Ambiente +

Veneto: nel Bellunese censiti 27 branchi e fino a 128 lupi

Veneto: nel Bellunese censiti 27 branchi e fino a 128 lupi
Ph© Christel Sagniez

Il monitoraggio con fototrappole e radiocollari racconta una presenza capillare, anche vicino alle aree antropizzate. E dal 2027 il modello Belluno diventerà il sistema di riferimento per tutto il Veneto

Gli episodi di cronaca, ormai sempre più frequenti, che riguardano predazioni e attacchi ad allevamenti e greggi, avvistamenti di lupi in Veneto come anche in altre parti d’Italia, parlano chiaro.
La convivenza con questi animali sta diventando una realtà, considerato che sanno adattarsi e possono tranquillamente trovarsi anche in prossimità delle città.
A confermarlo sono anche i risultati del monitoraggio della Provincia di Belluno che si avvale dal 2023 del team di ricerca dell’Università di Sassari, guidato dal docente di Zoologia Marco Apollonio, uno dei massimi esperti a livello nazionale dei grandi carnivori. Sul territorio, nel 2025, sono risultati presenti 27 branchi per un totale stimato tra 111 e 128 esemplari dislocati in tutta la provincia di Belluno.

lupi
Marco Apollonio

Il monitoraggio preciso con fototrappole e radiocollari

“Bisogna innanzitutto precisare che sono i dominanti, ovvero la coppia riproduttiva dei genitori, a determinare la presenza di un branco di lupi – spiega Marco Apollonio -. Quindi non basta avvistare un esemplare per poter affermare che in una determinata zona vi sia una colonizzazione. Questo perché, quando i giovani lupi raggiungono l’età adulta, in genere tra 1 e 3 anni, lasciano il branco d’origine alla ricerca di un territorio nuovo o di un partner. Sono i cosiddetti “lupi in dispersione”, che possono percorrere parecchi km da soli anche attraversando aree antropizzate – dove appunto possiamo incontrarli – o insolite. Oppure vi possono essere esemplari solitari di passaggio in quanto alla ricerca delle condizioni ideali per fermarsi. Il metodo di monitoraggio che stiamo utilizzando ha l’obiettivo di arrivare a riconoscere gli individui riproduttivi proprio per arrivare ad avere dei dati precisi”.
Il monitoraggio in corso, che ha dato i suoi puntuali risultati lo scorso anno e che è programmato fino al 2028 compreso, si avvale dell’uso di fototrappole disposte secondo una griglia proporzionata all’estensione media dei territori occupati e  di radiocollari satellitari che permettono di seguire in tempo reale gli spostamenti dei lupi.

lupi

 

Un modello per tutta la Regione Veneto nel 2027

I risultati ai quali si è arrivati (a breve saranno forniti i dati del 2026 che sostanzialmente non differiscono di molto da quelli del 2025), come anticipa Marco Apollonio, sono frutto del costante impegno portato avanti dagli agenti della Polizia provinciale di Belluno e dagli uffici Caccia e Pesca assieme al team di ricerca dell’Università di Sassari, formato da cinque accademici, tre dottoranti, 7 professionisti di diverse età ed esperienze e 4 catturatori coordinati dal docente Marco Apollonio.
“L’importanza di questo tipo di monitoraggio è significativa partendo dalla considerazione che non si può gestire ciò che non si conosce – precisa Marco Apollonio -. Procedendo con questa metodologia si hanno dati essenziali su quanto è grande la popolazione di lupi e dove è distribuita. E’ importante precisare che questa specie di animali necessita di un monitoraggio costante nel tempo poiché ha una dinamica di popolazione che cambia rapidamente. Le dimensioni dei branchi da un anno all’altro non sono più le stesse e bisogna quindi tenerli sotto controllo per mettere in atto di conseguenza le adeguate misure preventive. Nel 2027 questo metodo di monitoraggio sarà esteso in tutto il Veneto.

lupi

L’importanza del dato il più preciso possibile

“Proprio per attivare adeguate misure di prevenzione – conclude Marco Apollonio – è rilevante che ogni territorio sappia quanti branchi ci sono, dove si trovano e se alcuni esemplari possano essere aggressivi. Va poi da sé, ma è bene ricordarlo, che ciascuna persona deve adottare determinati comportamenti nel caso si venisse a trovare davanti a un lupo”.
I consigli principali sono quelli di mantenersi a debita distanza dall’animale, di non fuggire correndo, perché per sua natura è strutturato per inseguire chi scappa, di non lasciare residui di cibo in prossimità delle abitazioni, di non offrirgli da mangiare e di proteggere greggi e allevamenti con apposite recinzioni.

Silvia Bolognini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Leggi anche:

Seguici sui nostri canali social: