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Veneto, Lombardia e Lazio a basso rischio-Covid

Veneto, Lombardia e Lazio a basso rischio-Covid

«A oggi, i nostri parametri sono da zona bianca: Ci sono infatti attualmente 3 regioni, Veneto, Lombardia e Lazio a basso rischio, mentre le altre 18 sono a rischio moderato». Lo ha sottolineato il presidente del Veneto, Luca Zaia, nel giorno della nuova classificazione delle regioni da parte della cabina di regia, sottolineando che « se oggi il Veneto è aperto è soprattutto grazie a chi ha fatto un sacrificio per la comunità, vaccinandosi».

I parametri del Veneto

Nello specifico, oggi il Veneto ha 0,98 di Rt, un’incidenza settimanale di 80 nuovi casi su 100 mila abitanti, un coefficiente di riempimento al 3% in area non critica (oggi 224 persone, +3 in 24 ore) e al 4% in terapia intensiva (48, +4). «Dal 1 giugno – ha reso noto al riguardo Zaia – è iniziata la discesa dei ricoveri in rianimazione, che a un certo punto ha ripreso a risalire, toccando adesso un dato superiore al picco di giugno. Questa infezione, però, non ospedalizza come in passato». La prevalenza di positivi sui tamponi effettuati nelle ultime 24 ore è infine all’1,37% (505 positivi su 36.903 test).

Vaccinazioni e ricoveri

La spiegazione della bassa ospedalizzazione si lega, per il presidente del Veneto, ai dati sui ricoverati vaccinati e non. Nelle terapie intensive del Veneto, oggi l’80,6% è non vaccinato o ha ricevuto una sola dose (il 2%).
Ugualmente, in area non critica la percentuale di non vacccinati è del 67,5% più un 11% tra chi ha avuto una sola somministrazione. Nella settimana dal 12 al 18 agosto, i nuovi casi di positività riscontrate sono stati 1.068, di cui 74% di non vaccinati e 26% vaccinati. «Chiaramente – ha commentato Zaia – l’infezione ha questo andamento perché le prese in carico in ospedale di vaccinati sono di gran lunga inferiori a quelle di non vaccinati».

La campagna vaccinale

La percentuale di Veneti che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino è ora al 77,6%, pur essendoci ancora almeno un milioni di dosi a disposizione. Tra le fasce d’età, spiccano i più giovani. Da un lato, chi ha tra 20 e 29 anni: si è vaccinato il 72%, superando così sia i trentenni (66%) che i quarantenni (71%). Dall’altro i più giovani, tra 12 e 19 anni, che sono già al 56%. «Non è vero, dunque, che i giovani non si vaccinano» ha commentato Zaia. «Adesso aspettiamo il d-day dell’apertura delle scuole, perché occasione naturale di assembramenti. La prossima settimana presenteremo dunque un piano per la scuola, per evitare in ogni modo il ritorno in dad».

Scuole-sentinella e tamponi salivari

La Regione sta lavorando anche per essere pronta a settembre a far ripartire il progetto delle cosiddette “scuole-sentinella”, in cui monitorare la circolazione del virus. In tal senso, è stata avviata in via prudenziale da Azienda Zero una gara per tamponi salivari “a consumo”. «Significa – ha spiegato Zaia – che ci serviranno un milione di tamponi e, se effettivamente ne avremo bisogno, non ricevendo forniture nazionali, sappiamo di avere già un magazzino che ce li fornirà, al prezzo che abbiamo bloccato». Si tratta di tamponi molecolari, da processare in laboratorio, che saranno destinati anche al mondo della disabilità e dell’autismo.

Vaccinazioni: sanitari e scuola

L’assessore alla Sanità, Manuela Lanzarin, ha infine fatto il punto della situazione sulle vaccinazioni del personale sanitario e di quello, docente e non docente, della scuola. I sanitari ancora non vaccinati sono 16.290, di cui 4.819 tra ospedali e strutture del territorio, come pediatri e medici generici. Di questi ultimi, ne sono stati già sospesi 207. Quanto alla scuola, la percentuale di vaccinati, tra insegnanti e personale Ata, è all’85,96% (92.380 vaccinati su 107.469), con solo 189 persone che hanno dichiarato espressamente di non volersi vaccinare.

Alberto Minazzi

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