L’aggiornamento riguarda 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici che riguardano gli ausili per le persone con disabilità
Dalle visite, agli esami diagnostici, fino agli ausili per chi ha disabilità. Da dopo l’estate cambiano le tariffe per i rimborsi di molte prestazioni sanitarie.
Per l’esattezza, i nuovi importi scatteranno dal 21 settembre e riguarderanno 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici su un totale di 1063 dell’elenco ufficiale del Servizio Sanitario Nazionale, che stabilisce quali dispositivi medici personalizzati, protesi, ortesi e ausili sono gratuiti o rimborsabili per le persone con disabilità o invalidità.
Ciò, va chiarito, non si traduce in un aumento per gli utenti delle tariffe per le prestazioni sanitarie. La misura si pone infatti l’obiettivo di cercare di garantire la continuità nell’applicazione dei livelli essenziali di assistenza.

Le novità dal 21 settembre
Dal prossimo settembre entreranno dunque in vigore le nuove tariffe massime nazionali per remunerare le prestazioni di specialistica ambulatoriale e assistenza protesica erogate per conto del Servizio Sanitario Nazionale, a seguito dell’intesa del 23 luglio 2026 sancita dalla Conferenza Stato-Regioni.
L’intervento interessa in particolare visite specialistiche, esami diagnostici e procedure ambulatoriali tra le quali diagnostica vascolare, medicina nucleare, endoscopia ed elettromiografia. Per quanto riguarda l’assistenza protesica, vengono invece aggiornati i rimborsi relativi, tra gli altri, a ortesi spinali, protesi di arto e ausili ottici.
Il nuovo provvedimento, che sostituisce quello del novembre 2024 annullato dalle sentenze del Tar del Lazio, intende superare le criticità rilevate dai giudici sui metodi di calcolo e l’adeguatezza dei dati di costo utilizzati che hanno portato a tanti ricorsi delle strutture sanitarie private accreditate.
Aumenti e nuove tariffe, pro e contro
Secondo quanto finora appreso dalle stime, l’aumento medio delle tariffe si attesterebbe intorno al +5,8%, anche se varierà in base alle prestazioni. Tra gli adeguamenti più significativi c’è quello delle prime visite, che avranno un rimborso medio di 26 euro. Per effetto del nuovo decreto, l’impatto complessivo sulle finanze statali sarà di 210,7 milioni di euro l’anno, di cui 183,1 per la specialistica ambulatoriale e 27,6 per la protesica. Per il solo 2026, considerata l’entrata in vigore a settembre, l’onere stimato è di circa 70 milioni di euro.

Se per i cittadini tariffe più vicine ai costi effettivi possono contribuire a mantenere disponibili prestazioni che con rimborsi troppo bassi rischiano di essere poco sostenibili, per contro una parte di strutture accreditate continua a ritenere gli importi non adeguati. Si tratterà quindi di valutare come funzionerà il nuovo sistema e soprattutto se il nuovo tariffario basterà per evitare riduzioni dell’offerta e le pressioni sulle liste d’attesa. L’aggiornamento non equivale a un aumento retributivo per il personale medico, ma può incidere sull’organizzazione dei servizi, favorendo il mantenimento e/o il potenziamento dei servizi offerti.



