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NOI VENETI SIAMO GRANDI LAVORATORI

NOI VENETI SIAMO GRANDI LAVORATORI


Da Losanna il veneziano Davide Zornetta dirige le risorse umane del colosso Bata: «dovremmo allargare la nostra visione del mondo»
La passione può portare ovunque. Potrebbe riassumersi così la carriera del veneziano Davide Zornetta. Dal suo primissimo incarico come addetto all’ufficio paghe di Carrefour, Zornetta è arrivato in meno di vent’anni alla Direzione delle Risorse Umane di Bata: oggi, dalla direzione di Losanna, è responsabile dei processi di gestione del personale di tutta Bata, per un totale di 50mila dipendenti. Il suo segreto? Passione per il proprio lavoro.
Come ha iniziato ad occuparsi di Risorse Umane? «Il mio percorso è iniziato nel 1992 al Carrefour di Marcon, dove sono stato assunto inizialmente come addetto ufficio paghe. Dopo un anno mi si è presentata l’occasione di diventare responsabile dell’ufficio paghe, ruolo che ho ricoperto per tre anni: è stata un’esperienza molto importante per la mia formazione, ma la svolta è arrivata con il mio primo incarico per Bata, nel 1996, come assistente dell’ufficio del personale. Qui ho iniziato a occuparmi meno di pay roll e più di Risorse Umane ed in seguito ho avuto la possibilità di crescere all’interno dell’azienda fino a diventare, poco più di un anno fa, Human Resources Director».
Quali sono oggi le sue mansioni? «Il Gruppo Bata è oggi presente in cinquanta paesi nel mondo con trentacinque compagnie operazionali sul territorio, per un totale di circa 50 mila persone occupate nel mondo, tra assunzioni dirette e non. Per organizzare una rete di queste dimensioni è necessario elaborare disposizioni comuni per standardizzare il più possibile i processi di gestione del personale, sempre nel limite del possibile e nel rispetto delle normative locali. Le realtà culturali locali, con le loro individualità e la loro sensibilità, giocano infatti un ruolo molto importante nella gestione del personale: basti pensare a come fu criticata in alcuni paesi del mondo la pubblicità Bata di Oliviero Toscani (campagna pubblicitaria “Facce da Bata”, raffigurante persone con una scarpa in testa). Il mio obiettivo è riuscire a creare delle gestioni più possibile omogenee, nel rispetto delle particolarità locali di ogni nazione in cui siamo presenti».
 
Qual è la dote più importante che deve possedere chi si occupa di Risorse Umane? «Molto spesso nella gestione delle Risorse Umane serve, più che conoscenze tecniche o studi approfonditi, il buon senso: in questo modo si risolvono la maggior parte dei problemi e si trovano le soluzioni migliori. Io lavoro con le persone: è un campo delicato e richiede una attenzione particolare, perché ha conseguenze importanti su più livelli. Ad esempio, se la mia azienda “sbaglia” una collezione di scarpe si verifica un danno economico senza dubbio fastidioso, ma gestibile. Un errore di gestione del personale, invece, non ha conseguenze solo sul piano economico, ma rischia di demotivare i dipendenti e creare sfiducia. Al contrario, saper organizzare correttamente il lavoro porta ad un buon clima tra le persone che si traduce in buona performance».
Lei ricopre un incarico di livello internazionale: che cosa vede di buono nei veneti? Cosa abbiamo da insegnare e cosa dobbiamo invece imparare? «Noi veneti siamo grandi lavoratori: siamo ai massimi livelli di prestazione, sia come ore lavorate che come risultati raggiunti. Abbiamo una professionalità sicuramente molto alta sotto tutti i punti di vista. In confronto agli altri paesi siamo però ancora molto chiusi, non abbiamo particolare interesse a conoscere le realtà esterne e siamo ancora poco protesi verso le esperienze internazionali. E’ un peccato: se riuscissimo ad abbattere qualche barriera culturale e allargare la nostra visione del mondo, avremmo una ricchezza ulteriore che ci porterebbe innumerevoli benefici: amare la propria terra non deve tradursi in disinteresse per l’esterno».

La sua carriera le ha portato diverse soddisfazioni. Ha mai avuto momenti di incertezza, in cui ha pensato di cambiare mestiere? «È successo molte volte: amo il mio lavoro, mi piace creare piani di lavoro, ottimizzare le prestazioni, lavorare su progetti futuri, adeguare i costi, creare piani di crescita per i dipendenti e gestire i conflitti. Eppure ci sono stati dei momenti in cui non sono stato soddisfatto di determinate scelte dell’azienda e ho più volte dato le dimissioni, ma poi sono sempre stato convinto a restare. Bata mi ha dato la possibilità di fare il lavoro che mi appassiona e mi da soddisfazione: ci sono stati impegno e passione da parte mia, opportunità date dall’azienda e poi la fortuna di essere la persona al posto giusto nel momento giusto. Ogni lavoro presenta delle difficoltà e richiede dei sacrifici, ma se c’è la passione qualsiasi ostacolo può essere superato».
DI GIACOMO MOLUCCHI

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