Un’idea “nuova” e la sfida di capire come stiamo davvero. Cos’è la capacità intrinseca e il nostro “gioco” con l’AI
Quanti anni hai? Cinquanta, sessanta, settanta.
C’è chi se li sente tutti e chi li considera solo un numero: anagrafica.
Perché ognuno di noi vive gli anni che ha a seconda di come sta invecchiando.
Ci sono settantenni che corrono, viaggiano, lavorano e imparano cose nuove. E altri che faticano a salire una rampa di scale. Ci sono ottantenni lucidissimi e cinquantenni in difficoltà.
L’invecchiamento, però, si può misurare.
La scienza sta lavorando molto su questo e in particolare su ciò che viene definito “capacità intrinseca”, ossia ciò che definisce quante risorse fisiche e mentali una persona possiede per vivere ancora.
Nessun numero magico
Il concetto esula dalle logiche seguite finora. Perché non ha a che vedere con test genetici o esami del sangue e nemmeno con l’elenco delle malattie che ognuno di noi può inserire o eliminare dalla sua cartella clinica o con i farmaci che prende o non prende.
La capacità intrinseca misura l’invecchiamento in base a come ci muoviamo, a come ragioniamo e ricordiamo, a quanto siamo vitali, a come stiamo psicologicamente e a come funzionano la nostra vista e il nostro udito.
Insomma, il parametro è la nostra vita reale.
E il modello non è solo teorico.

In Francia stanno provando a farlo davvero
A Tolosa e in altre aree della Francia, il programma ICOPE, sviluppato attorno alle indicazioni dell’OMS, sta sperimentando infatti il monitoraggio sistematico della capacità intrinseca nella popolazione anziana.
Il progetto ha già prodotto dati su migliaia e migliaia di persone e ora è in corso anche un trial clinico per capire se intervenire quando la capacità intrinseca inizia a diminuire può ritardare o anche prevenire il declino cambiando il futuro delle persone.
Il segnale del DNA
La capacità intrinseca nelle ultime settimane è anche al centro di alcuni studi che l’hanno messa in relazione ad alcuni indicatori biologici dell’invecchiamento, compresi gli “orologi epigenetici”, che ne stimano il ritmo osservando alcune modificazioni molecolari del DNA cercando di capire se, dal punto di vista biologico, il nostro organismo invecchia più rapidamente o più lentamente rispetto all’età anagrafica.
Lo studio pubblicato il 20 luglio su JAMA Network Open ha trovato un’associazione tra un invecchiamento epigenetico accelerato e una minore capacità intrinseca.
E se il cambiamento fosse più importante della fotografia?
Gli studi però non puntano a una fotografia statica.
Due settantenni possono avere oggi una medesima capacità intrinseca che, però, a distanza di un paio d’anni potrebbe risultare completamente diversa.
Lo studio pubblicato su Neurology e dedicato all’associazione tra i cambiamenti della capacità intrinseca, il declino cognitivo e la demenza guarda proprio a questa dinamica.
In sostanza non si tratta di chiedersi quanti anni abbiamo oggi in base alla nostra capacità entrinseca ma in quale direzione stiamo andando e con quale velocità.
Certo, un “contachilometri”dell’essere umano non esiste.
Ma la misurazione di autonomia e delle risorse che una persona conserva potrebbe presto rappresentare un indicatore importante.

Il nostro Test
Abbiamo fatto un piccolo esperimento chiedendo a un’intelligenza artificiale se fosse possibile costruire, a partire dai della capacità intrinseca, una sorta di gioco in dieci domande.
Non un test medico o un sistema capace di stabilire la nostra «vera età biologica» ma un piccolo esercizio di autovalutazione capace di farci riflettere su alcune delle dimensioni che la ricerca considera importanti.
La risposta è stata affermativa e il risultato è interessante proprio per quello che il gioco non può fare.
Il test non può sostituire una visita né prevedere prevedere quanti anni vivremo.
Ma le sue domande possono forse farci spostare l’attenzione, perché la capacità intrinseca guarda a quello che le nostre cellule, insieme a muscoli, cervello, organi e sensi, ci permettono concretamente di fare e le risposte possono proporre un piccolo profilo orientativo: aree che sembrano solide, aree da tenere d’occhio, eventuali cambiamenti che vale la pena discutere con un professionista.
Il risultato più interessante, forse, non sarebbe nemmeno il punteggio di oggi ma il confronto tra questo e quello che si otterrà rifacendo il test tra sei mesi, un anno o due.
Perché se la nuova frontiera della ricerca ha ragione, per capire come stiamo invecchiando potrebbe essere meno importante inseguire un numero perfetto e molto più utile osservare la direzione del cambiamento.
Come stai invecchiando?
Per ogni domanda scegli una sola risposta e annota il punteggio. Alla fine somma i punti e cerca il tuo profilo
0 punti = A · 1 punto = B · 2 punti = C · 3 punti = D
1. COME CAMMINI?
Rispetto a 2-3 anni fa, come ti trovi quando cammini per 20-30 minuti?
A — 0 punti
Più o meno come prima.
B — 1 punto
Faccio un po’ più fatica, ma cammino normalmente.
C — 2 punti
Devo rallentare o fermarmi più spesso.
D — 3 punti
Evito ormai camminate che prima facevo senza problemi.
2. ALZARSI DALLA SEDIA
Se sei seduto su una sedia normale, riesci ad alzarti senza usare le mani?
A — 0 punti
Sì, facilmente, come sempre.
B — 1 punto
Sì, ma mi costa un po’ più di fatica.
C — 2 punti
Devo aiutarmi con le mani.
D — 3 punti
Ho spesso bisogno di un appoggio o dell’aiuto di qualcuno.
3. QUANTA ENERGIA HAI?
Durante una giornata normale, quanta energia senti di avere rispetto a qualche anno fa?
A — 0 punti
Più o meno la stessa.
B — 1 punto
Leggermente meno.
C — 2 punti
Molto meno: mi stanco più facilmente.
D — 3 punti
Molto meno: spesso devo rinunciare a qualcosa perché non ho energie.
4. QUANTO CI METTI A RECUPERARE?
Dopo una giornata fisicamente o mentalmente impegnativa, quanto tempo ti serve per recuperare?
A — 0 punti
Più o meno come prima.
B — 1 punto
Mi serve qualche ora in più.
C — 2 punti
Spesso ho bisogno di un’intera giornata.
D — 3 punti
Mi capita di non recuperare completamente prima di un nuovo impegno.
5. LA MEMORIA
Negli ultimi anni ti capita più spesso di dimenticare nomi, appuntamenti, cose da fare o dove hai messo qualcosa?
A — 0 punti
No, non più di prima.
B — 1 punto
Qualche volta in più, ma me ne ricordo poco dopo.
C — 2 punti
Succede abbastanza spesso e mi crea qualche difficoltà.
D — 3 punti
È diventato un problema concreto nella vita quotidiana.
6. IMPARARE COSE NUOVE
Quando devi imparare qualcosa di nuovo — per esempio usare una nuova app o seguire delle istruzioni — come ti trovi rispetto a qualche anno fa?
A — 0 punti
Più o meno come prima.
B — 1 punto
Mi serve un po’ più di tempo.
C — 2 punti
Devo ripetere più volte le istruzioni.
D — 3 punti
Mi capita di non riuscire a seguire procedure che prima avrei gestito.
7. LA VISTA
La tua vista, nelle situazioni quotidiane, ti permette di fare le stesse cose di qualche anno fa?
A — 0 punti
Sì, sostanzialmente.
B — 1 punto
Ho notato qualche difficoltà, ma non mi limita.
C — 2 punti
Alcune attività sono diventate più difficili.
D — 3 punti
La vista mi limita concretamente in alcune attività.
8. L’UDITO
Quando sei in un ristorante o in un ambiente rumoroso, quanto facilmente riesci a seguire una conversazione?
A — 0 punti
Senza particolari difficoltà.
B — 1 punto
A volte chiedo di ripetere.
C — 2 punti
Mi capita spesso di perdere parti della conversazione.
D — 3 punti
Evito alcune situazioni perché faccio fatica a seguire gli altri.
9. LA VOGLIA DI FARE
Rispetto a qualche anno fa, quanto ti va ancora di uscire, incontrare persone, imparare cose nuove o dedicarti alle attività che ti piacciono?
A — 0 punti
Più o meno come prima.
B — 1 punto
Un po’ meno.
C — 2 punti
Molto meno.
D — 3 punti
Ho perso interesse per molte delle cose che prima mi piacevano.
10. LA DOMANDA PIÙ IMPORTANTE
Se confronti la tua vita di oggi con quella di 2-3 anni fa, senti di essere complessivamente:
A — 0 punti
Stabile: faccio sostanzialmente le stesse cose.
B — 1 punto
Un po’ cambiato: faccio quasi tutto, ma alcune cose richiedono più fatica.
C — 2 punti
In diminuzione: ho dovuto rinunciare ad alcune attività.
D — 3 punti
Molto cambiato: la mia autonomia o le mie attività quotidiane sono diminuite in modo evidente.
IL RISULTATO
Da 0 a 6 punti: LA TUA MAPPA È STABILE
Le tue risposte descrivono una situazione complessivamente stabile. Non hai segnalato cambiamenti importanti nelle aree esplorate dal test: movimento, energia, capacità cognitive, sensi e benessere.
È una fotografia incoraggiante. Ma il dato più interessante non è il punteggio di oggi: è vedere se questa situazione rimarrà stabile nel tempo.
La domanda da tenere a mente: fra sei mesi, risponderei ancora nello stesso modo?
Da 7 a 13 punti: QUALCOSA STA CAMBIANDO
Hai segnalato alcuni cambiamenti rispetto a qualche anno fa, ma non una trasformazione radicale della tua vita quotidiana. Potrebbero essere normali modificazioni legate all’età, oppure aspetti sui quali vale la pena intervenire. Il punteggio da solo non permette di stabilirlo.
Guarda soprattutto in quali domande hai ottenuto più punti: movimento? energia? memoria? vista e udito? voglia di fare? È lì che potrebbe essere interessante osservare la tua traiettoria.
Da 14 a 20 punti: VALE LA PENA GUARDARE MEGLIO
Le tue risposte indicano diversi cambiamenti. Questo non significa necessariamente che ci sia una malattia: il test non è diagnostico. Ma se alcuni cambiamenti sono recenti, progressivi o hanno già cominciato a limitare la tua vita quotidiana, meritano attenzione.
Potrebbe essere utile parlarne con il proprio medico, soprattutto quando il cambiamento riguarda più aree contemporaneamente.
La domanda da tenere a mente: quando è cominciato il cambiamento e sta continuando?
Da 21 a 30 punti: NON DARE TUTTA LA COLPA ALL’ETÀ
Hai segnalato cambiamenti importanti in diverse aree della vita quotidiana.
Il risultato non dice quale sia la causa e non consente di fare diagnosi. Ma c’è una cosa che vale la pena ricordare: non tutto ciò che compare con l’età deve necessariamente essere considerato inevitabile. Se le difficoltà sono persistenti, peggiorano o riducono la tua autonomia, parlarne con un professionista della salute può essere un modo concreto per capire che cosa sta succedendo e se è possibile intervenire.
La domanda da tenere a mente: quali capacità vorrei riuscire a conservare più a lungo?



