Arte e Cultura +

Casa dei Carraresi, a Treviso, rinasce e diventa museo

Casa dei Carraresi, a Treviso, rinasce e diventa museo
Salone di Casa dei Carraresi, veduta generale @ Andrea Avezzù

Dal 2 ottobre un nuovo percorso permanente unisce arte del Novecento, contemporanea e affreschi medievali. Fontana, Vedova e Bruskin nel nuovo museo permanente

Per oltre un paio di anni, la trevigiana Casa dei Carraresi, uno spazio di oltre 2 mila metri quadrati di superficie espositiva in un edificio medievale nel cuore di Treviso, è stata oggetto di un intervento di recupero e valorizzazione per riportare a nuova vita il prestigioso edificio che comprende anche Ca’ Brittoni, dove sono conservati affreschi tre-quattrocenteschi di particolare importanza. Il prossimo 2 ottobre gli spazi potranno nuovamente accogliere il pubblico con un percorso espositivo permanente curato da Silvia Burini e Giuseppe Barbieri a Casa Dei Carraresi e con opere dell’artista russo Grisha Bruskin nell’ala di Ca’ Brittoni.

Grisha Bruskin, In bilico (2001-2003), installation view @ Andrea Avezzù

L’arte del Novecento nel nuovo Museo

Il nuovo Museo di Casa dei Carraresi è destinato a espandersi ad altre sedi cittadine quali Ca’ Spineda, già sede di una parte delle collezioni che da metà dicembre saranno arricchite con nuove nature morte, icone e installazioni e Monte di Pietà.
A oggi la Fondazione ha investito oltre 210 milioni di euro per la valorizzazione e la fruibilità delle proprie sedi storiche, del suo patrimonio artistico, delle biblioteche e dei fondi librari, promuovendo nel tempo premi letterari, convegni, mostre, restauri, eventi teatrali e musicali, progetti editoriali. Non solo.
Negli anni la collezione permanente è cresciuta grazie a diverse donazioni di artisti e collezionisti tra le quali, in tempi più recenti, quelle di Dino Gavagnin, Narci Simion, Enzo Ciprian, Alexander Kanevsky, Otello Fabri, Mario Mattiuzzi e la famiglia Vavassori.

La donazione di Monsignor Gino Bortolan e l’esposizione a Casa dei Carresi

L’inaugurazione del nuovo Museo permanente è il primo passo verso la realizzazione del Museo diffuso per creare un dialogo continuo tra il contenitore e il contenuto: le maestose architetture storiche medievali e rinascimentali dei palazzi trevigiani si fondono con le collezioni d’arte del Novecento e le installazioni tipiche dell’arte contemporanea.

Casa dei Carraresi
Casa dei Carraresi, Courtesy of the Fondazione Cassamarca

Molte delle opere che trovano posto nei nuovi spazi che aprono al pubblico, fanno capo alla donazione di Monsignor Gino Bortolan, già direttore del Museo d’Arte Sacra di Venezia, Rettore di Santa Maria del Giglio, nonché punto di riferimento di gran parte degli artisti che hanno vissuto e frequentato la città negli ultimi 60-70 anni.
Nel 2008 Mons. Bortolan ha voluto donare alla Fondazione Cassamarca una ricca collezione che comprende circa 2.900 opere grafiche e disegni, 160 dipinti e una raccolta di oltre 3 mila volumi d’arte da lui raccolte nel corso dei decenni.
Tra gli artisti presenti nel nuovo allestimento ci sono Baj, Cagli, Fontana, Manzoni, Plessi e diverse figure di rilievo del contesto veneto quali Vedova, Tancredi, Santomaso, Saetti e Pizzinato.  La scelta curatoriale del Museo permanente di Silvia Burini e Giuseppe Barbieri dell’Università Ca’ Foscari di Venezia va oltre un ordinamento rigidamente cronologico, privilegiando un dialogo tra forme, colori, linguaggi e sensibilità artistiche, anche attraverso una puntuale definizione delle pareti e del sistema di illuminazione delle opere.

casa dei carraresi
Sale laterali di Casa dei Carraresi @ Andrea Avezzù

Grisha Bruskin protagonista a Ca’ Brittoni

Negli spazi di Ca’ Brittoni sono le grandi installazioni dell’artista russo Grisha Bruskin a dialogare con l’architettura e le decorazioni tardo medievali dell’edificio.
Nel 2015 Bruskin ha donato quattro lavori alla Fondazione. Si tratta di installazioni che sono riunite sotto il titolo “Sull’orlo del tempo”, posizionate con cura particolare dell’illuminazione per enfatizzare la drammaticità.
“In bilico” (2001-2003) racconta la memoria e l’archeologia della vita individuale; “L’Ora X” (2012) il mito del nemico, del pericolo e dell’alterità; “La vita è ovunque” (1998-1999) la rappresentazione ironica e disincantata della società sovietica e “L’universo sul tavolo” (2002-2003) la riflessione sulla scomparsa di un sistema di potere e sulle sue rovine.

casa dei carraresi
Grisha Bruskin, L’ora X (2012), installation view @Andrea Avezzù;

Attraverso personaggi, oggetti e situazioni sospese tra realtà e immaginazione, Bruskin costruisce una riflessione sulle forme della storia e sulle modalità con cui l’arte può conservare, interrogare e trasformare la memoria.
Nella sequenza espositiva di Ca’ dei Brittoni, la pittura tardo medievale e la scultura contemporanea si incontrano attraverso temi comuni quali la fragilità dell’esistenza , il potere, la memoria e il rapporto tra individuo e storia.

Silvia Bolognini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.