Società +

Nasibe Shamsaei: un simbolo di coraggio nella Giornata delle Donne

Nasibe Shamsaei: un simbolo di coraggio nella Giornata delle Donne

La Galleria Gaburro di Milano espone dal 13 marzo a fine aprile una fotografia inedita ispirata ai moti di protesta delle donne iraniane

Lo scatto è ancora top secret per non togliere pathos alla performance realizzata in occasione dell’8 marzo proprio nella giornata dedicata alle Donne. Ma dal 13 marzo al 30 aprile, chiunque lo desideri potrà ammirare una fotografia inedita, appartenente alla serie Target, di Liu Bolin (Shandong, 1973), uno degli artisti cinesi più conosciuti e apprezzati a livello internazionale.
L’immagine avrà al centro il gesto di una donna iraniana, Nasibe Shamsaei di tagliarsi i capelli.
Un’azione diventata simbolo della ribellione pacifica delle donne iraniane per rivendicare la loro libertà, ancora oggi purtroppo soffocata.

L’opera di Liu Bolin in divenire

Nasibe come tante anime coraggiose che lottano per i loro diritti

Nel loro Paese le donne iraniane sono costrette a portare il velo e a indossare abiti che le coprono dalla testa ai piedi. Lo dice la legge, dal 1979 cioè da quando il regime dell’ayatollah Khomeyni le ha obbligate a rispettare un codice moralmente degradante che passa anche attraverso l’abbigliamento. E guai a trasgredire. Per questo sono costantemente controllate da Polizia e vigilanti del governo che si sentono in dovere di difendere i valori della Repubblica Islamica, anche con la forza se non viene rispettato quanto imposto.

Nasibe Shamsaei con i capelli tagliati

Alcune di loro non ci stanno e si ribellano. Come ha fatto Nasibe Shamsaei. La giovane donna è fuggita dall’Iran dopo una condanna a dodici anni di reclusione per aver organizzato la campagna dei “mercoledì bianchi” in cui si incoraggiano le donne a rimuovere il velo o a indossarne uno bianco in segno di protesta.
Nasibe è stata arrestata nel 2020 dalle autorità turche in aeroporto mentre cercava di raggiungere l’Unione Europea per trovare asilo politico. Ora rischia costantemente di essere estradata in Iran come già successo a altre attiviste iraniane fermate in Turchia.

L’opera di Liu Bolin per le Donne iraniane

Nasibe ha il volto fiero e coraggioso di tante altre donne iraniane che hanno lottato e lottano per i diritti della donna e che stanno pagando per questa loro ribellione. Sono donne che rivendicano una libertà autentica e profonda e che rischiano la propria vita nelle piazze e strade di tutto il mondo. Proprio ai loro moti di protesta s’ispira il lavoro di Liu Bolin.

La fotografia inedita che sarà esposta dal 13 marzo appartiene alla serie Target in cui sono le persone a divenire parte integrante del progetto e quindi dell’opera finale in una compatercipazione che ha avuto il suo clou proprio oggi in occasione della Festa della Donna. L’iniziativa si è concretizzata anche grazie al contributo dell’attrice e attivista vicentina Melania Dalla Costa, testimonial della campagna 2019 delle Nazioni Unite (UNICRI), da tempo al fianco delle donne che hanno subito violenze fisiche, psicologiche e culturali.

L’attrice e attivista Melania Dalla Costa per l’opera di Liu Bolin

«Sono onorata di far parte di questo progetto – racconta Melania Dalla Costa -. Nonostante la sua storia, Nasibe è una donna forte che trasmette coraggio e invita tutti ad averlo e a non arrendersi. Il suo messaggio forte è di continuare sempre a lottare per i diritti delle donne, contro tutte le difficoltà che si incontrano in questo difficile cammino. Lei è la voce di tante donne iraniane che hanno bisogno di aiuto perché non sono libere».

Silvia Bolognini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.


Leggi anche: