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Temperature record e poca pioggia: in Italia è nuova crisi idrica?

Temperature record e poca pioggia: in Italia è nuova crisi idrica?
Il Fiume Po

La Fondazione Cima ha fatto il punto sulla situazione facendo un confronto con la “grande siccità” del 2022

Dopo un lungo periodo di temperature abbondantemente sopra la media in tutta Italia e in particolare al Centro – Nord, come previsto dagli esperti meteorologi, nella giornata di ieri Giove Pluvio si è scatenato.
Temporali e nubifragi sono arrivati in settentrione in particolare a Milano, Torino e in Veneto e successivamente al centro del Paese. Ciò nonostante, l’emergenza idrica si sta facendo sentire.
In Veneto il presidente Alberto Stefani ha firmato un’ordinanza con la quale viene dichiarato lo stato di emergenza regionale per la siccità su tutto il territorio, in particolare per quanto riguarda il Distretto del Po e il rischio di risalita del cuneo salino. La decisione è stata presa in considerazione della verificata presenza di deficit di precipitazioni, in particolare a partire da marzo con -21%, peggiorato in aprile e ancora sotto media storica nel mese di maggio.

Manca l’acqua

In Veneto al 31 maggio scorso l’intero anno idrologico ha presentato un deficit di -28%, pari a quasi 2,4 miliardi di metri cubi d’acqua mancanti. A peggiorare la situazione è stata la risorsa determinata dalla neve che si è precocemente esaurita a causa delle alte temperature.
Le portate dei maggiori fiumi veneti risultano poi sensibilmente e costantemente inferiori alle medie storiche con Piave, Brenta e Po -23% e Adige -21%. In sensibile discesa è anche il livello del Lago di Garda.

Non va meglio nel resto d’Italia.
Le precipitazioni primaverili tra marzo e maggio sono state inferiori alla media al Nord e sul versante tirrenico con deficit compresi tra -30% e -50% e addirittura punte superiori sulle Alpi. Per quanto riguarda la situazione neve, secondo l’Osservatorio Il Sole 24 Ore, a inizio giugno 2026, l’equivalente idrico nivale nazionale SWE ha segnato un calo drastico pari a -75,96% rispetto alle medie storiche. Una situazione che crea impatto negativo sulla disponibilità di acqua. La Fondazione Cima ha fatto il punto confrontando i dati attuali con quelli della “grande siccità” al Nord del 2022.

Accumulo nivale per provincia. Picco stagionale dal 2011 all’attuale stagione 2025/26. Dati in millimetri di accumulo al 1 luglio 2026

Siccità: estate 2026, estate 2022 a confronto

Alla data del 1 luglio 2026 l’anomalia percentuale rispetto alla media storica raggiunge il -77,7%.
Riguardo alle temperature, in quasi tutta Italia negli ultimi mesi sono state tra + 1°C e + 2° rispetto alla media, con punte in alcune aree della pianura Padana come Veneto ed Emilia Romagna che hanno superato i +2°C, arrivando nel mese di giugno anche a +4°C.
Maggio 2022 è stato generalmente molto più caldo rispetto allo stesso mese di quest’anno, ma il periodo marzo/maggio 2026 è stato più caldo rispetto al 2022. Si tratta quindi di un solo mese più caldo, prima di un giugno infuocato, rispetto ai tre mesi precedenti che in media sono stati più caldi.

Pioggia e neve

Sempre nei mesi compresi tra marzo e maggio, la pioggia è stata lievemente sotto la media al Nord e sull’arco tirrenico mentre altre zone come la costa adriatica meridionale ha visto forti surplus di precipitazioni anche oltre il + 50% pur trattandosi di eventi brevi e intensi.
Il mese di maggio è stato invece molto secco su tutto il Paese.
Nel confronto con il 2022, tuttavia, allora la situazione era ben più critica con anomalie ampiamente sotto  il -50% in tutta Italia.

Dando un’occhiata alla neve, nel 2026 il Po era nella media dopo anni di scarsità idrica, grazie a un inverno generoso di nevicate.
A causa del gran caldo però la risorsa idrica nivale ha subito una fusione molto più accelerata del solito. Nel Triveneto e negli Appennini l’accumulo idrico nivale nell’inverno 2026 è stato tendenzialmente sotto media, con valori simili a quando successo nel 2022. Dal confronto delle due annate è emerso che, almeno per ora, la situazione non è paragonabile a quella del 2022, tuttavia, come spiegano gli esperti,  va costantemente monitorata in quanto le alte temperature di queste ultime settimane possono portare a peggiorare le condizioni di diponibilità idrica.

Silvia Bolognini

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Tag:  siccità