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Giovani a rischio suicidio: ai genitori l'alert di Instagram

Giovani a rischio suicidio: ai genitori l'alert di Instagram
Ph© Gerd Altmann da Pixabay

Le ricerche online dei giovani su autolesionismo e suicidio non passeranno più inosservate: notifiche ai genitori dalla piattaforma e indicazioni pratiche per affrontare situazioni delicate

Specie quando hanno difficoltà a comunicarlo all’esterno, la realtà virtuale risulta spesso per le nuove generazioni un terreno molto più adatto in cui esprimere il proprio disagio e chiedere risposte. Un monitoraggio, sia pur discreto, di quel che i giovani cercano nelle piattaforme e in rete può dunque aiutare a intercettare situazioni a rischio, permettendo di intervenire per porvi rimedio prima che degenerino in atti estremi, purtroppo sempre più diffusi, come il suicidio.
È da queste premesse che muove la novità di cui ha annunciato l’introduzione Instagram, uno dei social network più utilizzati dai giovani. Ovvero l’alert che verrà inviato ai genitori quando il loro figlio cerca ripetutamente termini critici legati al suicidio.

 

Social, tra divieti tout court e tentativi di mediazione

Il lancio della nuova funzione è avvenuto negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Australia e in Canada, ma è già prevista l’estensione entro fine 2026 anche in altri Paesi, tra cui l’Italia.
La soluzione proposta da Meta cerca una via di mediazione con la nuova tendenza, che si sta diffondendo in più realtà, di vietare i social ai minori. Il divieto è operativo, da dicembre, per gli under 16 australiani, con la Francia che ha dato a gennaio il via libera al disegno di legge per impedire l’accesso alle piattaforme agli under 15 e la stessa Italia che vede una proposta di legge in tal senso depositata alla Camera. Instagram ha provato quindi a puntare sull’introduzione di un sistema di notifica proattiva, che coinvolga attivamente i genitori e che spinga oltre anche rispetto al semplice blocco delle ricerche dirette di termini sensibili previsto su social network come TikTok, YouTube e Snapchat.

Gli avvisi “anti-suicidio” di Meta

La previsione dell’attivazione del sistema solo quando le ricerche sono ripetute è legata all’idea di salvaguardare al massimo l’autonomia dei giovani, permettendo al tempo stesso di intercettare in tempo utile i segnali di disagio, potendo in tal modo intervenire prima che sia troppo tardi. L’invio di un’e-mail, un sms o un messaggio WhatsApp ai recapiti forniti dai genitori, unitamente alla notifica all’interno della app, consentirà ai genitori di accedere, attraverso lo stesso avviso, a una sezione specifica di Instagram. Qui saranno messe loro a disposizione indicazioni, elaborate da esperti, su come affrontare il tema insieme ai propri figli. Un sistema analogo, ha spiegato Meta, è in via di sviluppo anche per il suo chatbot di intelligenza artificiale, facendo partire l’informativa ai genitori quando i loro figli provino ad avviare una conversazione legata a suicidio o autolesionismo.

Il legame tra suicidi e internet tra i giovani

In Europa, secondo i dati Oms, il suicidio è la prima causa di morte nella fascia tra 15 e 29 anni, con 400 casi al giorno, di cui 11 in Italia, dove i giovani muoiono soprattutto per incidenti stradali. Il fenomeno è però in crescita anche da noi e sempre più studi hanno evidenziato una correlazione significativa tra suicidi e uso intensivo dei social media. Per i ragazzi che trascorrono più di 3 ore al giorno sulle piattaforme, per esempio, raddoppia la probabilità di sviluppare sintomi depressivi e di ansia. Ma la realtà virtuale incide anche su incertezze preesistenti, attraverso l’esposizione costante a vite idealizzate e all’uso di filtri, per tacere della semplificazione dell’accesso a comunità o contenuti che promuovono autolesionismo e suicidio o della possibilità di essere coinvolti in pericolose challenge virali, che spesso sfociano in suicidi, siano essi consapevoli o accidentali.

Alberto Minazzi

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