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Marilyn, 64 anni dopo: il mito vive ancora, il mistero anche

Marilyn, 64 anni dopo: il mito vive ancora, il mistero anche

Nella notte tra il 4 e il 5 agosto 1962 moriva la Monroe, lasciando dubbi irrisolti. L’omaggio “agricolo” di un artista nel Veronese

Icone in vita, miti nella morte.
Pochi nomi evocano questa rara miscela di talento, fragilità e mistero che fanno di alcuni personaggi dei veri e propri idoli indimenticabili.
Tra questi, il primo è quello di Norma Jeane Mortenson, diventata per il mondo intero Marilyn Monroe. In ottima compagnia con Elvis Presley, Michael Jackson, Lady Diana, Jim Morrison e Bruce Lee.
Personaggi uniti da destini di enorme successo e da scomparse premature e misteriose.
Anche Marilyn Monroe, il cui volto è riapparso in questi giorni in cui ricorre l’anniversario della morte,  in una versione insolita: non su una pellicola o su una tela ma su un enorme campo agricolo nel veronese, in Veneto.
Un omaggio fuori dagli schemi, realizzato con trattore, aratro ed erpice.
Marilyn se ne andò nella notte tra il 4 e il 5 agosto del 1962. Morì in una camera chiusa nella sua casa di Los Angeles, al civico 12305 del quartiere di Brentwook. Aveva appena 36 anni.

 

La morte di Marilyn: dai fatti alle teorie

Il referto che fu stilato dopo il ritrovamento del cadavere dell’attrice concluse che la morte di Marilyn fu dovuta a overdose di barbiturici. Nello specifico si parlò di intossicazione acuta da idrato di cloralio e pentobarbital, di cui la Monroe avrebbe ingerito ben 47 pasticche. Questa la tesi ufficiale a cui pervenne la polizia locale basandosi sull’alto livello di farmaci riscontrato nel sangue dell’attrice. Fin qui i fatti. Che presto però lasciarono il passo ai dubbi e alle conseguenti teorie, pubblicate anche in decine di libri incentrati sul tema.
Le principali possibili cause dell’eccessiva assunzione di psicofarmaci (di cui abusava abitualmente, così come di alcol) sono il suicidio e l’errore. A sostegno della prima teoria si sottolineò il disagio emerso chiaramente dall’intervista rilasciata 2 giorni prima alla rivista “Life”. La sorellastra di Marilyn, Berniece Baker Miracle, affermò però che l’attrice era tutt’altro che infelice, pensando al contrario al futuro con grande entusiasmo, e sostenne quindi la tesi dello sbaglio. Da tenere in conto, però, c’è anche l’aspetto insolito legato alle tempistiche di quella notte, che apre una strada alternativa.
A dare l’allarme fu la governante, Eunice Murray, nel pieno della notte. Ma il decesso sarebbe stato constatato dal medico curante, Hyman Engelberg, solo parecchie ore dopo. E solo allora venne avvisata la polizia. Come evidenziato da recenti ricerche e analisi dei documenti, quindi, la Monroe potrebbe essere morta per una prescrizione sbagliata, con conseguente involontario mix letale di farmaci, da parte degli stessi medici. Al tempo stesso, comunque, non va dimenticata nemmeno la voce secondo cui, durante l’autopsia, nello stomaco non emerse la presenza di tracce di pillole.

Le ipotesi dei complotti politici

La vicenda di Marilyn, così, è venuta ad assumere dimensioni più ampie, con una serie di teorie, peraltro non confermate, di complotti politici. La vita di Norma Jeane Mortenson (questo il nome vero dell’attrice) fu estremamente tormentata, fin dalla nascita, avvenuta a Los Angeles il 1° giugno di esattamente 100 anni fa. Figlia di padre ignoto, percossa dalla madre e a lungo balbuziente dopo l’uccisione del suo cane da parte di un vicino di casa, la futura Marilyn fu bullizzata a scuola e, a quando pare, anche oggetto di violenze sessuali.
Norma provò a cambiare vita sposandosi con un marinaio di 21 anni appena conosciuto e poi iniziando a lavorare come operaia appena sedicenne. La svolta arrivò nel 1945, quando fu notata da un fotografo e, dopo un anno, iniziò a recitare, cogliendo fin da subito un grande successo. Arrivarono così anche altri mariti: il campione di baseball, Joe Di Maggio, e lo scrittore Arthur Miller prima del rapporto, peraltro mai ufficializzato, con John Fitzgerald Kennedy e poi con suo fratello Robert. Ed è proprio il legame con la potente famiglia statunitense a entrare tra le ipotesi legate alla morte.
Di qui infatti nasce tesi dell’omicidio, con il coinvolgimento di persone vicine al clan Kennedy, attraverso iniezione letale a fronte di possibili minacce avanzate dall’attrice di rivelare particolari che avrebbero compromesso la carriera politica dei fratelli o, quantomeno, di un insabbiamento politico da parte del servizi segreti per non far emergere relazioni e segreti di Stato di cui Marilyn sarebbe venuta a conoscenza attraverso i suoi contatti con il presidente Usa. Ma non manca nemmeno la teoria secondo cui si sia trattato di un assassinio da parte della mafia di Cosa Nostra.

L’omaggio a Marilyn nel Veronese

La verità, con tutta probabilità, non si saprà mai. Ma ciò non ha oscurato la stella di Marilyn Monroe. Nemmeno in Italia. Dove, anzi, in occasione del centenario della nascita, il land artist Dario Gambarin ha realizzato in un campo agricolo di Castagnaro, in provincia di Verona, un omaggio del tutto particolare: un ritratto del volto dell’attrice eseguito a mano libera con trattore, aratro ed erpice rotante.
L’opera occupa una superficie di 27 mila metri quadri ed è stata sorprendentemente realizzata senza l’ausilio dell’impiego di sistemi Gps, griglie o tracciamenti preparatori. In questo caso, viene spontaneo pensare a fenomeni sconosciuti come i cerchi nel grano di possibile origine aliena. Ma, in realtà, almeno in questo caso non c’è alcun mistero, bensì solo la bravura dell’artista.

Alberto Minazzi

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Tag:  misteri

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