Una guerra appena finita, una fotografia scattata in pochi secondi. E un istante di felicità diventato, per sempre, una delle immagini più celebri del Novecento
14 agosto 1945, New York è impazzita.
La notizia della resa del Giappone corre per le strade, Times Square si riempie di gente, divise, cappelli, cartelli, risate, abbracci.
La Seconda guerra mondiale è finita. Dopo anni di lutti e paura, la città ha voglia di festeggiare senza troppi riguardi.
Alle 17.51 circa, in mezzo a quella folla, un marinaio prende tra le braccia una donna vestita di bianco e la bacia, piegandola all’indietro. Un fotografo vede la scena, si gira, scatta.
Fine della storia? No. È appena cominciata.
Perché quella fotografia, passata alla storia con il titolo V-J Day in Times Square, racconta una cosa che non è mai successa davvero: una storia d’amore. Ma i protagonisti erano due perfetti sconosciuti.
Greta e George
Per decenni nessuno seppe chi fossero.
La fotografia era stata scattata nel caos delle celebrazioni da Alfred Eisenstaedt, fotoreporter per Life.
Il suo scatto aveva fatto il giro del mondo dando vita a una specie di giallo popolare: chi erano i due innamorati di V-J Day in Times Square?
Molti uomini e molte donne sostennero di essere il marinaio o la ragazza della fotografia.
Ma furono smentiti dalle ricerche effettuate.
Oggi sappiamo che i due erano il ventiduenne George Mendonsa e la ventunenne Greta Zimmer Friedman.
Il volume The Kissing Sailor, pubblicato nel 2012, ha messo insieme testimonianze e analisi fotografiche a sostegno di questa ricostruzione. La stessa documentazione del Naval Institute ricostruisce Mendonsa come il marinaio e Friedman come la donna vestita di bianco.
Greta, però, non era un’infermiera. Lavorava come assistente presso uno studio dentistico, e quel giorno, saputo della fine della guerra, era uscita per strada così com’era: con il camice bianco addosso.
Fu così che incontrò quel marinaio euforico e si trovò stretta tra le sue braccia per un bacio che è diventato storia.
Quattro scatti, pochi secondi e uno solo giusto
Alfred Eisenstaedt non stava cercando Greta e George. Stava cercando una fotografia.
In mezzo alla folla vide un marinaio che correva afferrando e baciando ragazze incontrate per strada. Eisenstaedt gli corse davanti con la sua Leica, aspettando qualcosa che avesse una forza visiva particolare.
La donna vestita di bianco spiccava contro la divisa scura del marinaio. Eisenstaedt si voltò e scattò proprio nel momento in cui lui la afferrava e la baciava.
Uno, due, tre, quattro scatti. Finché trovò la diagonale perfetta.
Il contrasto tra il camice bianco di lei e la divisa scura di lui fanno il resto.
È qui che la storia del bacio diventa anche una lezione di fotografia.

Sailor kissing nurse during the celebration of Victory over Japan Day at Time Square, New York City, New York, 15th August 1945
Victory Over Japan Day, New York City, New York, USA – 14 Aug 1945
Anche un altro fotografo era lì
George e Greta attiraronoquel giorno l’attenzione anche di unn altro fotografo della Marina Victor Jorgensen che riuscì a riprenderli da un’angolazione diversa.
La sua immagine venne pubblicata dal New York Times.
I protagonisti erano gli stessi, il momento era lo stesso, ma il risultato era completamente diverso.
La fotografia di Jorgensen documentava il fatto. Quella di Eisenstaedt lo trasformava in un simbolo: quello della fine della guerra.
Le lancette dell’orologio hanno aiutato a risolvere il mistero
La faccenda è diventata persino una questione da laboratorio.
Quando per decenni diverse persone sostennero di essere i protagonisti dello scatto, alcuni ricercatori decisero di affrontare il problema come un piccolo caso scientifico.
Donald Olson e Russell Doescher della Texas State University, insieme a Steve Kawaler della Iowa State University, studiarono le immagini, le ombre, la posizione del sole e gli orologi visibili nella zona.
Il risultato collocava il bacio intorno alle 17.51 e permetteva di restringere anche il punto in cui Eisenstaedt si trovava a fotografare, nella zona di Times Square.
Tutti volevano scoprire chi c’era davvero dentro quell’abbraccio.
Alfred Eisenstaedt, l’uomo che coglieva l’attimo
Senza Alfred Eisenstaedt, Greta e George sarebbero stati soltanto due sconosciuti che si incontrarono per qualche secondo in una strada affollata di New York.
Con questo scatto, per una combinazione irripetibile di caso, caos e talento, sono diventate due persone destinate in qualche modo a restare insieme per sempre.
Nonostante nel corso dei decenni siano state scoperte le loro identità, nonostante sia emerso che Greta Zimmer Friedman e George Mendonsa non erano fidanzati e che dopo quel gesto tornarono ciascuno alla propria vita, che Greta morì nel 2016, a 92 anni e George Mendonsa nel 2019 e che la fotografia sia stata scattata esattamente alle 17.51, dentro la loro immagine resta qualcosa che nessun archivio riesce a spiegare.
Tra tecnica e istinto
Nato in Prussia nel 1989 in una famiglia ebrea ed emigrato negli Stati Uniti nel 1935, Eisenstaedt entrò tra i primi fotografi dello staff di Life nel 1936 e diventò uno dei grandi nomi che avrebbero contribuito a definire il fotogiornalismo del Novecento.
Non solo perché stava sul pezzo. Soprattutto perché aveva la capacità di vedere prima degli altri.
Preferiva le piccole Leica 35 millimetri alle ingombranti macchine fotografiche da stampa dell’epoca. Lavorava spesso con la luce disponibile, senza flash, cercando di essere rapido e poco invasivo. Era un modo di fotografare che permetteva di stare dentro la scena senza interromperla.
La sua carriera ha attraversato praticamente tutto il Novecento: dalla Germania fra le due guerre agli Stati Uniti, dai reportage internazionali ai ritratti di personaggi come Albert Einstein, Marilyn Monroe e Sophia Loren. Fotografava grandi eventi e piccoli gesti con la stessa attenzione, perché per lui il punto non era soltanto ciò che accadeva, ma il momento esatto in cui diventava immagine.

Actress Sophia Loren laughing while exchanging jokes during lunch break on a movie set, Rome, Italy, June 1961.
Sophia Loren, Rome, Italy
Una fotografia che non ha mai smesso di cambiare
Greta e George furono immortalati il 14 agosto del 1945.
Life pubblicò la fotografia il 27 agosto tra le tante immagini delle celebrazioni della vittoria.
Il tempo fece il resto.
Il marinaio e la ragazza diventarono simboli, anche perché i loro volti sono quasi completamente nascosti. Non sembrano più soltanto Greta e George ma due giovani innamorati che si ritrovano dentro un momento enorme della Storia. Potevano essere chiunque.
Ed è forse questo il motivo per cui, ottantuno anni dopo, continuiamo a fermarci davanti a quella fotografia.
Greta e George rappresentano il momento esatto in cui una folla comprende di poter tornare a vivere.


