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Venice Noir: Venezia svela il suo lato più oscuro

Venice Noir: Venezia svela il suo lato più oscuro

Torna, dal 12 al 15 novembre, l’appuntamento con il festival di letteratura noir, crime, thriller e mistery. Attesi grandi nomi internazionali e italiani: da Rankin a Gwinne-Jones, da Strukul a Toso Fei, da Molesini a Sambrotta, Tuti e Pennacchi

C’è la Venezia che tutti conoscono, fatta di opere d’arte e architettura, richiamo irresistibile per turisti da ogni dove che affollano Piazza San Marco, Rialto, i suoi ponti e le sue calli.
Ma ce ne sono anche molte altre. E una di queste è avvolta nel mistero, che si rivela quando cala la sera o la nebbia sale lenta dai canali.
Proprio in questo contesto si sviluppa la 3^ edizione di “Venice Noir”, il festival internazionale dedicato a noir, crime, thriller e mistery.
Per 4 giornate, dal 12 al 15 novembre, Venezia diventa così un palcoscenico sul quale si raccontano storie misteriose ed affascinanti, immersi in uno scenario ideale che invita a scoprire la sua anima oscura.

Visite guidate Venice Noir

Venezia svela il suo lato più oscuro

Diretto artisticamente da David Hewson, scrittore britannico autore di 7 romanzi ambientati in città, per quanto riguarda la sezione inglese e da Giacomo Brunoro per quella italiana, il festival porta a Venezia alcuni tra i nomi più rappresentativi del genere noir.
Tra questi, solo per citarne alcuni, Ian Rankin, maestro del crime scozzese; Philip Gwinne Jones; Matteo Strukul, autore italiano tra i più letti a livello internazionale; lo scrittore veneziano Alberto Toso Fei; Andrea Molesini già vincitore nel 2010 del Premio Campiello; Livia Sambrotta; Ilaria Tuti, una delle voci più singolari del thriller europeo; Andrea Pennacchi, attore e drammaturgo italiano che ha esordito nel genere giallo e thriller storico con la saga che vede protagonista William Shakespeare. E ancora Denise Mina, Elly Griffiths, Piergiorgio Pulixi, Fulvio Ervas, Alessandro Robecchi e Roberto Tiraboschi.
Gli appuntamenti di “Venice Noir” 2026 sono consultabili, per informazioni e prenotazioni, sul portale dedicato e si svolgono all’Ateneo Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, il più antico istituto culturale in attività a Venezia, e altre location cittadine.

Il luogo ideale per “Venice Noir”

“Credo che poche città al mondo siano adatte a ospitare una rassegna come questa per il mix di volti che ha. Aspetti soft, monumentali, legati al sentimento ma anche aspetti di tenebra, di ombra, di mistero e di delitto, che bene sono raffigurati all’interno di questo Festival”, sottolinea Alberto Toso Fei, scrittore, saggista, giornalista e autore di libri che hanno creato un nuovo modo di raccontare Venezia.

Livia Sambrotta

Dallo scorso anno, il festival ha aperto anche alla fiction italiana di genere. E, per Livia Sambrotta, ospite quest’anno, attiva da anni nel settore cinematografico, affiancando alla scrittura una solida esperienza nella settima arte (e il cui ultimo lavoro è il thriller “Fuoco”) “Venezia è particolarmente efficace perché unisce bellezza, mistero e spaesamento. La sua struttura labirintica con le calli strette, i ponti che si replicano e la barriera liquida è perfetta per rendere la tensione psicologica, l’ossessione e la sensazione di essere costantemente manipolati. Inoltre, la nebbia, i riflessi sull’acqua e le ombre celate dietro la magnificenza dei palazzi, amplificano i temi del doppio e della scissione dell’identità. Lo spazio urbano diventa così la trasposizione del dedalo mentale dei protagonisti: per arrivare alla verità, sono destinati a perdersi”.

Scoprire la città attraverso i suoi lati più insoliti

Philip Gwynne Jones

Lo scrittore britannico autore della popolare serie di thriller/gialli con protagonista Nathan Sutherland ambientata in Laguna, Philip Gwinne Jones, alla domanda sul perché Venezia sia il luogo ideale per ambientare storie criminali risponde: “Prima di trasferirmi a Venezia avevo passato 15 anni a Edimburgo e non mi ero mai sentito ispirato a scrivere nulla. A dire il vero, è stata principalmente colpa di quel Rankin che era arrivato lì circa vent’anni prima di me. Ma c’era qualcosa in Venezia che mi faceva venire voglia di scrivere. Non importa quanto la città possa essere sicura: cammina in quelle calli strette di notte, quando le ombre si allungano, e ogni angolo buio diventerà un luogo di mistero. Perché le pietre di Venezia sono qui da millecinquecento anni. E quelle pietre hanno lunghi ricordi e storie da raccontare. Non c’è da meravigliarsi se La Serenissima continua a essere un’ispirazione per gli scrittori. Speriamo che sia un’ispirazione anche per i lettori”.

Gondola Noir Ian Rankin

Accanto agli incontri letterari, “Venice Noir” propone esperienze affascinanti ed immersive, con percorsi in italiano e in inglese pensati per accompagnare il pubblico tra storie, leggende, luoghi segreti e atmosfere noir. E’ possibile infatti partecipare al tour “Gondola Noir” con partenza dall’Accademia e arrivo a San Marco e alle visite guidate “Venice Noir” con guide turistiche abilitate che accompagnano ad esplorare angoli tetri teatro di delitti efferati, eventi inquietanti ed enigmi ancora irrisolti.

Silvia Bolognini

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