Venezia: il Salone nautico svela l’Arsenale

Nella foto in alto: uno scorcio dell’ingresso dell’Arsenale di Venezia

In quello che era il Cantiere di Stato della Serenissima, Venezia ritorna al mare. Lo fa con un Salone Nautico Internazionale atipico e per molti aspetti inedito.
Accanto ai 48 yacht presenti e ai 100 espositori di accessoristica, servizi per la nautica e imbarcazioni da diporto, sviluppa infatti  anche una sezione “scientifica” con tavole rotonde, mostre e convegni sulla nautica, sulla sostenibilità e sull’economia del mare.
Guarda agli amanti della nautica, ma anche agli appassionati di Venezia e delle sue tradizioni, alle famiglie e ai giovani.
Il Salone Nautico Internazionale di Venezia porta con sé anche una forte volontà di rilancio dell’Arsenale, per secoli cuore e simbolo della potenza navale e militare della città.

Venezia, le Tese dell’Arsenale e il bacino visti dall’alto

Il mare al centro della vita produttiva della città

Venezia è oggi uno dei primi home port nel Mediterraneo.
In termini di ‘blue economy’, l’economia del mare, con le  sue 400 imprese che lavorano nel porto, i suoi 200 diversi tipi di servizi offerti, i suoi cantieri nella città storica e Fincantieri a Porto Marghera, la pesca, i trasporti marittimi e il turismo, genera buona parte di quei 130 miliardi di euro che, ogni anno, l’intera filiera produce rappresentando il 10% del PIL italiano.
In città la barca non rappresenta solo un mezzo di lusso. E’ essenzialmente un mezzo d’uso quotidiano. E’ per questo che il  Salone la proporrà in tutte le sue declinazioni, raccontando così anche come si sostanzia buona parte della stessa economia della città.
Accanto a sorprendenti yacht si potranno ammirare così anche le imbarcazioni destinate al trasporto, alla crociera, alla sicurezza della città e al divertimento.
La sfida del Comune di Venezia, che ha promosso l’evento realizzandolo attraverso  la società Vela spa in collaborazione con la Marina Militare italiana, è quella di affidare il rilancio di Venezia al mare e al ritmo della città storica, che proprio sul mare ha misurato per oltre mille anni il suo potere e le sue ricchezze.

L’Arsenale di Venezia

L’Arsenale è una straordinaria testimonianza di quella che fu la prima industria di Venezia.
E’ uno degli ambiti più interessanti della città e ancora, nonostante abbia un migliaio di anni, uno dei luoghi più misteriosi e sconosciuti anche per i residenti.
Fino al 2013 i suoi spazi erano interamente di proprietà del Demanio e del Ministero della Difesa. Inaccessibili, se non per alcune aree in uso alla Biennale (presente dal 1981) e per sporadiche aperture al pubblico legate a particolari eventi.
La L. 221/2012 ha definito sei anni fa il passaggio del 59% del compendio (pari a 274 mila mq) al Comune di Venezia, divenuto così il principale promotore dell’Arsenale e del suo sviluppo. La parte restante è rimasta alla Marina Militare, proprietaria del 41% dell’area (pari a 194 mila mq), degli specchi d’acqua interni, della Biblioteca del Mare e dell’Istituto di Studi Militari Marittimi.
C’è molto da ristrutturare all’interno degli spazi “ereditati”dal Demanio. E ci sono parecchi vincoli. Al suo interno operano diverse istituzioni già presenti al momento del passaggio delle proprietà e alla maggior parte di queste la L.221 garantisce l’uso gratuito, in alcuni casi senza scadenza di locazione.
Altri edifici sono destinati ad “uso sine die” della Marina Militare. Non ci sono all’interno attività produttive ma l’Arsenale incanta con il suo fascino d’altri tempi.

 

Gli spazi dell’Arsenale di notte

L’Arsenale di Venezia e il suo futuro

“Sarebbe ottimale poter approntare un progetto generale con un’ottica di accessibilità pubblica di questi meravigliosi luoghi – dice l’assessore all’Urbanistica e alla Città sostenibile Massimiliano De Martin – Significherebbe introdurre anche altre funzioni. In questo senso è stata un’ottima intuizione, quella del sindaco Luigi Brugnaro, di realizzare proprio qui il primo Salone Nautico Internazionale. Al di là dell’evento in sé, questo rappresenta un primo importante passo per sollecitare l’interesse internazionale“.
Per pianificare, infatti, servono risorse. E se c’è interesse “si può avviare un progetto per un recupero architettonico che richiede un impegno molto importante – spiega l’assessore – Quando è stato presentato il piano degli interventi, nel 2016, ci sono state delle proposte. Una di queste riguarda un intervento unitario interessante. Per rilanciare quest’area -conclude De Martin – c’è bisogno di una visione totale, di una progettazione sostenibile e, soprattutto, che includa una totale fruibilità degli spazi“.

 

 

Chi c’è dietro le mura merlate dell’Arsenale

Nel frattempo, avendo il Comune assunto la proprietà “nello stato di fatto e di diritto” nel quale si trovava nel 2013, attualmente negli spazi dell’Arsenale operano l’Istituto di Scienze Marittime del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-ISMAR) fino al 2024, il Consorzio Venezia Nuova fino al completamento del Mose, Enel Distribuzione Spa, La Biennale di Venezia, con scadenza 2045, la Fondazione Bucintoro, che occupa la Galeazza n.3 per la ricostruzione della storica imbarcazione veneziana, il Bucintoro appunto, il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche (ex Magistrato alle Acque), la società di ingegneria civile e ambientale Thetis Spa con scadenza 2026, la Facoltà di Scienze Ambientali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, la Remiera Francescana, il Consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia (Corila) e Vela Spa con scadenza 2023.
Il comune occupa alcuni uffici per il settore Tutela delle tradizioni e, nell’area del campo sportivo dei Bacini, per la Direzione delle Politiche Educative, della Famiglia e dello Sport.

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