Sabato 26 e domenica 27 settembre tornano le Giornate Europee del Patrimonio: aperture straordinarie, visite e percorsi alla scoperta di luoghi spesso inaccessibili
Aperture straordinarie, visite guidate, archeologia, arte e percorsi alla scoperta di luoghi spesso inaccessibili.
Sabato 26 e domenica 27 settembre tornano anche in Veneto le Giornate Europee del Patrimonio, con un programma diffuso nelle diverse province della regione.
Due giornate per riscoprire un patrimonio vastissimo e stratificato, fatto non soltanto di musei e monumenti, ma anche di paesaggi, architetture, tradizioni e memorie.
Il tema scelto per questa edizione, “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare”, invita a guardare al patrimonio culturale non come a qualcosa di immobile, ma come a una realtà viva, capace di trasformarsi e di continuare a dialogare con il presente.
Un’occasione, quindi, anche per riflettere sulle trasformazioni che nel tempo hanno interessato luoghi, edifici, collezioni e paesaggi.
Alla scoperta dei musei archeologici di Venezia e Altino
È proprio il concetto di “rinnovare” a fare da filo conduttore al programma dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, che con le visite guidate “Antichi rinnovamenti” propone un percorso che raccoglie in un solo racconto la storia della trasformazione delle quattro sedi museali e delle loro collezioni.
Per l’occasione sono previste visite guidate nelle sedi veneziane, il Museo di Palazzo Grimani, il Museo archeologico nazionale di Venezia e il futuro Museo archeologico nazionale della Laguna di Venezia al Lazzaretto Vecchio, e al Parco archeologico di Altino, che rimarrà eccezionalmente aperto al pubblico in orario serale con un biglietto d’ingresso alla tariffa speciale di 1 euro, fatte salve le gratuità previste per legge.
La prenotazione è obbligatoria per tutte le visite guidate: museivenezialaguna.cultura.gov.it.
Parola chiave: rinnovamento
«L’appuntamento con le Giornate Europee del Patrimonio riveste una grande importanza e assume un significato ancora più profondo in un territorio composito come quello veneziano – spiega la direttrice dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna, Marianna Bressan – Per questa edizione abbiamo scelto di declinare il tema “Proteggere il patrimonio. Rinnovare, resistere, reinventare” concentrandoci sulla parola chiave rinnovamento, perché una delle missioni del nostro Istituto è proprio rinnovare la percezione dell’archeologia e il modo di raccontarla al pubblico.

Le nostre sedi parlano, ciascuna in modo diverso, proprio di trasformazione: a Palazzo Grimani attraverso il rinnovamento architettonico e storico-artistico di una dimora patrizia; al Museo archeologico nazionale attraverso la reinterpretazione rinascimentale della scultura classica e in particolare della statua dell’Agrippa; ad Altino attraverso il rinnovamento urbanistico della città antica; al Lazzaretto Vecchio attraverso le molte vite di un’isola che nei secoli ha continuamente mutato funzione e che oggi si prepara a diventare museo. Raccontare questi “Antichi rinnovamenti” significa mostrare come il patrimonio che tuteliamo non sia qualcosa di immobile, ma il risultato di trasformazioni continue: conoscerle e comprenderle è anche il primo passo per proteggerlo».
A Venezia sono numerosi anche gli altri appuntamenti che permettono di entrare in contatto con luoghi e storie meno conosciuti. Tra questi, l’apertura straordinaria di Palazzo Soranzo Cappello, sede veneziana della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, prevista domenica 27: un’occasione per scoprire anche il giardino storico dell’edificio attraverso visite guidate.

Da Padova a Este, un viaggio sonoro e immersivo nella Preistoria
Spostandosi verso Padova, uno degli appuntamenti più curiosi è quello proposto nell’ambito di “Sentieri di Storia”, con un viaggio sonoro attraverso 35.000 anni di storia: strumenti musicali della Preistoria verranno ricostruiti e presentati al pubblico, in un percorso che comprende anche un laboratorio dedicato alla realizzazione di un flauto globulare neolitico.
Particolarmente suggestiva anche la proposta del Museo nazionale Atestino di Este, che sabato sera resterà aperto straordinariamente fino alle 23.30. Al centro dell’iniziativa sarà la palafitta del Laghetto della Costa di Arquà Petrarca, sito UNESCO, raccontata anche attraverso un’esperienza immersiva in realtà virtuale.
Domenica, invece, un appuntamento sarà dedicato alla figura di Alessandro Prosdocimi e alla scoperta dei Veneti antichi.
Tra Freya Stark, antichi mestieri e storia medievale
In provincia di Treviso, le Giornate Europee del Patrimonio diventano l’occasione per riscoprire luoghi, memorie e tradizioni del territorio. Ad Asolo, il Museo Civico propone due appuntamenti: “Esplorare con la fotografia: i viaggi di Freya Stark”, dedicato alla celebre viaggiatrice e al suo rapporto con il mondo della fotografia, e “La Tessoria Asolana. Trame di storia locale”, che riporta al centro antiche tecniche artigianali attraverso una dimostrazione di filatura e l’utilizzo di telai storici.
Ad Ormelle, invece, sarà possibile visitare il complesso templare e la chiesa dei Cavalieri del Tempio, una testimonianza particolarmente significativa della storia medievale locale.
Un patrimonio che non si limita dunque alle grandi istituzioni museali, ma comprende anche edifici, paesaggi, tradizioni e testimonianze apparentemente minori, capaci di raccontare la storia di una comunità.

Anche la provincia di Belluno partecipa alle GEP con un appuntamento dedicato all’archeologia.
A Feltre, l’area archeologica di Piazza Duomo sarà protagonista della “Visita accompagnata alla Feltre sotterranea”, un percorso che permette di conoscere una parte importante della storia più antica della città attraverso le strutture conservate sotto l’attuale tessuto urbano. Un patrimonio nascosto, dunque, che torna visibile grazie alla possibilità di attraversarlo e raccontarlo direttamente.

A Vicenza il programma si apre anche alla musica con “Vicenza InCanto. La grande festa della coralità vicentina”, in programma domenica 27 settembre.
Sedici cori saranno protagonisti di un itinerario musicale che coinvolgerà musei e palazzi del centro storico, creando un dialogo tra patrimonio architettonico e patrimonio immateriale.
Sempre a Vicenza, la “Passeggiata Patrimoniale del Peronio Vicentino” condurrà i partecipanti alla scoperta di uno dei luoghi centrali della vita civile, commerciale e politica della città nel Quattrocento.
Ma Vicenza sarà anche al centro di una manifestazione di protesta: sabato 26 alle 11, la Guardia Archeologica Nazionale promuove una manifestazione pubblica davanti all’Oratorio di Sant’Antonio, nel quartiere Ferrovieri, per chiedere tutela, salvaguardia e un futuro per lo storico edificio, un piccolo gioiello settecentesco che rischia di essere dimenticato e dal quale sono recentemente scomparse due figure angeliche che un tempo decoravano il fastigio dell’altare.

Le fotografie storiche parlano chiaramente: gli angeli erano lì.
Nelle immagini più recenti non compaiono più. “Sabato non saremo davanti all’Oratorio soltanto per chiedere dove siano finiti i due angeli – dichiara Paolo Caratossidis, fondatore della Guardia Archeologica Nazionale – Saremo lì soprattutto per chiedere quale futuro vogliamo dare a questo luogo. Le Giornate Europee del Patrimonio ci ricordano che proteggere significa anche accorgersi dei beni prima che sia troppo tardi. Questo Oratorio deve essere salvato dalla spoliazione e dal degrado”.
Le GEP – Giornate Europee del Patrimonio (European Heritage Days), sono da oltre trent’anni la più estesa e partecipata manifestazione culturale d’Europa, promossa dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione Europea che ogni anno si svolge in contemporanea nei paesi aderenti alla Convenzione culturale europea. In ognuno, una rete composta da enti regionali e locali, gruppi privati e civici e migliaia di volontari si occupa dell’organizzazione di eventi che si articolano a partire da un tema paneuropeo specifico, con l’obiettivo di incentivare e promuovere la conoscenza del patrimonio e dell’identità culturale nazionale ed europea.
Claudia Meschini



