Ambiente +

Un'altra "Riserva della Biosfera" italiana per l'Unesco: è il Monte Grappa (Veneto)

Un'altra "Riserva della Biosfera" italiana per l'Unesco: è il Monte Grappa (Veneto)
Panoramica del Monte Grappa

Il Monte Grappa, in Veneto, è ufficialmente la 20° Riserva di Biosfera Unesco.
La decisione del Consiglio internazionale di coordinamento dell’ente, dopo il parere positivo già espresso dall’organo tecnico di valutazione del Programma MAB (Man and the Biosphere) il mese scorso, è giunta oggi  (15 settembre) dopo due anni di attesa.
L’iscrizione nella prestigiosa lista è dunque giunta, con il riconoscimento della qualità e dell’unicità di un territorio definito ” laboratorio di idee concrete e innovative” in settori cruciali come la mobilità sostenibile e l’economia circolare.
Il Veneto, dopo la consacrazione delle colline del prosecco, conferma così anche con il Monte Grappa la sua fama nel mondo di luogo ricco di tesori naturalistici: ambienti marini, paesaggi collinari, laghi, montagne.
Una ricchezza ambientale che va preservata e valorizzata perché chiunque possa goderne.

Monte Grappa

La Biosfera del Monte Grappa

Il “ponte bio-ecologico” che unisce la pianura e l’arco alpino è una zona che si sviluppa attorno al massiccio del Monte Grappa, stretto tra i fiumi Piave e Brenta e le aree pedemontane e collinari che lo circondano.
Si estende su un’area di oltre 66 mila ettari, coinvolgendo il territorio di 25 comuni delle province di Belluno, Treviso e Vicenza. A est e a ovest i fiumi Piave e Brenta ne sono confine distinguendo i territori connessi ad altri massicci della fascia prealpina veneta.

Il Sacrario Militare di Cima Grappa tra le province di Treviso e Vicenza

«Il nostro impegno – spiega la presidente dell’”IPA Terre di Asolo e Monte Grappa” e sindaco di Pieve del Grappa Annalisa Rampin – è quello di evolvere il nostro tessuto socio economico in chiave di sostenibilità trasformando il Monte Grappa in un laboratorio a cielo aperto sui temi dell’armonia dell’uomo con l’ambiente. Vogliamo investire in cultura e consapevolezza a partire dallo sviluppo di una sensibilità condivisa da parte di tutti i cittadini».

L’impegno per la valorizzazione del territorio

«Abbiamo lavorato un paio di anni per consegnare al Ministero dell’Ambiente, nei tempi richiesti, il dossier della candidatura – racconta la coordinatrice di “Intesa Programmatica d’Area Terre di Asolo e Monte Grappa” capofila della candidatura Cristina Crema -. E’ stato il frutto di un grande lavoro di squadra tra vari soggetti del territorio che comprende ben 25 comuni con i quali ci siamo confrontati e dai quali abbiamo raccolto una novantina di progetti prima di arrivare alla stesura del documento definitivo.

Nel dossier abbiamo tenuto conto di tutti gli aspetti importanti: da quelli naturalistici, morfologici, geologici e di biodiversità a quelli che riguardano la comunità del territorio in cui si trova la zona candidata. L’obiettivo è quello di arrivare alla maggiore integrazione possibile tra l’uomo e la natura e le sue specificità. Sono stati presi in considerazione anche i prodotti tipici della zona interessata». Soddisfazione per il primo traguardo raggiunto è stata espressa dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia: «Arriva un riconoscimento prestigioso per una parte di territorio veneto che racchiude bellezza, storia, unicità, sostenibilità. Da questo punto di vista il Veneto è uno scrigno che passo dopo passo sta ricevendo il giusto riconoscimento».

Riserva della Biosfera

Il Network mondiale delle Riserve della Biosfera comprende attualmente 714 Riserve (incluse 21 transfrontaliere) in 129 Paesi. Tra queste 19 si trovano in Italia.
Della regione Veneto ne fa parte il Delta del Po e, se l’iter procederà senza intoppi, si aggiungerà il prossimo settembre il Monte Grappa.

Escursionisti nella natura del Monte Grappa

Si tratta di una qualifica internazionale assegnata dall’Unesco per la conservazione e la protezione dell’ambiente all’interno del Programma sull’Uomo e la biosfera (MAB).
Le riserve della biosfera sono ecosistemi terrestri, costieri e marini o una combinazione degli stessi.
In questi ambienti, attraverso un’appropriata gestione del territorio, si associa la conservazione dell’ecosistema e la sua biodiversità con l’utilizzo sostenibile delle risorse naturali a beneficio delle comunità locali. Vengono per questo svolte attività di ricerca, controllo, educazione e formazione che portano a realizzare l’Agenda 21, la Convenzione sulla Diversità Biologica e altri accordi internazionali.

MAB – Man and the Biosphere

L’uomo e la biosfera (MAB) è un Programma scientifico intergovernativo avviato dall’Unesco nel 1971 all’interno del quale sono comprese le “Riserve della Biosfera”.
MAB è nato per migliorare le relazioni tra le persone e l’ambiente in cui vivono promuovendo approcci innovativi allo sviluppo economico che siano al tempo stesso adeguati dal punto di vista sociale e culturale e sostenibili dal punto di vista ambientale.

In questo senso, le “Riserve della Biosfera” promuovono attività di cooperazione scientifica, ricerca interdisciplinare e sostenibilità coinvolgendo al massimo le comunità locali. Dal 1989 il Programma MAB supporta ogni anno 10 giovani ricercatori assegnando i “MAB Young Scientist Awards”, riconoscimenti fino a 5000 dollari ciascuno a sostegno dei loro progetti di ricerca sugli ecosistemi, risorse naturali e biodiversità.

 

Silvia Bolognini

Un commento su “Un’altra “Riserva della Biosfera” italiana per l’Unesco: è il Monte Grappa (Veneto)

  1. Davvero un bell’articolo, equilibrato e chiaro, complimenti!


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Il campo nome è richiesto.
Il campo email è richiesto o non è corretto.
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.