Biennale Architettura 2020: progetti, installazioni, conferenze e gioco

Giardini 2019_Photo Andrea Avezzu
Nella foto in alto: Emerging Communities @Biennale Architettura 2020

Paolo Baratta:  «l’identità di una società o di una comunità sta nella qualità dei progetti che è capace di formulare per il suo futuro»

 

Per la prima volta nella storia, la presentazione della 17esima edizione della Mostra Internazionale di Architettura di Venezia è avvenuta in streaming,tramite le piattaforme social della Biennale. Un provvedimento attuato in maniera eccezionale per rispettare le direttive della regione Veneto relative all’emergenza coronavirus.

L’esposizione, che si terrà dal 23 maggio al 29 novembre 2020 (pre-apertura il 21 e 22 maggio), porta il titolo How will we live together? (Come vivremo insieme?).
Un interrogativo aperto in una mostra che «riscontra nella realtà contemporanea -ha spiegato il presidente uscente della Biennale Paolo Baratta – fenomeni che meritano importanti aggiustamenti nelle condizioni dell’abitare e che chiedono di considerare l’essere umano come un’esistenza in relazione alla realtà attuale. In un’epoca in cui può essere diffusa la sensazione non più di essere a cavallo di un progresso che continuamente si diffonde, ma di essere vittime dei cambiamenti che esso comporta -ha concluso – ci pare utile una Biennale che richiami a tutti che l’identità di una società o di una comunità sta nella qualità dei progetti che è capace di formulare per il suo futuro».

As Emerging Communities

 

Biennale Architettura 2020

L’edizione 2020, curata da Hashim Sarkis, offre dunque un’interpretazione del linguaggio architettonico che punta alla risoluzione dei problemi e guarda alle nuove sfide della società moderna ponendosi come artefice di benefici di tipo sociale e culturale.
A esporre i loro lavori tra il padiglione dei Giardini, l’Arsenale e Forte Marghera saranno 114 architetti di 46 Paesi con uguale rappresentazione maschile e femminile . Parteciperanno per la prima volta Grenada, Iraq e Uzbekistan.

L’architettura come forma collettiva

Hashim Sarkis , curatore della 17 Mostra Internazionale di Architettura a Venezia è il presidente della School of Architecture and Planning al MIT (Massachusetts Institute of Technology), ed è proprio dall’istituto di Cambridge che è intervenuto alla presentazione dell’edizione della Biennale 2020.

Hashim Sarkis Photo by Jacopo Salvi, Courtesy La Biennale di Venezia

« Abbiamo bisogno di un nuovo contesto spaziale – ha dichiarato Sarkis – In un mondo caratterizzato da divergenze politiche sempre più ampie e da disuguaglianze economiche sempre maggiori, chiediamo agli architetti di immaginare degli spazi nei quali vivere generosamente insieme. Nel titolo How will we live together? – ha rilevato –  è racchiuso il significato di un’architettura intesa come una forma collettiva di espressione che , con uno sguardo rivolto al futuro, trova approcci pratici e risoluzioni concrete, che è forma di inclusione. How will we live together? -ha concluso- è una domanda antica, recente e urgente che invita sia i partecipanti sia i visitatori alla ricerca delle numerose risposte possibili ».

Progetti, installazioni, conferenze e gioco

L’esposizione proporrà progetti e installazioni interne ed esterne ai padiglioni e sarà arricchita dalle ricerche fuori concorso (Stations + Cohabitats) sul tema designato sviluppate da ricercatori di università di tutto il mondo.
Ma anche da un progetto sul gioco che troverà spazio a Forte Marghera, dove tutto ruoterà attorno al tema “How will we play together?”(Come giocheremo insieme?).
Infine, in collaborazione con il Victoria and Albert Museum London, la Biennale di Venezia presenterà il Progetto Speciale British Mosquesal Padiglione delle Arti Applicate(Arsenale, Sale d’Armi) .

I weekend tematici

A fare da corollario alle numerose proposte, una serie di conferenze e, tra ottobre e novembre, tre weekend per sei appuntamenti dedicati alle nuove sfide che i cambiamenti climatici pongono all’architettura, le nuove tecniche di ricostruzione, il rapporto tra curatela e architettura, il ruolo dello spazio pubblico nelle recenti rivolte urbane,  l’architettura dell’educazione e l’educazione dell’architetto e le forme mutevoli dell’edilizia collettiva nel mondo.

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