Uno studio rivela che bastano dei piccoli cambiamenti nelle abitudini del riposo, nell’attività fisica e nell’alimentazione per ridurre il rischio di malattie cardiovascolari
11 e 4,5. Due numeri significativi in termine di prevenzione per la salute, in particolare per contribuire a contrastare il rischio di infarto e ictus. Perché, secondo uno studio dell’Università di Sidney, anche dei piccoli cambiamenti nelle nostre quotidiane abitudini possono fare la differenza in termini di tutela del nostro benessere fisico. In questo caso si tratta di 11 minuti di sonno in più a notte e di 4,5 minuti in più di attività fisica al giorno.
A questo basta aggiunger un quarto di tazza in più di verdure quotidiana e il risultato è raggiunto, ovvero la riduzione del 10% del rischio di eventi cardiovascolari come infarti e ictus.
Piccoli gesti che tutelano la salute
Lo studio, pubblicato sull’European Journal of Preventive Cardiology, la rivista ufficiale dell’European Association of Preventive Cardiology ha indagato in particolare tre ambiti della vita: il sonno, l’attività fisica e l’alimentazione. Sono importanti comportamenti legati allo stile di vita che influenzano il rischio di malattie cardiovascolari, la principale causa di morte a livello mondiale.
A questa scoperta i ricercatori sono arrivati monitorando per un periodo di otto anni i dati di oltre 53 mila adulti, a partire dalle informazioni contenute nel UK Biobank, uno dei database sanitari più vasti e completi al mondo.
I risultati dello studio
In particolare per quanto riguarda infarto e ictus, la combinazione che ha prodotto i migliori risultati in termini di riduzione del rischio di insorgenza delle due patologie è: dormire tra 8 e 9 ore a notte, fare 42 minuti di attività fisica moderata o intensa e seguire una dieta di qualità moderata vale a dire a regime non estremamente restrittivo, né eccessivo.
Tuttavia è stato calcolato che i benefici, naturalmente in proporzioni ridotte, si possono avere anche solo con 11 minuti di sonno in più per notte, insieme a 4,5 minuti aggiuntivi di attività fisica moderata o intensa come salire le scale, camminare veloce o portare la spesa.
Il rischio di infarto e ictus ridotto anche da minimi cambiamenti nelle abitudini
La novità di questo studio è stata quella di osservare come il rischio di incorrere in infarto e ictus venisse modificato anche variando di poco la combinazione dei tre fattori presi in esame.
E’ stato infatti il primo a indagare le combinazioni minime e ottimali di sonno, attività fisica e alimentazione per ottenere i migliori risultati in termini di prevenzione.
Sempre in combinazione, variazioni simultanee più ampie sono state associate a un rischio sostanzialmente inferiore rispetto a qualsiasi singolo comportamento considerato isolatamente. Come spiega il team di ricerca, questi risultati evidenziano la necessità di studi integrati di prevenzione dello stile di vita che prevedano molteplici comportamenti per arrivare a valutare anche l’efficacia di piccoli e realizzabili cambiamenti.






