il Cammino dei Briganti

Accanto al nuovo Grande Cammino dei Briganti esiste da tempo il Cammino dei Briganti, un sentiero a lunga percorrenza ad anello che si sviluppa a cavallo tra le regioni storico-geografiche della Marsica e del Cicolano, un territorio di confine, oggi tra Abruzzo e Lazio, ieri tra Stato Pontificio e Regno Borbonico.

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Sette giorni d’avventura e di pace

Lungo circa 100 chilometri non supera i 1.200 ms.l.m. tranne che nella tappa, opzionale, del lago della Duchessa ed è percorribile a piedi in sette giorni.
Ci si può appoggiare a piccole strutture familiari, ma si può anche vivere l’avventura di percorrerlo in tenda.
La realizzazione del percorso è iniziata nel 2015 in forma spontanea e soltanto a seguire, con l’arrivo dei primi camminatori, ha trovato l’appoggio delle istituzioni locali e delle attività economiche.
Oltre alla definizione e segnalazione del percorso sono stati realizzati una guida cartacea, un sito web ed una cartina dettagliata dei sentieri.

Come nel caso del Grande Cammino dei Briganti la partenza del sentiero è fissata a Sante Marie, il percorso è indicato da una segnaletica biancorossa.
In queste zone era attiva la “banda di Cartòre”, comandata dal brigante Berardino Viola, ma anche quella degli uomini fedeli a Carmine Crocco e al già citato generale catalano José Borjes.
Come per tutti gli altri cammini, a partire da quelli religiosi, anche il Cammino dei Briganti ha la sua credenziale denominata in questo caso “salvacondotto“, su cui raccogliere i timbri che certificano l’avvenuto percorso.

Claudia Meschini

Un commento su “Cammini d’Italia: le strade dei Briganti

  1. Veramente interessantem


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