La camera ha fissato al 20 gennaio la data limite per l’esame del disegno di legge. Il calendario proseguirà, entro gennaio, con Liguria, Lombardia e Piemonte
Passo dopo passo, il percorso delle 4 Regioni che hanno chiesto allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia procede. Il nuovo tassello che è andato ora ad aggiungersi, con il via libera alla Camera dei deputati, è la fissazione delle date entro cui dovrà essere completato l’esame dei relativi disegni di legge di intesa.
Il calendario partirà il 20 gennaio 2027 con il Veneto, procedendo il giorno successivo con la Liguria, per poi chiudersi entro la fine del primo mese del nuovo anno. La data-limite fissata per la Lombardia è infatti il 27 gennaio e quella per il Piemonte il 28.
Stefani: “Passa la nostra linea”
Dopo la notizia dell’ok dell’aula di Montecitorio non è tardato il commento del presidente del Veneto, Alberto Stefani: “Passa la nostra linea. Date e tempi certi per un obiettivo fondamentale”. “Per il Veneto – prosegue il governatore – si profila il coronamento della riforma del regionalismo differenziato. Esprimo grande soddisfazione per questo voto che segna una delle tappe conclusive di un cammino tanto sentito e partecipato dai Veneti”.
Non si tratta ancora, va sottolineato, di un’approvazione definitiva. Ma proprio l’esito positivo del voto per tutte e 4 le Regioni viene letto da Stefani come “il segno che siamo di fronte a una riforma che non è un vezzo dei Veneti ma che è radicata in ampie parti del Paese. L’autonomia, infatti, non toglie niente a nessuno ma dà a tutti e garantisce la possibilità di accorciare le distanze tra il potere decisionale e i cittadini grazie all’acquisizione di maggiori responsabilità”.
Il voto in Parlamento
L’input sulla fissazione di una “data certa” era arrivato a Montecitorio direttamente dal Governo. Il primo passaggio, in conferenza dei capigruppo, non era riuscito a centrare l’obiettivo per il mancato raggiungimento dell’unanimità. Sulla base del regolamento, l’istanza è dunque passata all’assemblea plenaria, che, relativamente al Veneto, ha solo leggermente modificato la data, inizialmente prevista per il 19 gennaio.
Lo scarto di voti favorevoli del Veneto è stato in ogni caso il più ampio: 44, contro i 38 del Piemonte, i 37 della Lombardia e i 32 della Liguria. L’esame dei disegni di legge è una delle tappe previste nel meccanismo definito dall’articolo 116 della Costituzione, che consente alle Regioni a statuto ordinario di ottenere ulteriori competenze in determinate materie attraverso un’intesa con lo Stato. L’iter parlamentare proseguirà dunque anche nei mesi successivi.
Alberto Minazzi


