Mantenere una relazione con una persona stressante può accelerare l’invecchiamento biologico fino a nove mesi per ogni anno trascorso insieme
C’è chi ci ruba il tempo, chi l’energia e chi, a quanto pare, anche gli anni di vita.
A rivelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences che ha preso in esame le cosiddette “fonti di disturbo” ovvero le persone che creano problemi o rendono la vita più difficile arrivando a scoprire che stargli vicino potrebbe avere effetti negativi sulla salute.
Ogni rapporto tossico potrebbe accelerare l’invecchiamento biologico fino a 9 mesi all’anno.
In pratica, dopo 3 anni vissuti in una situazione relazionale molto stressante, il corpo potrebbe mostrare marcatori biologici compatibili con oltre 5 anni di invecchiamento.
Chiaramente si tratta di un’associazione statistica e di marcatori biologici, non di un conto alla rovescia esatto o inevitabile per ogni persona. Così come non tutte le persone che creano problemi esercitano la stessa influenza.
Il dato, però, resta.
Ecco su chi lo stress accelera di più l’invecchiamento
Gli effetti delle relazioni stressanti sono più forti nelle persone socialmente o fisicamente più vulnerabili.
Lo studio ha infatti evidenziato che chi ha vissuto un’infanzia difficile o convive con problemi di salute tende a essere più sensibile allo stress relazionale e alle sue conseguenze sull’organismo.
I legami negativi, tutt’altro che rari, possono quindi incidere in modo sproporzionato proprio su chi si trova già in una condizione di fragilità, accelerando i processi di invecchiamento biologico soprattutto quando la fonte di tensione è un familiare o una persona molto vicina.
Secondo i ricercatori, le relazioni problematiche agiscono come una forma di stress cronico capace di influenzare sia la velocità sia il carico complessivo dell’invecchiamento. Ogni persona percepita come fonte costante di problemi sarebbe associata a un aumento del ritmo di invecchiamento biologico di circa l’1,5% e a un’età biologica più avanzata fino a 9 mesi per ogni anno solare.
Lo studio: dati, campioni e stress cronico
Nello studio i ricercatori hanno analizzato i dati di oltre 2.000 persone coinvolte, nello stato dell’Indiana, negli Stati Uniti, nell’indagine sulla salute della persona “Person to Person Study”.
I partecipanti, oltre a descrivere le loro relazioni negli ultimi sei mesi, hanno risposto a domande sulla frequenza della presenza di qualcuno che li avesse infastiditi, avesse causato problemi o avesse reso loro la vita più difficile.
Gli studiosi hanno inoltre raccolto informazioni riguardanti il loro stato di salute e campioni di saliva per analizzare alcuni marcatori epigenetici collegati all’invecchiamento biologico.
Nel momento in cui lo stress diventa costante, nel corpo scatta lo stato di allerta che difende, non solo a livello mentale, nel breve periodo. Nel lungo periodo però la situazione cambia e si inizia a produrre molto cortisolo, l’ormone dello stress, favorendo uno stato di infiammazione cronica. Questa infiammazione è considerata uno dei fattori che contribuiscono allo sviluppo di diverse malattie legate all’età quali disturbi cardiovascolari, indebolimento del sistema immunitario e problemi metabolici. .
Il doppio volto dei legami sociali
Accanto alle persone con fragilità sociali e condizioni di salute più deboli, lo studio evidenzia anche una maggiore esposizione nelle donne, che dichiarano con più frequenza la presenza di individui stressanti nella propria vita quotidiana.
Questi risultati si inseriscono in un filone di ricerca più ampio che conferma quanto le relazioni sociali influenzino in modo diretto la salute e il benessere.
Se può sembrare intuitivo pensare che allontanare le fonti di tensione sia sempre la soluzione, gli studiosi ricordano che la dinamica è più complessa: evitare i rapporti negativi può aiutare, ma l’isolamento sociale prolungato rappresenta a sua volta un fattore di rischio rilevante. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, stima che la solitudine sia associata a circa 871 mila decessi ogni anno nel mondo.



