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Vaiolo delle scimmie: l’Oms dichiara l’emergenza di sanità pubblica

Vaiolo delle scimmie: l’Oms dichiara l’emergenza di sanità pubblica

Rezza (Ministero della Salute): “No a particolari allarmismi”

Nelle ultime 24 ore, come ha sottolineato su Facebook il noto infettivologo Matteo Bassetti, i casi di persone contagiate dal monkeypox, il vaiolo delle scimmie, in tutto il mondo hanno toccato la cifra record di 1.700 nuove diagnosi.

Da inizio maggio, è stata così abbondantemente superata quota 17 mila casi (la rilevazione del Centro americano per il controllo e la prevenzione delle malattie Cdc il 22 luglio era arrivata a 18.836 casi in 74 Paesi) in Paesi in cui la malattia non è endemica.

Non a caso, da sabato 23 luglio il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha annunciato ufficialmente anche per il vaiolo delle scimmie la dichiarazione di “emergenza di sanità pubblica di interesse internazionale”.

Il direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute, Gianni Rezza, ha però commentato: “In Italia finora sono stati registrati 407 casi con tendenza alla stabilizzazione. La situazione è sotto monitoraggio ma non si ritiene debba destare particolari allarmismi”.

L’emergenza di sanità pubblica dell’Oms

In un articolo scritto per il Corriere della Sera, Rezza ha aggiunto che questa infezione virale “non sembra essere né altamente trasmissibile, né particolarmente aggressiva dal punto di vista clinico. Insomma, non siamo di fronte a un nuovo Covid-19 e non sappiamo ancora se diventerà un fenomeno globale”. Anche se non si dovrebbe arrivare a restrizioni, resta però la dichiarazione dell’emergenza dell’Oms.

È la sesta, dal 2009, quando l’organizzazione si è espressa in tal senso per il virus H1N1 e poi per fenomeni straordinari come poliomielite, Ebola, Zika e Covid. In questo caso, nonostante l’opinione contraria espressa dal comitato di emergenza, è stato direttamente il direttore generale, per provare a favorire una risposta coordinata attraverso il più alto livello di allerta possibile.

Anche se i casi a livello globale sono in continua crescita, i morti a causa del vaiolo delle scimmie sono stati finora solo 5. “Il rischio nel mondo – ha detto Ghebreyesus – è relativamente moderato, a parte l’Europa, dove è alto”. I dati del bollettino del 19 luglio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie Ecdc e dell’Ufficio regionale Oms per l’Europa avevano del resto evidenziato 10.064 contagi.

Vaiolo delle scimmie: cosa c’è da sapere

La popolazione interessata nei Paesi in cui il virus non è endemico è formata soprattutto da maschi tra i 18 e i 50 anni. Basti pensare che, in Italia, solo 2 dei 407 casi segnalati attraverso il sistema di monitoraggio attivato dal Ministero hanno riguardato donne. La scorsa settimana, dall’Olanda, è arrivata la segnalazione di un caso relativo a un bambino sotto i 10 anni, ma il monkeypox pediatrico è ritenuto raro.

La trasmissione del virus avviene attraverso il contatto diretto con materiale infetto proveniente da lesioni cutanee, oggetti contaminati, droplets respiratori in caso di prolungati faccia a faccia e rapporti sessuali. Non a caso, una delle categorie maggiormente a rischio è quella degli uomini che hanno rapporti con altri uomini, tanto più in caso di partner multipli. Il ceppo virale è simile a quello endemico nell’Africa occidentale e causerebbe forme cliniche meno aggressive del virus dell’Africa centrale.

Tra i sintomi si va dalla febbre ai dolori muscolari, dalla cefalea al rigonfiamento dei linfonodi, dalla stanchezza alla presentazione di manifestazioni cutanee come vescicole, pustole o croste. La malattia, normalmente lieve escluse le situazioni di particolare fragilità, può essere curata con antivirali in caso di necessità, ma normalmente si risolve da sola in un periodo di riposo tra 2 e 4 settimane, senza necessità di cure specifiche.

Il vaccino

Si ritiene che chi si è vaccinato contro il vaiolo “classico” (in Italia questa vaccinazione, prima obbligatoria, è stata abolita nel 1981) abbia un elevato grado di protezione dell’infezione, circa nell’85% dei casi, anche dal monkeypox. “È urgente – ha scritto nello stesso post di Facebook Matteo Bassetti – raccomandare la vaccinazione e altri provvedimenti preventivi” ai maschi tra i 20 e i 40 anni.

“È urgente intervenire – gli fa eco su Twitter la divulgatrice scientifica Ilaria Capua – perché non andrà via da solo. È l’inizio di un percorso di diffusione inatteso e preoccupante”. “Potremmo avere a breve – aveva dichiarato Capua al GR1 – serbatoi di vaiolo della scimmia anche tra i roditori europei”, ricordando che, a livello animale, nonostante il nome richiami le scimmie, il virus circola soprattutto tra questi animali.

Il comitato per i medicinali per uso umano dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco, da venerdì 22 luglio ha intanto raccomandato l’estensione dell’uso del vaccino Imvanex, approvato nel 2013 contro il vaiolo, anche per la protezione contro il vaiolo delle scimmie. Gli studi sugli animali hanno mostrato efficacia in tal senso del medicinale, che mostra un profilo di sicurezza favorevole, con effetti collaterali da lievi a moderati. In ogni caso, il vaccino sarà adesso monitorato con uno studio osservazionale per confermarne l’efficacia.

Alberto Minazzi

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