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West Nile : il virus ormai circola in quasi tutta Italia

West Nile : il virus ormai circola in quasi tutta Italia

Salgono a 60 le province coinvolte in 16 regioni: dall’inizio 2026 registrati 312 casi e 13 decessi. Numeri in calo rispetto allo scorso anno, ma cresce l’attenzione

In Italia non c’ è fine ai contagi estivi da West Nile, il virus trasmesso dalle zanzare Culex.
Hanno raggiunto quota 60 le province dove sono stati segnalati i casi, distribuiti in 16 regioni: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia-Giulia, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna.
Secondo il Bollettino dell’Istituto Superiore della Sanità ( ISS ), da inizio del 2026 al 19 agosto sono stati segnalati nel nostro Paese 312 casi confermati, di cui 156 si sono manifestati in forma neuro-invasiva, ovvero una complicanza grave. Tra i casi confermati, sono stati notificati 13 decessi.

Contagi in diminuzione rispetto allo scorso anno

Nonostante si sia allargata la diffusione da 52 province dello scorso anno a 60 del 2026, il numero di casi come anche la letalità sono in diminuzione.
Nel 2025 nello stesso periodo erano 351 con 22 decessi.
La letalità, calcolata sulle forme neuro-invasive finora segnalate e confermate è pari al 7,75 contro il 13,9% dell’anno precedente.
Il virus comunque, come spiegano gli esperti di arbovirosi del Dipartimento Malattie Infettive dell’ISS, ormai circola stabilmente in quasi tutto il territorio nazionale, come dimostrano anche i casi riportati in donatori di sangue, 40 asintomatici. Per questo, precisa l’Istituto Superiore della Sanità Iss, sono necessari una sorveglianza e un monitoraggio attenti oltre a una diagnosi precoce per garantire la sicurezza di trasfusioni e trapianti.

Attenzione ai casi asintomatici

In particolare, precisa l’ISS,  l’attenzione va posta sui casi asintomatici che sono sempre di più. Nello stesso periodo di monitoraggio inoltre sono stati segnalati 9 casi di Usutu virus (5 in Lombardia, 1 in Emilia Romagna, 1 nelle Marche, 1 nel Lazio e 1 in Piemonte), un arbovirus anch’esso generato dalle zanzare Culex che colpisce soprattutto gli uccelli selvatici come i merli e solo raramente l’uomo.
Negli esseri umani l’infezione il più delle volte è asintomatica o si risolve con una febbre leggera.

I sintomi e come proteggersi dal West Nile

La West Nile è una malattia neurodegenerativa causata dalla puntura delle zanzare notturne (non le zanzare tigre), che dal 2008 veicolano il virus, isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda, nel distretto West Nile dal quale prende il nome.
Sebbene l’80% delle persone infette non manifesti sintomi, nei casi in cui questi siano presenti sono simil influenzali lievi come febbre, cefalea, dolori muscolo-articolari, raramente accompagnati da cambiamento di colore e aspetto della pelle, irritazione o rigonfiamento.
Il rischio di malattia neuroinvasiva aumenta con l’età ed è più elevato tra gli adulti di oltre 60 anni.

Non esiste un vaccino per la febbre West Nile. Per questo L’ISS consiglia di proteggersi dalle punture e cercare di evitare che le zanzare possano riprodursi facilmente.
Quindi è opportuno usare repellenti e indossare pantaloni e camice a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all’alba e al tramonto. E ancora installare le zanzariere alle finestre, svuotare frequentemente vasi di fiori o altri contenitori con acqua stagnante, cambiare spesso l’acqua nelle ciotole degli animali e tenere le piscinette dei bambini vuote e in posizione verticale quando non sono utilizzate.

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