Un grande esemplare femmina è arrivato davanti al porto della città ligure, a un miglio dalle Secche della Meloria. E nel Mediterraneo è arrivato anche lo squalo balena
Un grande squalo mako, una femmina di circa due metri e mezzo, è stato avvistato e pescato al largo di Livorno, a un miglio dalle Secche della Meloria.
È rimasto all’amo per una cinquantina di minuti, prima di riuscire a liberarsi e tornare in mare.
Un incontro non così frequente sotto costa, che riporta l’attenzione sulla presenza degli squali nel Mediterraneo.
E non è l’unica osservazione recente che sta facendo discutere: nelle acque del Mediterraneo è stato segnalato infatti anche lo squalo balena.
Il video di Marco Volpi
Il mako ha abboccato all’amo di un pescatore esperto, Marco Volpi, con i suoi 54 titoli tra campionati mondiali e italiani uno dei nomi più noti della pesca sportiva nel nostro Paese, che ha diffuso la notizia sui social attraverso un video e descrivendo l’accaduto come un’esperienza incredibile fatta di una cinquantina di minuti di lotta con il grosso pesce, di cui si stima un peso di 110-120 chili.
Dopo i due avvistamenti nelle acque del Salento, l’ultima al largo di Gallipoli, in provincia di Lecce, questa volta il formidabile e agile predatore è giunto a un miglio dalle secche della Meloria e a sei dal porto di Livorno.
Potenzialmente molto pericolosi e velocissimi, non aggressivi
La specie mako è distribuita nelle acque tropicali e temperate.
Occasionalmente è stato avvistato anche nel Mar Mediterraneo ed è uno dei pesci più veloci al mondo.
Grazie al corpo idrodinamico e ai muscoli progettati per sprint fulminei, può infatti raggiungere velocità superiori a 70 km/h. E’ semplice riconoscerlo: ha un corpo snello, affusolato e le sue pinne pettorali, più corte rispetto a quelle di altri squali, contribuiscono a ridurre la resistenza del corpo all’acqua mentre la pinna caudale, a forma di mezzaluna, funziona come un potente propulsore.
“Gli squali mako sono animali potenzialmente pericolosi ma normalmente non aggressivi, – sottolinea Alessandro De Maddalena, tra i più importanti esperti italiani di squali -. I casi di attacchi all’uomo sono incredibilmente rari, solitamente evitano contatti umani ed è molto raro che si avvicinino alle coste se non in caso di passaggio delle loro prede preferite che sono sgombri, tonni. Contrariamente, se incontrano esseri umani, in genere se ne allontanano in quanto hanno natura molto schiva. O si avvicinano alle imbarcazioni da pesca per la presenza di pastura o esche”.

Fare il bagno non deve destare preoccupazione
“Fare il bagno nel Mar Mediterraneo non è assolutamente pericoloso – precisa Alessandro De Maddalena – anche perché delle specie di squali ritenute pericolose ne sono rimaste pochissime. Non è quindi necessario usare reti anti squalo, un sistema altamente distruttivo, non selettivo che può uccidere anche altre specie di animali. Una cosa di cui dobbiamo preoccuparci non è di essere morsi da uno squalo ma di non vederli più perché stanno scomparendo e diverse specie rischiano di estinguersi“.
Lo squalo mako ha una forma slanciata, il muso appuntito, denti allungati e ricurvi, una colorazione bluastra e la pinna caudale quasi simmetrica. “E’ un animale che vive stabilmente nel Mediterraneo ed è una delle specie più altamente distribuite a livello mondiale – continua De Maddalena -. Quando si dice che è potenzialmente pericoloso significa che in teoria potrebbe morsicare qualcuno, ma lo fa soltanto in casi eccezionalmente rari, in cui si senta in pericolo o sia ferito. Per contro è l’uomo a uccidere milioni di squali mako ogni anno e l’Italia è uno dei più grossi importatori della sua carne”.

Il mako è anche una delle poche specie, assieme a quello bianco, capace di spettacolari salti fuori dall’acqua: durante la caccia può emergere con incredibile potenza e slancio compiendo balzi addirittura di oltre 6 metri sopra la superficie che lo aiutano a stanare o disorientare le prede veloci.
Lo squalo balena, una nuova presenza nel Mediterraneo
Non è il solo tipo di squalo e nemmeno il più strano a essere stato avvistato nel nostro mare.
“Parlando di specie aliene, ovvero non registrate precedentemente nelle acque del Mediterraneo, è il caso dello squalo balena del quale sono state riportate recentemente tre osservazioni – racconta l’esperto – mentre prima era stata soltanto ipotizzata. Si tratta comunque di un innocuo mangiatore di plancton, un animale estremamente docile, assolutamente non pericoloso”.





