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Altre quattro bandiere arancioni per i borghi italiani

Altre quattro bandiere arancioni per i borghi italiani
Rusio, Castione della Presolana @Federico Tomasoni

Diventano 274 le eccellenze del Touring Club.
Ecco dove la qualità dell’accoglienza va di pari passo con la sostenibilità ambientale.

Per i borghi Bandiere Arancioni questo 2022 si chiude col botto.
In questi giorni, infatti, il Touring Club Italiano ha assegnato il prestigioso riconoscimento ad altri 4 comuni del Belpaese: Castione della Presolana, Moltrasio, Morrovalle e Picinisco. Quattro piccole perle che si aggiungono alle 3 premiate lo scorso mese di maggio.
Sale così a 274 il numero de borghi italiani che si distinguono per l’offerta turistica e l’accoglienza di qualità.

Castione della Presolana (Bergamo)

Una bella cinquina per la provincia di Bergamo che ai vessilli già assegnati a Almenno San Bartolomeo, Clusone, Gromo e Sarnico aggiunge quello di Castione della Presolana.
Antiche chiese, ville in stile liberty, piccole e sperdute frazioni di montagna, contrade dalle architetture contadine come quella di Rusio, panorami mozzafiato e paesaggi incontaminati, una valle assolata capace di affascinare chiunque e in ogni stagione.
Immersa in un silenzio quasi irreale, Castione è una delle località turistiche più note della Val Seriana, in provincia di Bergamo, e il suo territorio si sviluppa ai piedi della Presolana, il massiccio montuoso conosciuto come la “Regina” delle Prealpi Orobie Bergamasche.

La Presolana @Federico Tomasoni

Da sempre qui l’accoglienza è di casa e il Touring Club l’ha premiata non soltanto per il contesto paesaggistico e la capacità di promuovere in maniera efficace le risorse naturalistiche ma anche per le strutture ristorative, ricettive e punti vendita di prodotti tipici e artigianato.

Moltrasio (Como)

Con questo vessillo sale a 18 il numero delle Bandiere Arancioni assegnate alla Lombardia.
Dopo Castione della Presolana, il Touring ha premiato infatti anche Moltrasio, comune adagiato sulla sponda occidentale del lago di Como.

bandiere arancioni
Moltrasio @Carlo Porro

Una destinazione fatta di paesaggi straordinari che da secoli continuano ad affascinare artisti e viaggiatori da tutto il mondo ma che non è fatta soltanto di località glamour.
Moltrasio di fatto è un piccolo comune di circa 1.500 abitanti a pochi passi dalla più famosa Cernobbio. Un luogo vivace inserito in un contesto naturalistico dal fascino senza tempo, che fin dal 1700 è stato meta di villeggiatura.
Lungo stradine e scale pavimentate in pietra si scoprono ambienti differenti che dalle rive del lago giungono ai parchi e ai giardini di famose dimore storiche, come Villa Le Rose dove soggiornò Winston Churchill. Grazie a 4 itinerari tematici si sale in quota, ci si inoltra in una natura rigogliosa fatta di prati e boschi verdissimi. Ricco anche il patrimonio storico di Moltrasio, come la chiesetta romanica di Sant’Agata, interamente costruita in pietra locale a testimonianza dell’attività delle cave nel territorio.

Morrovalle (Macerata)

Con la Bandiera Arancione assegnata a Morrovalle, salgono a 25 le coccarde delle Marche, che diventano così la terza regione più “arancione” d’Italia.
Morrovale sorge su una collina a 245 metri sul livello del mare.
Come si legge nella motivazione del TCI, “il centro storico è raccolto, tipico e ben conservato e gli attrattori storico-culturali, che si possono scoprire attraverso un percorso di visita ben strutturato e a un’efficiente segnaletica di indicazione, sono in buono stato di manutenzione”.
Questa città di poco più di 10.000 abitanti è un concentrato di storia, cultura e bellezze paesaggistiche.
Di impronta medievale, Morrovalle nel secolo scorso è diventata uno dei centri più noti del distretto calzaturiero fermano-maceratese e vanta anche il riconoscimento di “Città del Vino” perché qui vengono prodotti vini della DOC Colli Maceratesi, tra cui Verdicchio di Jesi e Vernaccia di Serrapetrona, e il tradizionale vino cotto.

Morrovalle

Picinisco (Frosinone)

La quarta Bandiera Arancione è andata al comune di Picinisco, piccolo centro appenninico che sorge nel versante laziale del Parco Nazionale Abruzzo Lazio e Molise.
Anche Picinisco è di origine medievale e si trova a circa 700 metri di altitudine, con un centro storico dominato dal castello e “vegliato” in lontananza dal massiccio del monte Meta.
Ed è proprio il contesto paesaggistico a fare la differenza, con una natura rigogliosa, i panorami fiabeschi e dove la frenesia è messa al bando perché qui la vita è semplice.
In questo luogo che sembra sospeso nel tempo, l’accoglienza è autentica.  Un’accoglienza che è fatta anche di recupero del patrimonio storico architettonico e di offerta enogastronomica di qualità fatta di prodotti locali eccellenti come formaggi, olio, vino e carni.

bandiere arancioni
Picinisco

Le bandiere arancioni e il nuovo turismo dei borghi

Il turismo nei piccoli borghi, nato come risposta alla pandemia, piace sempre di più e soprattutto ai giovani.
Consente di conoscere piccoli comuni vivi, ricchi di attrattive culturali, inseriti in contesti paesaggistici integri e che si distinguono per la qualità dell’accoglienza e la sostenibilità ambientale. Ottenere la Bandiera Arancione rappresenta un volano per l’economia e lo sviluppo dei borghi dell’entroterra italiano e a dirlo sono le stime del Touring Club che parlano di incrementi degli arrivi che sfiorano il 45%.
Ma per entrare nel ristretto club delle Bandiere Arancioni bisogna soddisfare appunto due requisiti: il territorio comunale deve essere nell’entroterra, del tutto privo di tratti costieri marini, e la popolazione non deve superare i 15.000 abitanti.

Luisa Quinto

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