Mentre le compagnie aeree tagliano migliaia di voli e l’estate del trasporto aereo rischia forti turbolenze, Bruxelles corre ai ripari con il piano “AccelerateEU”
Tra le tante preoccupazioni innescate dal conflitto in Iran, all’interno della crisi energetica c’è anche l’emergenza jet fuel : la carenza di cherosene utilizzato per i voli.
Bruxelles ha dunque preparato il piano “AccelerateEU” sull’energia, che la Commissione presenterà oggi, 22 aprile 2026, ma sui contenuti del quale ci sono state ieri le prime anticipazioni in videoconferenza ai competenti ministri degli Stati membri da parte del commissario per i Trasporti, Apostolos Tzitzikostas.
Un segnale importante, anche perché arriva nelle ore in cui Lufthansa, il gruppo tedesco di cui fa parte anche Ita Airways, ha annunciato il taglio di 20 mila voli da maggio a ottobre, con le prime cancellazioni già partite il 20 aprile.
E non è la sola: in tutta Europa il settore si sta preparando a una stagione estiva più complicata del previsto.
La situazione in vista del piano europeo
Lo stato dell’arte dipinto da Bruxelles è chiara: la situazione è seria, ma non ancora fuori controllo.
“Finora – ha dichiarato Tzitzikostas– il mercato sta gestendo la pressione e non ci sono prove di carenze effettive”.
Parole che raffreddano — almeno in parte — l’allarme lanciato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia, secondo cui le scorte europee di cherosene coprirebbero appena sei settimane.
Per evitare sorprese, l’Ue vuole correre ai ripari: nascerà un osservatorio europeo per monitorare in tempo reale scorte e approvvigionamenti di carburanti, a partire proprio dal jet fuel.
Sul tavolo, anche l’ipotesi di imporre riserve minime obbligatorie, come già avviene per il petrolio.
Ma il vero nodo resta geopolitico. “Senza una libertà di navigazione permanente, le conseguenze sarebbero catastrofiche non solo per l’Europa per il mondo intero”, ha avvertito il commissario.
In sostanza, finché le rotte energetiche restano a rischio, nessuna soluzione sarà davvero definitiva.
Il piano “AccelerateEU”: più flessibilità, meno sprechi
Il cuore del piano europeo punta su una parola chiave: adattamento.
Le raffinerie europee hanno la capacità di garantire il 70% del fabbisogno di jet fuel.
Le importazioni coprono il restante 40% e la metà transita per Hormuz.
Il piano prevede innanzitutto di guardare a forniture alternative, con gli Stati Uniti in prima linea anche se il carburante Usa è diverso dallo standard internazionale, richiedendo aggiustamenti infrastrutturali.
Tra le misure allo studio rientrano una maggiore libertà per le compagnie di far rifornimento fuori dall’Ue, un possibile allentamento delle regole sugli slot aeroportuali, aiuti di Stato mirati e temporanei, escludendo però nel contempo i sussidi a pioggia, raccomandazioni per ridurre i consumi, dai trasporti al riscaldamento.
Niente obblighi rigidi, almeno per ora. E nessuna sospensione del Patto di stabilità, nonostante le pressioni di alcuni Paesi.
Voli tagliati: cosa sta succedendo davvero
Dietro le cancellazioni c’è un dato semplice: il costo del carburante è esploso.
Lufthansa ha deciso di eliminare i voli regionali meno redditizi, risparmiando così circa 40 mila tonnellate di cherosene. Una scelta drastica, ma che fotografa bene il momento.
E il trend è globale: SAS ha già cancellato circa 1.000 voli, KLM prevede 160 tagli a maggio, Delta Airlines ridurrà del 3,5%, United taglierà il 5% dei voli interni.
Nonostante tutto, le grandi tratte estive dovrebbero reggere.
Ma i collegamenti più brevi e meno profittevoli sono sempre più a rischio.
Passeggeri: quando si può essere rimborsati?
In mezzo a questo caos, Bruxelles prova a mettere ordine anche per i viaggiatori.
E la regola è netta. Se manca il carburante, ha chiarito il commissario europeo, non ci sarà risarcimento perché la carenza di carburante rientrerà nelle “circostanze straordinarie” che esonerano le compagnie.
Ma resterà il diritto al rimborso del costo del biglietto o il reindirizzamento verso un volo alternativo.
Il risarcimento, al contrario, deve essere erogato quando le cancellazioni avvengono a causa dell’aumento dei prezzi, non considerato una valida giustificazione.
Alberto Minazzi



