L’estate esplode in anticipo su tutta la Penisola. Con i climatizzatori che possono arrivare a superare i 400 € per stagione, cresce la pressione sui bilanci familiari. Ecco come provare a contenere spese e rischi
Pur mancando formalmente ancora una settimana all’inizio dell’estate astronomica, già da giorni nei bollettini meteorologici si anticipa l’arrivo dell’anticiclone africano e le conseguenti ondate di calore.
“Temperature oltre i 35° su tutta Italia”, annunciano per esempio le ultime previsioni di iLMeteo.it, confermando “l’arrivo di una fase estremamente calda e stabile che ci accompagnerà per lungo tempo”, e la tendenza di progressivo allungamento del periodo caldo.
Condizioni che spingeranno sempre più italiani ad accendere gli impianti di climatizzazione: elettrodomestici ormai sempre più diffusi. Lo confermano le stime della Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima): sono ormai presenti nel 60% delle nostre case, il doppio del 2013.
Far funzionare il climatizzatore, però, ha ovviamente un costo, che il caro-energia ha reso sempre più impattante sui budget familiari. Occorre insomma la massima attenzione. E non solo per contenere la spesa, ma anche per evitare possibili conseguenze sul piano della salute.
La spesa per il condizionatore
Secondo i calcoli di Assium, l’associazione italiana degli “utility manager” (ovvero i professionisti specializzati nell’analisi dei costi energetici), tenendo accesi i climatizzatori per 100 giorni, tra maggio e agosto, si possono superare i 400 euro di spesa in caso di un utilizzo giornaliero per più ore e a temperature più basse di un sistema multisplit.

È l’effetto di tariffe dell’elettricità che, secondo gli ultimi dati Istat, sono mediamente aumentate del +7,2% in un anno. L’esborso è leggermente più contenuto, anche se comunque considerevole (tra i 145 e i 215 euro), per split base o modelli più datati, scendendo ulteriormente, fino a 95-170 euro a famiglia, quando si usa un unico split inverter di nuova generazione.
I “bonus condizionatori”
Proprio per adeguare gli impianti, anche per il 2026 è stato confermato il cosiddetto “bonus condizionatori” per l’installazione di sistemi di climatizzazione. In realtà, sarebbe più corretto parlarne al plurale e sottolineare che non si tratta di misure autonome, bensì inserite in altri bonus per il recupero edilizio e l’efficientamento termico come il “bonus ristrutturazioni” e l’“Ecobonus”.
Come ha chiarito l’Agenzia delle Entrate, si può beneficiare della detrazione (del 36%, che sale al 50% per interventi su immobili destinati ad abitazione principale su cui si ha un diritto di proprietà, usufrutto, uso o abitazione) anche senza realizzare lavori di ristrutturazione, in particolare se si sostituiscono integralmente impianti esistenti con sistemi a pompa di calore o ad alta efficienza.
I requisiti per godere del bonus
Si può usufruire dell’agevolazione fino al 31 dicembre 2026. E possono accedervi non solo le persone fisiche, ma, tra gli altri, anche condomìni, società di persone e capitali, associazioni di professionisti ed esercenti arti e professioni. All’Ecobonus, poi, hanno diritto anche i non residenti e i titolari di qualsiasi tipologia di reddito, compreso quello d’impresa.
Sempre per l’Ecobonus, è richiesto che le pompe di calore di classe energetica superiore siano utilizzabili anche per il riscaldamento invernale. In generale, poi, il pagamento va fatto con “bonifico parlante” (cioè con tutti i riferimenti necessari all’interno della causale) e non con contanti, carte e assegni, la spesa va indicata nella dichiarazione dei redditi e le schede descrittive vanno trasmesse entro 90 giorni dalla fine dei lavori.

Come ottimizzare l’uso dei sistemi di climatizzazione
Anche non disponendo di impianti di ultima generazione, in ogni caso, si possono adottare alcuni accorgimenti per contenere la spesa. In primo luogo, è valida la regola dei “6 gradi”, relativa alla differenza tra interno ed esterno.
Va poi ricordato che spesso anche con un termostato a 25°-26° o con la semplice funzione di deumidificazione è possibile ottimizzare il comfort.
Il climatizzatore, poi, non va acceso al massimo della potenza, per evitare picchi di consumo che oltretutto non accelerano il raffrescamento, vanno spente fonti di calore come elettrodomestici, computer e luci superflue e vanno protetti i locali nelle ore di massima insolazione attraverso tende e tapparelle. Infine, va effettuata la manutenzione: i filtri ostruiti possono aumentare i consumi fino al 30%.
Condizionatori e qualità dell’aria
La pulizia dei filtri, specie dopo l’inattività invernale, è fondamentale anche per evitare problemi di salute. Pur risultando utile, oltre che su quello del benessere, anche sul fronte dell’aiuto al fisico a fronteggiare condizioni di temperatura e umidità elevata, l’aria condizionata richiede infatti una serie di attenzioni per evitare di veicolare germi o comunque per peggiorare la qualità dell’aria.
Al riguardo, Sima e Velux Italia presenteranno il 17 giugno al Senato i risultati preliminari di uno studio sulla dispersione dei composti organici volatili. Ne è emerso che, in un ambiente chiuso senza aerazione, la loro concentrazione rimane elevata per molte ore, tornando alla normalità solo dopo 15 ore, ridotte a 3 con una ventilazione meccanica e a 40’ con ventilazione naturale.
Alberto Minazzi



