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La transizione ecologica ed energetica passa per Porto Marghera

La transizione ecologica ed energetica passa per Porto Marghera
Le Grandi Navi ormeggiate a Porto Marghera, 20 luglio 2019

Da polo produttivo inquinante, a possibile nuovo punto di forza per l’economia “green” del territorio e dell’intero Paese. Sul ripensamento di Porto Marghera, l’insediamento produttivo affacciato sulla Laguna di Venezia, si gioca buona parte delle prospettive di un futuro all’insegna della sostenibilità.
Idrogeno come energia del futuro e riciclo dei rifiuti sono solo due delle parole d’ordine su cui istituzioni, industrie e rappresentanti dei lavoratori stanno sempre più facendo sinergia per arrivare a risultati concreti. Ma, nell’ambito del recupero delle ampie aree di Porto Marghera, lo stesso dibattuto futuro della crocieristica in Laguna può trovare una soluzione per sgravare finalmente il fragile centro storico di Venezia dal pesante impatto, anche ambientale, delle grandi navi.

Navi a Venezia

Crociere: un progetto da 41 milioni di euro

Nei giorni scorsi il Governo ha dato la sua autorizzazione al trasferimento temporaneo delle navi da crociera. La soluzione-Marghera, sostenuta dal Comune, è stata infatti ritenuta idonea, sia pure in via temporanea, dai 4 Ministeri coinvolti: Transizione ecologica, Infrastrutture, Cultura e Turismo. La nota emessa dal Mit al termine della videoconferenza tra i titolari dei Dicasteri dà seguito alla certezza di poter deviare in terraferma l’arrivo delle navi di stazza maggiore che il sindaco Brugnaro aveva ottenuto lo scorso 21 dicembre in sede di Comitatone.
Il Governo, adesso, ha lanciato anche un concorso d’idee per individuare la miglior soluzione che dia una risposta definitiva al problema, realizzando gli approdi per le crociere all’esterno della Laguna. Intanto, però, si dovrà procedere rapidamente alla realizzazione del nuovo terminal passeggeri in terraferma, sulla banchina settentrionale del canale industriale nord. Il bando dell’Autorità portuale, che è stato prorogato al 15 aprile, fissa il primo passaggio nella presentazione di un progetto di fattibilità tecnico-economica entro metà ottobre. Per la successiva costruzione della struttura e dei servizi collegati, la valutazione del bando stima un investimento da circa 41 milioni di euro.

La sostenibilità ambientale di Porto Marghera

Quello legato alle grandi navi è comunque solo un tassello a margine del più ampio progetto di un recupero del sito industriale di Porto Marghera che passi attraverso la transizione ecologica ed energetica all’insegna della sostenibilità ambientale. Il tema è stato al centro del convegno “Sostenibilità, Resilienza, Responsabilità. Il futuro passa da Porto Marghera”, organizzato dal sindacato Uiltec, in cui le diverse parti in causa (Regione, Comune, Confindustria, sindacati, ma anche Eni e Veritas) hanno convenuto come la sfida richieda il concorso di tutte le componenti, visto che in ballo, a fianco di quelli economici, occupazionali e di valorizzazione professionale, ci sono anche aspetti sociali ed ambientali.

“Colgo questo invito come un’occasione di collaborazione”, ha commentato sui social network il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro. “Lo sviluppo di Porto Marghera e la creazione di nuovi posti di lavoro riguardano tutti. Facciamo squadra e lasciamo un segno tangibile del nostro impegno per costruire un futuro sostenibile e vincere le sfide” ha aggiunto in un altro post. “Lavorare insieme per rendere sempre più attrattivo il nostro territorio: il mondo cambia se si ha coraggio”, aveva dichiarato il primo cittadino nel corso del webinar.

Venezia e le sfide ecologiche

La svolta verso la riconversione di Porto Marghera è iniziata già nel 2014, quando la raffineria Eni è diventata la prima bio-raffineria al mondo producendo biodisel dalla trasformazione degli oli fritti.

La bio raffineria Eni di Porto Marghera

La nuova sfida è quella di trasformare l’ex Petrolchimico nel polo dell’idrogeno, elemento in grado di sostituire i combustibili fossili che può essere prodotto da un’ampia gamma di fonti energetiche, anche rinnovabili.
A breve, a Mestre sarà realizzato il primo distributore fisso urbano d’idrogeno in Italia, favorendo così la mobilità senza emissioni. “Guardiamo con fiducia all’idrogeno per incentivare un turismo di qualità e offrire un servizio ai nostri cittadini. Un altro importante passo in avanti verso quel percorso di tutela e salvaguardia dell’ambiente in cui ho sempre creduto e sul quale, in questi anni, abbiamo investito”, ha scritto su Facebook e Twitter il primo cittadino.

idrogeno rendering stazione
Rendering della nuova stazione di idrogeno a San Giuliano

Verso la nautica sostenibile

La mobilità sostenibile di Venezia, in prospettiva, sarà sempre più anche quella acquea. Al mondo della nautica alimentata con motori elettrici  sarà dedicato un focus specifico nel corso del prossimo Salone Nautico Internazionale che si terrà in città, all’Arsenale, dal 29 maggio al 6 giugno.

La direzione ecologica verso la quale sta andando non solo Porto Marghera ma l’intero comune di Venezia è stata rilevata dal sindaco Brugnaro durante il convegno organizzato da Uiltec anche con i traguardi raggiunti in tema di salvaguardia dell’ambiente.
“Siamo la città che ha ottenuto i risultati migliori nella raccolta differenziata in Italia – ha detto – Il residuo non riciclabile, la massa compattata del CSS andrà ora smaltita nei termovalorizzatori, le migliori tecnologie disponibili con la massima sostenibilità. Anche perché l’alternativa sarebbe la discarica, che negli anni, a causa del percolato, provoca danni alle falde acquifere, o il pagamento di qualcun altro che si occupi dello smaltimento, con un conseguente rincaro delle bollette”.

Alberto Minazzi

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